La cupola della chiesa di Sant’Andrea della Valle: la prima cupola barocca di Roma – sassi di arte

andrea1

La cupola della chiesa di  Sant’Andrea della Valle (Roma)

La chiesa di S. Andrea della Valle è una delle massime espressioni dell’arte del XVI secolo a Roma; un edificio che rappresenta in pieno lo spirito controriformista, caratterizzato anche dalla chiesa del Gesù e dalla Chiesa Nuova. Notevole è la decorazione interna, soprattutto grazie ai capolavori del Domenichino e del Lanfranco.

Cupola S. Andrea della ValleIl progetto della chiesa inizialmente  fu affidato a Francesco Grimaldi, assistito dal Della Porta, e nel 1591 fu posta la prima pietra; successivamente, dal 1608, l’impresa fu affidata a Carlo Maderno e fu proprio quest’ultimo ad innalzare la cupola, nel 1620, la più grande di Roma dopo quella di S. Pietro. Maderno progettò anche la facciata, ma nel 1655 si preferì il nuovo progetto di Carlo Rainaldi, in parte modificato da Carlo Fontana.
Vasi134r-1

La facciata di S. Andrea è comunque una delle più belle di Roma, anche grazie ad alcune soluzioni innovative, tra cui la scelta di collocare due statue di angeli al posto delle volute. Purtroppo ne fu realizzato soltanto uno, poiché la decorazione non fu portata a termine (leggi a riguardo L’angelo di Sant’Andrea della Valle, qui)

L’interno dell’edificio mostra la tipica pianta controriformista a navata unica, con transetto e cappelle laterali, già adottata nella chiesa del Gesù; la decorazione è particolarmente ricca e di grande rilievo sono le pitture del presbiterio e della cupola, capolavori, come accennato in precedenza, di due importanti artisti attivi nel Seicento a Roma: Domenichino e Lanfranco. Nel 1623 Domenichino iniziò a decorare l’abside con le storie di S. Andrea ed Evangelisti nei pennacchi della cupola. L’opera mostra un certo rigore classico secondo i modelli espressi dai Carracci nelle pitture di Palazzo Farnese: tale influenza è particolarmente evidente nella scelta dei “quadri riportati”, ossia nella rappresentazione di scene affrescate ed incorniciate come quadri, con forte effetto illusionistico, che vanno a realizzare un maggiore rigore della composizione all’interno di uno spazio delineato.

andrea2

In totale contrasto si colloca, invece, il successivo affresco del Lanfranco, realizzato tra il 1625 e il 1627 per la cupola, che raffigura l’Assunzione della Vergine; la scelta di un linguaggio totalmente illusionistico, il dinamismo della composizione con il moto vorticoso delle nubi, la teatralità dei gesti, sono alcuni dei tratti caratteristici di quest’opera. Il suo intento è quello di coinvolgere l’osservatore e condurlo alla visione ultraterrena al cui vertice si colloca Cristo, rappresentato al centro della cupola. La scelta del Lanfranco – probabilmente ispirata dai modelli di Correggio a Parma – fu innovativa e divenne un modello per la maggior parte delle decorazioni della Roma del XVII secolo. La cupola di S. Andrea della Valle può essere, a giusta ragione, considerata la prima cupola barocca di Roma.   La decorazione del presbiterio fu terminata da Mattia Preti che realizzò i tre grandi affreschi con le storie del Martirio e sepoltura di S. Andrea, crocifisso secondo la tradizione ad una croce a forma di “X”.

andrea3

Una curiosità: Puccini sceglie, come ambientazione del primo atto del melodramma Tosca, proprio questa chiesa e fa svolgere la scena nella prima cappella laterale a sinistra, la Cappella Barberini. (a cura di Giorgio Chiantini – fonti varie)

Vasi134g

Annunci

6 thoughts on “La cupola della chiesa di Sant’Andrea della Valle: la prima cupola barocca di Roma – sassi di arte

  1. Ancora un elogio ed un grazie alla bellezza di Roma e alla capacità di Giorgio di stupire con queste particolarità della storia dell’arte!

    Passeggiando in città, accanto al traffico cittadino, sostando in attesa al semaforo dell’angolo, ovvero passando dinnanzi a questa magnifica chiesa, è impossibile pensare che al suo interno essa racchiuda un tesoro artistico simile (come tante altre splendide chiese romane)…
    E in tutto questo, non possiamo leggervi, anche una metafora?
    Forse anche nei riguardi delle persone dovremmo assumere lo stesso atteggiamento di meraviglia per quanto nascondono dentro a dispetto della facciata che vediamo quotidianamente. Basta avere voglia e coraggio di oltrepassare la porta…

    un saluto a tutti 😀

  2. Roma è meraviglia continua e spesso mi riscopro turista nella mia città. Forse cercando proprio l’essenza di ciò che ha percepito e scritto qui Angela, basta dischiudere appena una porta o girare in un angolo di strada per scoprire nuove emozioni….. 😀

    1. […] Roma è bella ogni momento che passa e che passi nel suo utero
      materna di secoli che scorrono in ognuna delle sue acque libere
      nonostante la forzatura del tempo inesorabile che arrugginisce
      ma non ferma le stesse mani da sempre costruttrici di difese
      fino alla sera di due numeri che sommati non danno più
      la stessa cifra e la medesima importanza alle architetture
      edificate in uno spazio adesso troppo esiguo per respirare:

      sorprendo un gabbiano tra le ali di Sant’Andrea della Valle
      e mischio i nostri cieli oltrepassando il vallo antico

      (pag.15) 😉

      https://ilsassonellostagno.wordpress.com/2015/04/21/omaggio-a-roma-nel-giorno-del-suo-natale-attraversandomi-la-nuova-opera-di-angela-greco-sulla-citta-eterna/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...