Cesare Pavese, Canzone di strada

cityscape

Canzone di strada

Perché vergogna? Quando uno ha pagato il suo tempo,
se lo lasciano uscire, è perché è come tutti
e ce n’è della gente per strada, che è stata in prigione.
Dal mattino alla sera giriamo sui corsi
e che piova o che faccia un bel sole, va sempre per noi.
E’ una gioia incontrare sui corsi la gente che parla
e parlare da soli, pigliando ragazze a spintoni.
E’ una gioia fischiar nei portoni aspettando ragazze
e abbracciarle per strada e portarle al cinema
e fumar di nascosto, appoggiati alle belle ginocchia.
E’ una gioia parlate con loro palpando e ridendo,
e di notte nel letto, sentendo buttarsi sul collo
le due braccia che attirano in basso, pensare al mattino
che si tornerà a uscir di prigione nel fresco del sole.
.
Dal mattino alla sera girare ubriachi
e guardare ridendo i passanti che vanno
e che godono tutti – anche i brutti – a sentirsi per strada.
Dal mattino alla sera cantare ubriachi
e incontrare ubriachi e attaccare discorsi
che ci durino a lungo e ci mettano sete.
Tutti questi individui che vanno parlando tra sé,
li vogliamo alla notte con noi, chiusi in fondo alla tampa,
e seguire con loro la nostra chitarra
che saltella ubriaca e non sta più nel chiuso
ma spalanca le porte a echeggiare nell’aria –
fuori piòvano l’acqua o le stelle. Non conta se i corsi
a quest’ora non hanno píù belle ragazze a passeggio:
troveremo ben noi l’ubriaco che ride da solo
perché è uscito anche lui di prigione stanotte,
e con lui, strepitando e cantando, faremo il mattino.
.
[1933]
.
Cesare Pavese, da Lavorare stanca 1936 – 1943 in Le poesie (Einaudi)
immagine: Paesaggio urbano, dipinto di Giorgio de Chirico

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3 thoughts on “Cesare Pavese, Canzone di strada

  1. Bellissimi e pieni di allegria questi versi di Pavese. Sembra impossibile che la gioia di vivere che da essi traspare possa tramutarsi poi nel modo che tutti noi conosciamo….

    1. Caro Giorgio,
      il tuo commento e l’epilogo tragico dell’uomo Cesare Pavese, mi fanno riflettere sul fatto che forse le persone che sanno usare l’ironia ed esternano la gioia sono quelle che poi, di fatto, conoscono meglio il dolore e la tristezza del mondo e, magari, questa apparente allegria, altro non è che la risposta finale dell’istinto di sopravvivenza che, purtroppo, non sempre prevale…

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