Vasco Rossi, Sally – sassi sonori a cura di Giorgio Chiantini

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Vasco Rossi, Sally per sassi sonori a cura di Giorgio Chiantini

“Una canzone come Sally viene una volta ogni venti anni”, così Vasco Rossi commenta lo straordinario successo di uno dei suoi pezzi migliori. La canzone, apparve per la prima volta nell’album “Nessun pericolo per te” nel 1996. “Inizialmente – racconta Vasco in un’intervista – pensavo a una donna di circa 30 anni, poi mi sono accorto che mi ci sentivo dentro anch’io…”

Sally cammina per la strada senza nemmeno
guardare per terra
Sally è una donna che non ha più voglia
di fare la guerra
Sally ha patito troppo
Sally ha già visto che cosa
ti può crollare addosso
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La canzone prende le mosse da un momento ordinario, una donna che cammina per strada senza nulla aggiungere su se stessa, sulla sua condizione o sulla sua meta; ma immediatamente l’autore del brano ci immerge in una atmosfera particolare, dicendo che la protagonista non vuole più combattere, perché ha già vissuto il dolore, il male, la fine, forse, di qualcosa di importante.
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Sally è già stata punita
per ogni sua distrazione o debolezza
per ogni candida carezza
data per non sentire l’amarezza
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Senti che fuori piove
senti che bel rumore
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La canzone lascia intuire il passato della protagonista, con una delicatezza che perdona qualsiasi accadimento, immergendo Sally e lo stesso ascoltatore nel gesto purificatore della pioggia, all’esterno dal luogo dove si trovano entrambi, fuori: fuori da tutto quanto non viene svelato, ma che grava tra le note della canzone e addosso a ciascuno; fuori piove ed il rumore dell’acqua che cade indistintamente sopra tutto e tutti è “bello”, semplicemente bello, come lo indicherebbe un bambino, nella sua innocenza.
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Sally cammina per la strada sicura
senza pensare a niente
ormai guarda la gente
con aria indifferente
sono lontani quei momenti
quando uno sguardo provocava turbamenti
quando la vita era più facile
e si potevano mangiare anche le fragole
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Nel prosieguo del brano, di Sally ci viene detto che è cresciuta ed è ormai diventata adulta, che ha relegato nel ricordo la sua vita passata distante da questo oggi di affanni e complicazioni; Vasco aggiunge ancora una nota inerente la natura, il riferimento alle fragole nello specifico, delineando magistralmente con una sola congiunzione, anche, un tempo passato implicitamente migliore di quello odierno, se addirittura si potevano mangiare anche le fragole, appunto, e non solo, aggiungeremmo spontaneamente, partecipando del testo e ritrovandoci in esso, come abbiamo letto in apertura essere accaduto all’autore stesso.
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perché la vita è un brivido che vola via
è tutto un equilibrio sopra la follia
sopra la follia
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Senti che fuori piove
senti che bel rumore
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Giunge a questo punto il battito cardiaco della canzone, il punto focale, la frase che colpisce e rimane dentro, il punto di vista dell’artista e dell’uomo Vasco Rossi, che diventa frase cult, esperienza concreta, invito a cogliere quel famoso attimo-brivido, pronto a sfuggire per sempre, se non si è disposti ad accettare la vita come equilibrio con la follia, con il fuori dall’ordinario, con quel qualcosa che gli altri non comprenderanno mai, ma che ci fa sentire veri, vivi, in armonia con la pioggia e con il suono di questa.
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Ma forse Sally è proprio questo il senso, il senso
del tuo vagare
forse davvero ci si deve sentire
alla fine un po’ male
Forse alla fine di questa triste storia
qualcuno troverà il coraggio
per affrontare i sensi di colpa
e cancellarli da questo viaggio
per vivere davvero ogni momento
con ogni suo turbamento
e come se fosse l’ultimo
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Sally sta imparando a vivere, a riconoscersi, a ritrovarsi; ha preso consapevolezza che tutto il bene e il male occorsi sono serviti perché lei oggi potesse dire di aver realmente vissuto; ogni momento è servito per acquisire il coraggio necessario a superare le note dolenti del suo passato ed ecco che ancora una volta siamo tutti Sally e in lei riviviamo il difficile percorso della crescita, dello scontro con il reale e con il dolore e, finalmente, del perdono che con tanta difficoltà concediamo ai noi stessi. E, alla fine, il rumore, la perturbazione sonora che emerge dal silenzio fin qui associato alla pioggia, diventa semplicemente un “bel rumore”, quello della Vita stessa. [Angela Greco]
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Sally cammina per la strada leggera
ormai è sera
si accendono le luci dei lampioni
tutta la gente corre a casa davanti alle televisioni
ed un pensiero le passa per la testa
forse la vita non è stata tutta persa
forse qualcosa s’è salvato
forse davvero non è stato poi tutto sbagliato
forse era giusto così
eheheheh
forse ma forse ma si
cosa vuoi che ti dica io
senti che bel rumore
.
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Segnaliamo anche la bellissima interpretazione realizzata nel 1999 da Fiorella Mannoia, una cover, contenuta nell’album Certe piccole voci dov’è inserita anche la versione in duetto con Vasco Rossi. [Giorgio Chiantini]

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