Ragusa, febbraio 2016: cronaca di un incontro, di Angela Greco

Ragusa, panorama della valle con Ibla sulla destra - ph.AnGre

Ragusa, giovedì 18 febbraio 2016, ore 18.30, presentazione della silloge Naufragi (ed.Sicilia Punto L.- novembre 2015) di Giuseppe Schembari presso il Centro Servizi Culturali della città iblea, in Via A.Diaz – interventi a cura di: Pippo Gurrieri (editore), Giovanni Occhipinti ed Emanule Schembari; poesie lette da: Vincent Migliorisi, Giacomo Schembari, Aldo Migliorisi e Vincenzo Cascone (clicca sulla foto della locandina per ingrandirla).

ph.AnGreIl Centro Servizi Culturali si trova quasi alla fine di una discesa, che corre parallela ad una delle vallate (foto d’apertura), che incorniciano Ragusa, perla dell’UNESCO nella Sicilia Orientale, costituita dalla antica Ibla, posta ad un livello più basso rispetto alla città nuova e dal nuovo insediamento urbano, una vivace cittadina battuta da vento e sole, che non si risparmiano, e capace di regalare un indicibile cielo azzurro, come mai visto altrove. Non è superfluo inquadrare il luogo, un ex-mattatoio mirabilmente ristrutturato e trasformato da luogo di morte in spazio di rinascita culturale, in questo nostro Sud che troppo spesso punta l’attenzione troppo distante da sé. La sala delle conferenze ha luci chiare e forti ed è da subito molto accogliente. Accogliente esattamente come il poeta, Giuseppe Schembari, conosciuto personalmente soltanto la sera prima, ma facente parte di quelle rare persone che senti di conoscere da sempre, nell’emblematica data del rogo di Giordano Bruno, in un diciassette febbraio in cui, anche quattrocento e pochi più anni dopo, si sarebbe parlato ancora di libertà e di libero pensiero, seduti alla luce della luna e all’ombra della cattedrale (foto sotto).

cattedrale di San Giovanni Battista - RG - ph AnGre

Ci si incontra in corso Italia – angolo via Roma per andare insieme alla presentazione del suo ultimo libro di poesie e Peppe ha gli occhi emozionati ed un sorriso imbarazzato. Sciogliamo subito subito la tensione per questo evento pubblico di un qualcosa di estremamente proprio, com’è la poesia, scattando un selfie che gelosamente custodisco, perché guardandolo possa avere la certezza che tutto sia accaduto davvero. Arriviamo in anticipo; Peppe mi presenta con infinita gioia a tutti i suoi amici e per tutti sono la sua amica venuta fin dalla Puglia per la sua poesia. La sala non tarda a riempirsi. Ci siamo. Mi siedo in terza fila e ascolto tutti, relatori, autore, lettori. Al momento dei ringraziamenti il poeta fa il mio nome e cognome ed un inatteso applauso giunge dalla sala, facendomi luccicare gli occhi; sono stata a molte presentazioni in altre parti d’Italia, ma la stima e l’affetto che mi hanno dedicato a Ragusa, non li ho mai davvero incontrati.

Ragusa 18 febbraio 2016 presentazione silloge Naufragi di Giuseppe Schembari

In Naufragi, “si assiste al ritorno del figlio risucchiato dal vortice di una situazione-limite, che riesce alla fine ad affermarsi nei suoi progetti affettivi, umani e sociali, rivelandosi un buon nocchiero di se stesso. […] Sentiremo parlare di questo poeta e della sua tempra di autore e di uomo – scrive Giovanni Occhipinti (in foto, da sinistra: Pippo Gurrieri, Giuseppe Schembari, Giovanni Occhipinti, Emanuele Schembari) per Ondaiblea, quotidiano del Sud Est della Sicilia (qui la recensione completa) – che può lavorare sull’ambiguità o ambivalenza di una metonimia, di una metafora, al fine di mutare il disagio della sofferenza, la crudezza, nel soffio sonoro e perdurante di una poesia destinata a crescere e a restare. Lo leggano i giovani, questo libro di Giuseppe Schembari, eccellente cantore del suo stesso dramma, che, come nella mitologia surreale di quel personaggio tedesco, che fu il barone di Münchhausen, ha potuto liberarsi dalle acque infide e limacciose della palude, tirandosi per i capelli.”

Giuseppe Schembari fotografato da AnGreVentisette anni dopo la pubblicazione del suo primo libro, Al di sotto dello zero, sempre per i tipi di Sicilia Punto L., Giuseppe Schembari (foto qui a lato) usa ancora la poesia, come arma, come riscatto, come ancora di salvezza; non ha mai smesso di combattere contro la miseria umana, vissuta sulla propria pelle, anche utilizzando oggi un linguaggio meno crudo e meno violento, il sangue che scorre nelle sue vene si sente, così come assai nitido si percepisce il battito del suo cuore in ogni verso. Raramente ho incontrato una Persona ed un Poeta così veri da farmi avvertire il timore di non essere reali, tanto è tangibile la lealtà con cui Peppe tratta la materia poetica. Torno nella mia Puglia più motivata grazie al sorriso di un amico e della sua splendida famiglia, all’azzurro impareggiabile del cielo di Ragusa e con la consapevolezza che tanto e tanti appartenenti a quell’ambiguo mondo così detto letterario, che tanto si affanna a dire, a sentenziare e ad apparire, sono solo polvere che irrita gli occhi e il sentire. Peppe, con la sua poesia e la sua intricatissima esistenza divenuta adulta per strada, mi sta insegnando quello che nei “libri ufficiali” non si leggerà mai. A lui, il mio grazie. [by Angela Greco – ph.AnGre]

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COS’E’ RIMASTO
(da Naufragi di Giuseppe Schembari, ed. Sicilia Punto L.)
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Cos’è rimasto
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un sorriso lacero
la memoria prosciugata
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scomposte geometrie
fratture inevitabili
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l’ira dei pupi
e quella dei pupari
.
E’ rimasto
un vagito
a ricordare la vita
.
e il fruscio della seta
che increspa
il silenzio della parola.
.
per farsi poesia
.
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(pag.33)
*

Giuseppe Schembari in questo blog: leggi QUI e QUI.

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3 thoughts on “Ragusa, febbraio 2016: cronaca di un incontro, di Angela Greco

  1. L’emozione di questa meravigliosa giornata traspare tutta dal tuo modo appassionato di descriverla, tanto che mi sembra di esserci stato anche io con voi e di aver conosciuto tutti.
    ….e le poesie di «Peppe» parlano dalla realtà al cuore…..

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