Un inedito di Giorgio Linguaglossa: Il Signor K. è ancora là

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Protagonisti sono il Signor K., un angelo androgino e il musicista che non sa di esserlo e che non sa suonare alcuno strumento. Il Signor K. dona all’uomo la facoltà di suonare in maniera divina il violino. Lo Strdivari è pronto nella sua bara. Attende il musicista. L’Arcangelo con la sua bellezza confonde ed ammalia il musicista, il quale accetta, in modo sconsiderato, di suonare il violino. Ma non è lui a guidare il violino. È il violino che guida il suo braccio, rendendolo in tal modo schiavo del suo strumento, perché lo strumento obbedisce al diavolo. La sua musica quindi è corrotta. È falsa. E il musicista è caduto nell’inganno tramato dall’arcangelo. (Giorgio Linguaglossa)

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Il Signor K. è ancora là
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Dietro la finestra e prima della porta del cielo,
dai cespugli tinnivano i corvi.
Un rumore come di forbici di barbiere. Un afrore di rancido.
Annuii con il capo.
Sul divano la nera custodia semiaperta.
Lo Stradivari brillava nella bara. Il suo sonno incomprensibile.
“Ma io non sono un violinista – pensai con terrore –
non ho mai suonato questo strumento”.
“Lo Spirito non ha alcuna forma. Attraverso le cose prende forma.
Il nostro pensiero è tracciare le linee interne delle cose”.
Il corvo prestò questo pensiero al musicista
che afferrò il violino e lo portò alla spalla.
[…]
Un corvo percuote col becco il vetro della finestra.
Il Signor K. entrò. È ancora là. Un passo oltre la soglia.
Il direttore d’orchestra intima: «Musica!».
Ripiega le sue ali nere dietro le spalle.
Mi ordina di suonare.
Ed io suono un «capriccio» di Paganini.
L’archetto e il violino. Un gemellaggio perfetto.
Sono nemici giurati, non si sopportano.
Il violino si rifiuta di rispondere all’archetto,
e l’archetto stride.
[…]
L’arcangelo androgino spiegò le ali nere dietro le spalle.
La sua bellezza sfolgorava dai quattro occhi.
Osservo il violino.
Il mio braccio percorre lo strumento
in diagonale, da destra a sinistra, da sinistra a destra.
Scalpita. Si arresta. Riparte. Singhiozza. Allegro.
Lento. Lentissimo.
[…]
“Ma è orribile – penso – è il violino che guida
il mio braccio, e le corde guidano l’archetto!”.
Le corde vibrano.
Le onde del mare si incendiano.
Il tinnire dei corvi cessa.
Un «capriccio» dopo l’altro: Uno. Due. Tre.
«Fino a quando, Vostra Grazia?».
Il tempo si assottiglia, lo spazio si restringe.
Il corvo è sempre lì, sul davanzale della finestra.
Batte il becco sul vetro, chiede di entrare.
Ma io suono un «capriccio» dopo l’altro.
Un «capriccio». Dopo. L’altro.
 

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bello angelo androgino
immagine cortesemente fornita dall’autore dei versi

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Giorgio Linguaglossa è nato a Istanbul nel 1949 e vive e Roma. Nel 1992 pubblica Uccelli e nel 2000 Paradiso. Ha tradotto poeti inglesi, francesi e tedeschi tra cui Nelly Sachs e alcune poesie di Georg Trakl. Nel 1993 fonda il quadrimestrale di letteratura «Poiesis» che dal 1997 dirigerà fino al 2005. Nel 1995 firma, Giuseppe Pedota, Lisa Stace, Maria Rosaria Madonna e Giorgia Stecher il «Manifesto della Nuova Poesia Metafisica», pubblicato sul n. 7 di «Poiesis». È del 2002 Appunti Critici – La poesia italiana del tardo Novecento tra conformismi e nuove proposte. Nel 2005 pubblica il romanzo breve Ventiquattro tamponamenti prima di andare in ufficio. Nel 2006 pubblica la raccolta di poesia La Belligeranza del Tramonto. Nel 2007 pubblica Il minimalismo, ovvero il tentato omicidio della poesia in «Atti del Convegno: È morto il Novecento? Rileggiamo un secolo», Passigli, Firenze. Nel 2010 escono La Nuova Poesia Modernista Italiana (1980 – 2010) EdiLet, Roma, e il romanzo Ponzio Pilato, Mimesis, Milano Nel 2011, sempre per le edizioni EdiLet di Roma pubblica il saggio Dalla lirica al discorso poetico. Storia della Poesia italiana 1945 – 2010. Nel 2013 escono il libro di poesia Blumenbilder (natura morta con fiori), Passigli, Firenze, e il saggio critico Dopo il Novecento. Monitoraggio della poesia italiana contemporanea (2000 – 2013), Società Editrice Fiorentina, Firenze. Nel 2015 escono La filosofia del tè (Istruzioni sull’uso dell’autenticità)Ensemble, Roma, e Three Stills in the Frame Selected poems (1986-2014)Chelsea Editions, New York e il romanzo rivisto e accresciuto 24 Tamponamenti prima di andare in ufficio EdiLet, Roma. Ha fondato il blog L’Ombra delle Parole (https://lombradelleparole.wordpress.com/).  
Sito personale: www.giorgiolinguaglossa.com ; e-mail: glinguaglossa@gmail.com

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In questo blog:

rubrica Quattro sassi con…autori contemporanei in 4 poesie

Il libro della felicità lo sta scrivendo il pittore

due poesie da Three Stills In the Frame – Selected poems  

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5 thoughts on “Un inedito di Giorgio Linguaglossa: Il Signor K. è ancora là

  1. Grazie a te, Angela, Il Sasso nello Stagno non è un piccolo spazio, è un brillante, a giudicare dal livello dei poeti che ha ospitato. Davvero, non è semplice trovare dei poeti di alto livello come ha fatto il tuo blog. E grazie dell’ospitalità.

    Il tema della poesia è quello del Faust che fa un patto con l’artista. L’artista accetta il patto scellerato. Suona meravigliosamente lo Stradivari… ma a che prezzo?
    Mi meraviglia non poco che un tema così importante e centrale sia stato abbandonato dalla poesia italiana del Novecento.

    1. Caro Giorgio, il tema del patto col diavolo avrà abbandonato la poesia per divenire “incarnato” materialmente nel genere umano, oserei dire, in questi appena trascorso secolo opinabile e inizio di secolo scellerato…

      Per quanto riguarda il Sasso sei a casa tua, qui! Grazie per il paragone – a me molto caro – col brillante che, di fatto, è il diamante che subisce la lavorazione a taglio più “dolorosa” ma “necessaria” alla sua luce…

  2. Molto belli questi versi, denuncia di una seduzione del male della quale, chi più chi meno e forse a volte inconsapevolmente, siamo tutti vittime.
    Complimenti al poeta che ha saputo cogliere e materializzare sul foglio l’esaltazione umana da ottenere a qualsiasi prezzo, esaltazione, in questo d’accordo con la precedente analisi di Angela, di grande attualità.

    1. Giorgio (Chiantini) sono davvero felice che tu abbia apprezzato questi versi, confermando quello che ho sempre pensato di te dal primo messaggio che ci siamo scambiati, ovvero che hai “istinto alla poesia” perché sai leggerla sempre oltre il livello a cui si fermano gli altri. Esattamente come hai fatto con questa proposta oggi, a cui io ho solo aggiunto un brevissimo pensiero… magari, fossi capace di farne un’analisi! ma grazie per la fiducia 😉

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