Puccio Pisano detto Pisanello: San Giorgio e la principessa – sassi di arte

Pisanello - Madona della quagliaIn questi giorni i media hanno dato risalto al nome di Puccio Pisano detto Pisanello a causa di una sua opera trafugata, insieme a molte altre, la sera del 19 novembre scorso dal museo di Castelvecchio a Verona; si tratta de La Madonna della quaglia, un’opera giovanile dell’artista, una variopinta rappresentazione della madre di Cristo su una tavola dorata, che ha colpito profondamente gli spettatori per la particolare bellezza, unita al grande rammarico di saperla perduta.

L’occasione, seppur infausta, ci ha portato a parlare di Pisanello, proponendo una delle poche opere sopravvissute e giunte a noi, considerata a giudizio unanime il suo capolavoro: San Giorgio e la principessa.

Pisanell- Affresco intero

Antonio di Puccio Pisano, meglio noto come Pisanello (Pisa, ante 1395 – Napoli, 1455 circa), realizzò San Giorgio e la principessa con la tecnica dell’affresco tra il 1433-1438.

Di dimensioni intere pari a cm 223 x 620, l’affresco, che doveva far parte di un ciclo oramai andato perduto, è stato riportato su tela ed ubicato, insieme alla corrispettiva sinopia, nella cappella Giusti della chiesa di Sant’Anastasia, nel centro storico di Verona. Il Pisanello realizzò questa famosa ed importantissima opera sulla parete esterna di un’altra cappella, situata nel transetto destro della stessa chiesa, assegnata alla famiglia Pellegrini e descritta con vera enfasi ne “Le Vite” dal Vasari (1568): “Et per dirlo in una parola non si può senza infinita meraviglia, anzi stupore contemplare questa opera fatta con disegno con grazia, e con giudizio straordinario”.Pisanello - Part. di lucertola e scorie cibo drago

Dunque, l’affresco di San Giorgio e la principessa è la sola opera superstite dell’assai più vasto impianto pittorico decorante la cappella Pellegrini, come si evince dalla dettagliata descrizione vasariana. A complicare le cose, intorno alla fine dell’Ottocento, a causa d’una grande infiltrazione d’acqua piovana, anche il dipinto del Pisanello subì gravi danneggiamenti (soprattutto la zona del drago in agguato), tanto che si decise di staccarlo dalla parete e di trasferirlo su telaio per essere sottoposto a restauro.

Pisanello - Part. di San Giorgio e la principessa

L’opera costituisce una delle espressioni più alte dell’arte di Pisanello e ha come soggetto San Giorgio, mentre, dopo aver riverito la principessa, si appresta a risalire a cavallo per correre a sconfiggere il drago. Il santo appare splendidamente rappresentato nei suoi preziosi abiti cavallereschi, con un piede già nella staffa e la mano sinistra nell’atto di reggersi alla sella prima di spiccare il balzo per salire a cavallo. È da notare come la meticolosa e quasi ossessiva ricerca del particolare contribuisca a conferire alla scena una dimensione irreale e senza tempo. La tetra presenza dei due impiccati sullo sfondo finisce per perdere ogni drammaticità, come se si trattasse di pupazzi anziché uomini (nelle rappresentazioni non solo pittoriche, ma soprattutto nella vita reale di quei tempi, spesso facevano parte del paesaggio figure e visioni macabre lasciate in vista, come monito per la popolazione).

Pisanello - Particolare della nave edegli impiccati

Il fiabesco svettare delle architetture tardo-gotiche che appaiono all’orizzonte, contro un cielo blu intenso, perde qualsiasi intento realistico e si trasforma in un gioco di linee e colori; lo stesso avviene anche con gli animali, la cui meticolosa realizzazione sembra farli emergere da un trattato di zoologia. Nessuno, prima di Puccio Pisano era giunto ad un’analisi del mondo naturale così accurata, come testimonia la sua vastissima produzione grafica. Famosi sono, infatti, i suoi studi-disegno dal vero di personaggi e animali, tra i migliori dell’epoca, superati solo sul finire del XV secolo dall’occhio indagatore di Leonardo da Vinci e successivamente di Albrecht Dürer.

Pisanello - Part. di sinistra col drago e destra con testa

L’elegante profilo del volto della principessa si ricollega con l’attività medaglista che Pisanello svolgeva parallelamente a quella di pittore, derivante da un vivace disegno dal vero realizzato a penna e inchiostro su una traccia preparata a matita; ciò che più colpisce è la fluidità della linea di contorno, che dalla fronte giunge al naso, descrivendo morbide curve che richiamano la lettera “S”. Questa linea non è realistica ma conferisce al profilo un’espressione intensa e pensosa di serenità, mentre la complicata acconciatura, che sembra ispirarsi alla moda delle ricche dame del tempo, al contempo si trasforma in un irreale turbante con funzione decorativa.

Pisanello - Part. dei personaggi

È in questo continuo contraddittorio rapporto, tra osservazione minuziosa degli elementi singoli e fiabesca irrealtà delle visioni d’insieme, che si concretizza l’arte di Pisanello.

[Giorgio Chiantini – fonti varie]

Pisanello - Part. di cavallo e cavaliere

Annunci

6 thoughts on “Puccio Pisano detto Pisanello: San Giorgio e la principessa – sassi di arte

  1. L’occasione infelice di un furto in un Museo italiano – con la speranza che si risolva al più presto ed in maniera positiva questo spiacevole episodio – ci dà la possibilità di venire a conoscenza di un artista forse poco noto ai più. Le già apprezzate maestria e passione con cui Giorgio Chiantini ci conduce “dentro” le opere che condivide, sono rinnovate anche oggi e anche in questo caso l’opera proposta affascina, coinvolge e ci regala un momento di crescita culturale, per il quale esprimo il mio sentito grazie.

    I dettagli che in quest’articolo hanno la prevalenza – ma, d’altronde, dinnanzi ad un’opera così ricca non potevano essere esclusi – narrano del tempo e della vita in cui l’affresco vide la luce, ma con quel fare fiabesco, rintracciabile un po’ in tutta l’opera raffigurante le gesta del Santo cavaliere che lottò contro la raffigurazione del male, contro quel Drago entrato nella sua stessa iconografia.
    E ad attrarre me personalmente, sono le vesti di San Giorgio ed i cavalli, con i loro colori caldi, insieme con le espressioni dei personaggi che, pur essendo immersi in un’aura fiabesca – come si legge nell’articolo – sembrano, comunque, consapevoli della lotta che stanno compiendo, quella contro il male, anch’esso deliziosamente rappresentato nei dettagli del pasto dello stesso drago che, alla fine, ci fanno anche un po’ parteggiare per questo mitico animale, nonostante la sua simbologia non positiva.

  2. Grazie a te Angela per lo spazio tra questi “sassi di arte” che periodicamente lasci condurre alla mia fantasia. Spazio che cerco sempre di adoperare per trasmettere passione e amore che poi sono le stesse che animano anche tutte le altre rubriche del blog che conduci ormai da tempo con indiscussa professionalita.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...