Angela Greco, versi inediti da “Un tale chiamato Barabba” – II

ph.AnGre

Le impronte tra gli alberi del Getsemani
dicono che non era uno solo
a calpestare la terra e ad ascoltare
le preghiere tra la legge e il cielo.
 
Sotto il riverbero del sole di mezzogiorno
le pagine dell’ulivo sono chiome di gente saggia.
Tra loro non si distingue l’innocente.
 
La città ha già reso note le sue intenzioni:
issano altre croci prima del tramonto;
viene il giorno di festa.
 
La morte per questo può aspettare.

*

Angela Greco

(inedito tratto da “Un tale chiamato Barabba”, ph.AnGre)

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