“LA POESIA NON E’ MORTA”: la Poesia come arma di risveglio di massa – di Giuseppe Schembari

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“LA POESIA NON E’ MORTA”: la Poesia come arma di risveglio di massa – di Giuseppe Schembari (per la nuova pagina Sassi dalla Sicilia)

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LA POESIA
 
La poesia
non può morire
su un’asettica pagina bianca
per restare silenzio
e divenire una muta risacca
Primigenia dicotomia
non fermarsi al testo
ma spingersi oltre il contesto
non perire ai confini della parola
ma procedere fuori
dai sentieri battuti
un Urlo dissonante
a cui non è negato
passare all’essere
e perseverare
.

Oggi la Poesia sembra aver perso la sua funzione di azione sulla realtà, quel suo naturale scopo, la sua utilità, il vero motivo – che si pensava potesse essere irrinunciabile – per cui il poeta scrive poesie.

La Poesia deve ritornare ad essere un’arma costantemente puntata contro gli artefici e i responsabili dell’immane malessere in cui ci troviamo. Nel caos attuale diventa indispensabile che la Poesia risvegli la coscienza da troppo tempo narcotizzata di tutti, perseguendo una profonda ricerca non già del tempo perduto, quanto piuttosto del tempo a venire, per recuperare quelle parole e di conseguenza quell’agire che da essa possono scaturire e per aggirare quelli che si preoccupano di separare parola e azione, imponendo la materialità sterile di una scrittura strettamente legata alla forma. Forma, come ambito dove tendenzialmente il rapporto tra Poesia e Realtà viene a spezzarsi, facendo sparire la finalità sociale intrinseca alla poesia stessa, rendendola inefficace, consentendole di scivolare via senza lasciar traccia e facendo dei poeti inutili “rivoluzionari” da salotto.

In quest’ottica ci si domanda se il poeta debba continuare a persistere in questo quadro inquietante come contorno sbiadito o anonima ombra oppure, se non sia il caso di far ri-diventare il Poeta uno schianto dirompente nell’immobilità preoccupante del presente.

Il recupero della Poesia da usare come arma può essere un mezzo assai valido per mettere in crisi il sistema. Di questo il Potere è sempre stato consapevole e perciò esso ha sempre temuto la forza eversiva della Poesia, cercando con ogni mezzo di annientarla per evitare che s’insinuasse nell’anima delle masse, rendendole consapevoli dell’improrogabile esigenza di cambiamento, acutizzando l’insoddisfazione e il dramma in cui la cinica incompetenza dell’intera classe politica ci ha trascinati.

Bisogna, dunque, liberare la Poesia dal guscio pseudo-letterario che oggigiorno la imprigiona e portarla nelle strade e nelle piazze, consentendole di fiorire nelle coscienze e nelle menti, così da diventare l’uragano che travolge e abbatte il trono dei signori del potere.

La Poesia intesa come liberazione dell’uomo e, se il silenzio è quello che vogliono imporre, noi risponderemo “SPIANANDO I FUCILI DELLA PAROLA”.

[versi e articolo di Giuseppe Schembari (leggi qui sull’Autore) — immagine tratta dalla serie pittorica “Sulla rotta di Ulisse” di Lawrence Ferlinghetti ]

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2 thoughts on ““LA POESIA NON E’ MORTA”: la Poesia come arma di risveglio di massa – di Giuseppe Schembari

  1. Nei miei primi 40 anni posso dire di aver incontrato – pur nel limite della mia estrema riservatezza come persona, del mio carattere considerato quasi sempre in maniera non positiva a causa del mio dire sempre “in faccia” quello che penso e, soprattutto, a causa del mio credere in poche amicizie, ma buone, ovvero di non amare il conoscere troppa gente solo per far numero – dicevo che in questi miei pochi anni ho incontrato non più di 5 Poeti “veri”, con l’iniziale maiuscola, Persone capaci cioè di realizzare nei propri modi di essere e di vita e di pensiero, la Poesia e Peppe (mi permetto di chiamarlo per l’amico sincero e leale che è) è uno di questi cinque.

    I Poeti non devono essere – e condivido il pensiero critico di Giuseppe Schembari – degli ” inutili rivoluzionari da salotto”, meri rappresentanti di qualcosa che viene detto a parole e poi, di fatto, non viene attuato nel quotidiano. La Poesia non è un trucco con cui abbellire una delle tante facce, ma materia viva e vitale con cui “sporcarsi” le mani e con cui mostrare il vero volto…

    Lascio felicemente spazio, dunque, a questi nuovi nati Sassi dalla Sicilia, terra a sud e di sud, accogliente e calda, rivoluzionaria e leale, nati dalla collaborazione con una delle voci più significative del territorio ibleo (Ragusa), al quale dico il mio grazie colmo di gioia autentica per la sua presenza in questo luogo.

    AnGre

  2. «…….un Urlo dissonante
    a cui non è negato
    passare all’essere
    e perseverare»
    Si! Penso che il compito del Poeta sia anche questo: proporre poesia che coinvolga sempre più persone ad un’etica di pensiero e di azione e che sia insieme ristoro per il cuore e ricostituente per la mente.
    Grazie per questi versi coraggiosi rivolti ad una umanità disumanizzata e/o anestetizzata….

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