Vincent Van Gogh, Pietà (dopo Delacroix) – sassi d’arte

Pietà-dopo-Delacroix-Van-Gogh-analisi

Vincent Van Gogh, Pietà (dopo Delacroix), 1889

cm 73 x 60, 5 – Van Gogh Museum, Amsterdam

Questa Pietà fa parte della serie di dipinti che prende il nome di “copie”, che racchiude tutte quelle opere realizzate dal pittore olandese sulla base di altri quadri realizzati a loro volta da pittori che egli stimava; in particolare questo dipinto trae spunto dalla litografia di un quadro del pittore francese Delacroix (immagine piccola a destra). Pietà-DelacroixSi tratta, però, non già di una copia vera e propria, ma di una variante dell’opera originale e ciò si evince soprattutto dall’utilizzo del colore e dalla pennellata che è tipica dello stile di Van Gogh.

Vincent Van Gogh, che per un lungo periodo della sua vita pensò addirittura di seguire le orme del padre, pastore calvinista nella sua Olanda, dipinse solo una volta l’immagine di Cristo. La risposta a questo caso unico può essere trovata in un episodio cruciale, e ben documentato da lettere e testimonianze, che lo vide contrapposto nel 1889 al suo grande amico Paul Gauguin in una diatriba nata sull’ipotesi di realizzare una serie di opere dedicate all’episodio evangelico dell’Orto degli ulivi.

Dopo l’episodio del dicembre del 1888 in cui Van Gogh si mutilò un orecchio in conseguenza di una lite proprio con l’amico Paul Gauguin, il pittore olandese si ritrovò isolato in una casa di cura a 25 chilometri da Arles, a Saint-Rémy en Provence, mentre Gauguin si trasferiva in Bretagna. La scelta non era affatto piaciuta a Theo Van Gogh, uomo molto pragmatico, mercante a Parigi, che si occupava, con scarsa fortuna, anche di vendere le opere dei due artisti, il quale in una lettera risentita a Gauguin, aveva definito la Bretagna come «una terra troppo conventuale», cioè dov’era facile scivolare verso derive mistiche (cui per altro i nuovi amici di Gauguin erano esplicitamente votati). Il giovane mercante aveva visto giusto: infatti a fine agosto ’89 ricevette dalla Bretagna un nuovo gruppo di tele, tra le quali due che confermavano in pieno le sue previsioni. Gauguin aveva dipinto una Pietà e una Crocifissione, intitolate, rispettivamente, Il Cristo verde e Il Cristo giallo. La prima opera era ispirata a un Calvario bretone, la seconda a un Crocifisso policromo conservato nella chiesa di Trémole, nei pressi di Pont Aven. Theo restò perplesso ed esternò quelle sue perplessità a Gauguin stesso, il quale per risposta gli scrisse che queste opere, secondo lui, «trasudavano di pura fede»; Vincent, però, isolato nella sua casa di cura del Sud, non aveva echi diretti di questa svolta nell’arte di Gauguin, che il fratello definiva simbolista.

Pietà-dopo-Delacroix-Van-Gogh-analisiNel giugno sempre del 1889, Van Gogh era tornato in piena attività e dal luogo dove si trovava, forse in risposta a quanto accaduto fino ad allora, nel settembre successivo, dipinse quell’unica immagine di Cristo della sua storia di pittore: una copia dalla Pietà di Delacroix, un artista che, secondo lui, aveva «un uragano nel cuore». «All’entrata di una grotta giace sdraiato, con le mani in avanti… il volto è nell’ombra, la pallida testa della donna si staglia chiara contro una nuvola», scrive Vincent al fratello il 19 settembre per descrivere la copia da Delacroix appena realizzata. La riflessione su quel soggetto poi era proseguita in modo imprevisto: aveva infatti dipinto il contesto – cioè la cava che rappresentava l’ingresso del Sepolcro – tralasciando la figura di Cristo e della Mater dolorosa. Van Gogh raccontò di aver dipinto sotto le sferzate impetuose del mistral, tanto da aver dovuto ancorare il cavalletto alla roccia. «Si tratta di un’opera bellissima e grandiosa», scriverà con orgoglio in un’altra lettera al fratello.Pietà-dopo-Delacroix-Van-Gogh-analisi

Le due visioni dell’arte di Van Gogh e Gauguin si scontrarono anche sull’immagine di Gesù. Il primo, che la dipinse una volta sola, si arrabbiò per i Cristi di Gauguin. Scrisse: «Il nostro dovere è pensare, non sognare»

[notizie tratte dal web e da un articolo di Giuseppe Frangi per “30Giorni”]
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3 thoughts on “Vincent Van Gogh, Pietà (dopo Delacroix) – sassi d’arte

  1. Una bellissima spiegazione e interpretazione di questo dipinto Angela, alle quali vorrei aggiungere solo poche righe per completare l’analisi del rapporto pittore-dipinto in quel contesto temporale.
    Come sappiamo Van Gogh realizza la Pietà nel1889, mentre si trovava presso la casa di cura mentale a Saint-Rémy, ed è anche risaputo che i primi tempi in questo luogo non giovarono moltissimo alla psiche del pittore; tenendo conto di questo fattore biografico e delle numerose lettere spedite al fratello Theo, molti studiosi hanno pensato di riconoscere nella figura di Cristo il pittore sofferente.
    Tale ipotesi non è del tutto priva di prove, dato che barba e capelli rossi di Cristo sono molto simili a quelli del pittore, il quale probabilmente ha voluto inserire un riferimento autobiografico relativo alla sua condizione fisica e psicologica.

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