I lampioni della Centrale Montemartini di Roma a cura di Giorgio Chiantini – sassi d’arte

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I lampioni della Centrale Montemartini di Roma a cura di Giorgio Chiantini

Il Museo della Centrale Montemartini a Roma fa parte del circuito dei Musei Capitolini e consta di un complesso museale realizzato in una vecchia centrale elettrica – ora in disuso – dove, tra macchinari industriali d’epoca, sono esposti numerosi reperti archeologici romani in un suggestivo connubio tra antico e moderno. Osservando dall’esterno l’edificio e quanto lo circonda, l’occhio è attratto dai lampioni – bellissimi da non avere riscontri simili in città – che illuminano il piazzale antistante. I due lampioni fanno parte di un gruppo di sei fusi nel 1896 dalla Fonderia del Pignone di Firenze. In origine queste strutture erano state progettate per sostenere i cavi per l’alimentazione elettrica delle linee dei tram; in seguito furono poi utilizzate per l’illuminazione elettrica del centro della città, come sancito dalla allora nuova convenzione stipulata tra Comune e Società Anglo-Americana nel 1898.

ph_giorgio_chiantiniI lampioni, fusi in ghisa, sono composti: dalla base, detta candelabro, a sua volta formata da due parti (foto sotto, nell’ordine: a sinistra la parte inferiore e a destra la parte superiore); dal fusto, a cui si attorcigliano foglie in salita (foto a lato), e dal coronamento superiore (foto d’apertura).

Il pezzo inferiore del candelabro reca la data ed una scritta: “MDCCCXCVI. DUILIO CAMBELLOTTI AL(LIEV)O DEL MUSEO ARTI (INDUSTRIALI) F(ECIT) e FONDERIA DEL PIGNONE FIRENZE”. La decorazione del pezzo superiore (sempre del candelabro) venne ideata da Duilio Cambellotti, su disegno generale di Mariano Coppedè ed è caratterizzata da quattro teste di lupa, che reggono festoni tra le fauci, sopra le quali è messo in scena il Trionfo dell’Elettricità, rappresentato da un giro di quattro fanciulle nude danzanti, i cui capelli terminano in acuminati raggi elettrici in un’allegoria che si ispirava ai balletti e alle opere alla moda di fine Ottocento e inizi Novecento. Palme, rami di alloro avvolgenti e stemmi comunali completano l’apparato decorativo.

Il coronamento superiore, realizzato da Guglielmo Calderini, consiste in un cerchio incompleto che terminante alle estremità con una testa di montone e con una lampada, mentre al centro dello stesso cerchio campeggia lo stemma comunale.

ph.Giorgio Chiantini

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Note sugli artisti citati.

Duilio Cambellotti: Roma 1876 – 1960. Si accostò inizialmente all’Art Nuveau, accogliendone però gli aspetti prettamente originari e pionieristici espressi dalle idee di William Morris. Considerato in Italia uno degli esempi più validi dell’Art Nuveau, stile che ha caratterizzato l’Europa tra la fine del XIX secolo e l’inizio del successivo.

Mariano Coppedè: Firenze 1839 – 1920. Avviò un proprio laboratorio artistico a Firenze conosciuto come “Casa Artistica Coppedè” frequentato anche da facoltosi e da illustri personalità. Il suo pregnante stile artistico, marcatamente eclettico, condizionerà i figli architetti Gino e Adolfo grazie ai quali sarà riconosciuto proprio come “Stile Coppedè”.

Guglielmo Calderini: Perugia 1837 – Roma 1916. Esponente dell’eclettismo accademico, fu docente all’Università di Perugia e di Pisa e alla Scuola Superiore di Ingegneria a Roma. Nel 1884 il suo progetto vinse il concorso per la realizzazione del Palazzo di Giustizia di Roma, dove impiegò elementi tratti dall’architettura tardorinascimentale e barocca.

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2 thoughts on “I lampioni della Centrale Montemartini di Roma a cura di Giorgio Chiantini – sassi d’arte

  1. Originale e molto interessante questo articolo odierno di Giorgio – che ringrazio – che, con l’occhio attento dell’amante d’arte qual è, ha messo in evidenza qualcosa che sicuramente in pochi hanno o avrebbero notato, dandomi l’occasione di esprimere un pensiero in cui credo, ovvero che è il dettaglio a fare la differenza.
    Chiunque è capace di vedere le cose lampanti e palesi, ma sono pochi coloro che si soffermano sugli aspetti meno evidenti….Oddio, un palo della luce evidente lo è di per sé, ma… guardare con attenzione, senza “dare per scontato” è un atteggiamento che hanno in pochi 😉

    1. Grazie Angela per le belle parole che hai voluto scrivere su questo articolo.
      Tutto ciò che mi lasci condividere nel tuo blog è frutto sempre di grande passione che provo per l’arte e che, grazie a te, sono riuscito ad esprimere e comunicare.
      Il tema odierno è veramente la prova della ricerca del bello in ogni cosa, anche quella che sembra la più scontata e insignificante 🙂

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