Jean Auguste Dominique Ingres, Il bagno turco – sassi d’arte

bagnoturco1

Jean Auguste Dominique Ingres, Il bagno turco (1862)

olio su tela, cm 108 x 110 – Parigi, Musée du Louvre

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Realizzato da Jean Auguste Dominique Ingres (29 agosto 1780, Montauban, Francia – 14 gennaio 1867, Parigi, Francia) quando ormai aveva 82 anni, Il bagno turco è un dipinto del 1862 originariamente rettangolare, che lo stesso autore nel 1863 convertì in un tondo, in totale adesione alle forme rotondeggianti della pittura. Nel quadro, che anche per la scelta del formato ricorda capolavori di Michelangelo o Raffaello, Ingres mira a rappresentare un puro ideale di grazia tramite la bellezza di corpi pieni e delicatamente morbidi al contempo, senza sottrarre l’ironia del dipingere un soggetto erotico alla sua età, inserendo un’iscrizione nell’opera che recita AETATIS LXXXII, “all’età di 82”.

Jean Auguste Dominique Ingres 0001L’opera non fu tuttavia realizzata con l’ausilio di modelle in posa, bensì prendendo spunto da vari dipinti prodotti durante la carriera, ad esempio riutilizzando la figura della ‘Bagnante di Valpincon” (che qui si ripropone fedelmente e in maniera centrale — immagine a sinistra) e della “Grande Odalisca” (immagine sotto); mentre la figura con le braccia sopra la testa, a destra nel tondo, ricalca la bozza del 1818, raffigurante della moglie dell’artista, Madelein Chapelle (1782-1849).

L’ispirazione orientale presente nell’opera era tornata di moda in Europa dopo l’invasione napoleonica dell’Egitto: Ingres stesso, nel 1806, copiò sul suo taccuino un testo proveniente dai “Bagni del serraglio di Mohammed” in cui vi era la descrizione di una stanza circondata da divani e molte donne attorno al sultano “che asciugavano il suo corpo profumandolo con i più soffici profumi” e, ancora, rifacendosi, nel 1825, ad un passaggio delle “Lettere dall’Oriente” di Lady Mary Montagu (“credo ci fossero duecento donne in tutto, bellissime e nude in varie pose, alcune in conversazione, altre al lavoro, altre sorseggianti caffè o che assaggiavano un sorbetto, molte che si distendevano con nonchalance, mentre le loro serve di 17 o 18 anni le acconciavano i capelli in forme fantastiche”).

Jean_Auguste_Dominique_Ingres,_La_Grande_Odalisque,_1814

Ingres è stato un grande ammiratore, un profondo conoscitore del nudo femminile. Le sue opere migliori sono un continuo riproporre il suo soggetto preferito, esaltandolo sempre in maggior misura attraverso il tema del bagno, non solo, perché questo tema permetteva di rappresentare il corpo umano nudo, ma anche perché acqua, ambiente e lenzuola, avendo il massimo di luminosità, consentivano ai rosati delle carni di assumere il massimo di chiarità. Nonostante tutto, a differenza di Delacroix, che visitò un harem in Algeria di persona, Ingres non si recò mai né in Africa né in Medio Oriente, tanto che le cortigiane ritratte hanno sembianze europee o caucasiche. Il tema orientale fu piuttosto un pretesto per ritrarre donne nude in un contesto sensuale e lascivo tra elementi esotici sporadici e approssimativi. (a cura di Giorgio Chiantini)

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2 thoughts on “Jean Auguste Dominique Ingres, Il bagno turco – sassi d’arte

  1. Al di là della valenza sensualmente erotica del dipinto, a distanza di tempo quest’opera non ha perso quel fascino di cui è pervasa e che attira e ammalia lo spettatore; un momento di relax per la mente, oserei dire, nella frenetica corsa quotidiana.
    Grazie Giorgio per questa proposta!

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