Adrienne Rich, Notte bianca

Finestra Illuminata

Notte bianca di Adrienne Rich

Luce a una finestra. Una donna è sveglia
in quest’ora immobile.
Noi che lavoriamo così abbiamo lavorato spesso
in solitudine. Ho dovuto immaginarla
intenta a ricucirsi la pelle come io ricucio la mia
anche se
con un punto
diverso.
.
Alba dopo alba, questa mia vicina
si consuma come una candela
trascina il copriletto per la casa buia
fino al suo letto buio
la sua testa
piena di rune, sillabe, ritornelli
questa sognatrice precisa
.
sonnambula in cucina
come una falena bianca,
un elefante, una colpa.
Qualcuno ha tentato di tenerla
tranquilla sotto una coperta afgana
intessuta di lane color erba e sangue
.
ma si è levata. La sua lampada
lambisce i vetri gelati
e si scioglie nell’alba.
Non la fermeranno mai
quelli che dormono il sonno di pietra del passato,
il sonno dei drogati.
In un attimo di cristallo, io lampeggio
un occhio attraverso il freddo
un aprirsi di luce fra noi
nel suo occhio che incide il buio
– questo è tutto. L’alba è la prova, l’agonia
ma dovevamo contemplarla:
Dopo di che potremo forse dormire, sorella mia,
mentre le fiamme si alzano sempre più alte, possiamo
dormire.

1974

.

Adrienne Rich, Cartografie del silenzioa cura di Maria Luisa Vezzali, Crocetti Editore.

.

Note

Cartografie del silenzio, da cui è tratta la poesia odierna, è la prima testimonianza completa (raccoglie infatti un’ampia selezione di testi dal 1951 al 1995) della maggiore poetessa americana vivente. Finora sconosciuta in Italia, Adrienne Rich ha al suo attivo più di quindici volumi di poesie pubblicati nel corso di cinquant’anni di lavoro all’insegna della stima e del consenso più ampio, coronato dai maggiori riconoscimenti letterari d’America. Troppo ingombrante è stata, forse, la sua notorietà come teorica, attivista e femminista, che ha determinato, per esempio, il successo editoriale del saggio Nato di donna, ininterrottamente ristampato da Garzanti dal 1995, primo libro femminista interamente dedicato alla maternità. Eppure la poesia della Rich non è affatto una poesia “di genere”, “di nicchia” o militante; ha il respiro ampio di tutte le meditazioni lucide e ispirate alla realtà: parla di amore, di morte, di rabbia, di democrazie, di esistenze calpestate a cui è stato tolto tutto, anche la voce. Questo libro invita a una sorta di viaggio, a un percorso appassionato che il lettore intraprende attraverso le gioie e le ferite del nostro tempo.

Adrienne Rich è nata il 16 maggio 1929 a Baltimora. Poetessa, saggista e militante femminista, a ventun anni ha vinto il Premio Yale per giovani poeti con A change of world (1951, Un mutamento di mondo). Ha, inoltre, pubblicato le raccolte poetiche Gli intagliatori di diamanti (1955, The diamond cutters), Necessità del vivere (1966, Necessities of life), Esplorando il relitto (1973, Diving into the wreck), Il sogno di una lingua comune (1978, The dream of a common language), Atlante del mondo difficile (1991, Atlas of the difficult world); e i saggi Nato di donna (1976, Born of woman), Segreti silenzi bugie (1966-78, On lies, secrets and silence), Sangue, pane e poesia (1986, Blood, bread and poetry); e la raccolta Oscuri campi della repubblica (1991-95, Dark fields of the republic), che comprende anche numerose sequenze narrative.

[dal sito Crocetti Editore]

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