Il Cristo velato del Museo Cappella Sansevero di Napoli – sassi d’arte

13906228_cristo_velato_cappella_sans

Cristo velato, Napoli – Scultura marmorea realizzata da Giuseppe Sanmartino nel 1753 e commissionata da Raimondo de Sangro principe di Sansevero per la Cappella votiva destinata nel tempo ad accogliere differenti monumenti sepolcrali.

Le origini della Cappella Sansevero sono legate ad un episodio leggendario: un uomo innocente, sul finire del XVI secolo, trascinato in catene per essere condotto in carcere, passando dinnanzi al giardino del Palazzo di Sangro, vide crollare una parte del muro di cinta dello stesso palazzo e lì apparire l’immagine della Madonna.  A questa effige l’uomo promise una lapide d’argento, se fosse stato ritenuto innocente, come in effetti accadde di lì a poco.  Quello stesso luogo così divenne meta di pellegrinaggio e di preghiera. In seguito, Giovan Francesco Paolo de Sangro, miracolato per una guarigione insperata, fece erigere una cappella sul luogo dell’apparizione dell’effige e il posto fu denominato Santa Maria della Pietà o Pietatella. Era circa il 1590 e, sin da allora, quel luogo di devozione divenne anche estrema dimora della nobile famiglia.

cappella

“[…] I sentimenti tardo-barocchi e la moderna sensibilità del giovane scultore napoletano Sanmartino (il quale si distanziò dal bozzetto di Corradini a cui era stato affidato il lavoro e deceduto nel mentre) scolpiscono e scarnificano il corpo senza vita, che le morbide coltri accolgono misericordiosamente, e sul quale i movimenti delle pieghe incidono una sofferenza profonda, quasi a far rendere alla pietosa copertura ancora più inesorabili e precise le linee del coprpo martoriato. […] Anche, quando lo scultore minuziosamente ricama i bordi del sudario o si sofferma sugli strumenti della Passione, egli non dà spazio a preziosismi o a canoni di scuola e la rappresentazione del corpo, finalmente rilassato dopo la morte liberatrice, è segno di una ricerca intensa.” (adattamento da: Museo Cappella Sansevero, guida Alos)

cristo2

*

Attraversando il cuore della Napoli più caotica e turistica, svoltando per una piccola salita e subito a destra ci si ritrova all’incrocio di due viottole di palazzi e case dai basamenti scuri di pietra lavica; un portone ligneo, come ce ne sono tanti, apre uno scenario barocco dalla prima impressione folgorante per il giallo delle pareti e il bianco delle opere marmoree che custodisce…Il termine scrigno è forse quello che maggiormente si avvicina al concetto che, personalmente, ho della Cappella Sansevero, affascinante luogo che più volte ho visitato con sempre nuova ed estrema commozione…

La prima volta che visitai la Cappella (sensazione poi accadutami anche in seguito), il Cristo velato, al centro dell’unica navata di non moltissimi metri quadrati, sotto gli occhi apparentemente assenti delle altre mirabili opere marmoree, allacciò a sé il mio sguardo, lasciandomi, nonostante il numero elevato di visitatori e la musica sacra di sottofondo, in una zona di non-tempo di silenzio e profonda suggestione. Camminai lentamente intorno a quell’insolito letto non saprei dire bene per quanti minuti ininterrotti, quasi a voler svelare quel sudario per guardare e toccare il corpo sottostante, così impressionantemente vero da chiedersi, se realmente fosse freddo marmo quello che nitidamente vedevo, poiché percepivo quel mio ospite di ben altra natura.

La serenità statica del volto si contrapponeva ai drappeggi palpitanti del velo, mentre i cuscini preziosi e pietosi insieme con la coperta sottostante, più scura, sembravano quasi “scusare” la corona di spine, le tenaglie e gli strumenti della Passione posati sopra; quasi, avessero avuto, questi ultimi, propri sensi per sentire il tragico finale e nonostante tutto continuare a vedere quello che neanche la morte era stata capace di deturpare…

Così silenzioso, rilassato e solo, al centro di un luogo che ormai non contemplava più confini fisici, quel corpo narrava al contempo, anche senza proferire parola udibile, il calvario e la redenzione non più soltanto suoi, ma di ciascuno. (Angela Greco)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...