Guido Gozzano, Nell’Abazia di San Giuliano

ph.Marco Ferrari by Panoramio

Nell’Abazia di San Giuliano

Buon Dio nel quale non credo, buon Dio che non esisti,
(non sono gli oggetti mai visti più cari di quelli che vedo?)
Io t’amo! Ché non c’è bisogno di creder in te per amarti
(e forse che credo nell’arti? E forse che credo nel sogno?)
Io t’amo, Purissima Fonte che non esisti, e t’anelo!
(Esiste l’azzurro del cielo? Esiste il profilo del monte?)
M’accolga l’antica Abazia; è ricca di luci e di suoni.
Mi piacciono i frati; son buoni pel cuore in malinconia.
Son buoni. «Non credi? Che importa? Riposati un poco sui banchi.
Su, entra, su, varca la porta. Si accettano tutti gli stanchi.»
Vi seggo – la mente suasa – ma come potrebbe sedervi
un tale invitato dai servi e non dal padrone di casa.
– «Riposati, o anima sazia! Riposati, piega i ginocchi!
Chissà che il Signore ti tocchi, chissà che ti faccia la grazia.»
– «Mi piace il Signore, mi garba il volto che gli avete fatto.
Oh, il Nonno! Lo stesso ritratto! Portava pur egli la barba!»
«O Preti, ma è assurdo che dòmini sul tutto inumano ed amorfo
quell’essere antropomorfo che hanno creato gli uomini!»
– «E non ragionare! L’indagine è quella che offùscati il lume.
Inchìnati sopra il volume, ma senza voltarne le pagine,
o anima senza conforti, e pensa che solo una fede
rivede la vita, rivede il volto dei poveri morti.»
– «O Prete, l’amore è un istinto umano. Si spegne alle porte
del Tutto. L’amore e la morte son vani al tomista convinto.»
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Guido Gozano, Poesie Sparse – da De Bibliotheca, Biblioteca Telematica – CLASSICI DELLA LETTERATURA ITALIANA — immagine: ph.Marco Ferrari by Panoramio – Basilica di San Giuliano, Piemonte (2009)
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220px-Guido-GozzanoGuido Gustavo Gozzano nasce ad Agliè, vicino a Torino, da una famiglia colta e borghese, nel 1883. Iscritto a giurisprudenza non consegue mai la laurea, preferendo seguire le lezioni della facoltà di lettere, in particolare quelle del critico e poeta Arturo Graf. Negli anni universitari fa amicizia con alcuni poeti crepuscolari e partecipa alla vita culturale di Torino collaborando a varie riviste letterarie e giornali. Nel 1907 si manifestano i sintomi della tubercolosi che lo costringe a frequenti soggiorni in montagna e al mare. Ha una breve relazione con la poetessa Amalia Guglielminetti (testimoniata dall’epistolario dal titolo Lettere d’amore). Nel 1912 viaggia in oriente, in India e a Ceylon, per alcuni mesi; il resoconto del viaggio è raccontato nel libro Verso la cuna del mondo, raccolta postuma di una serie di articoli pubblicati sul quotidiano La Stampa. Nel 1916 muore di tubercolosi, appena trentatreenne, a Torino.
Guido Gozzano è considerato il massimo rappresentante del crepuscolarismo. L’incapacità di vivere nella società contemporanea e il rifiuto del presente per rifugiarsi in un passato costituito da cose semplici, da ambienti borghesi e provinciali sono le tematiche preferite dal poeta. Canta le piccole cose semplici e autentiche con un taglio ironico e distaccato, caratteristica che gli permette di cogliere anche le meschinità di quel mondo provinciale e chiuso. Il lessico è semplice e comune, vicino al parlato, con un andamento prosastico e discorsivo e la sintassi lineare e piana. Questo predominio del registro narrativo, che fa delle poesie di Gozzano, nella preponderanza dei casi, delle piccole novelle in versi, comporta, dal punto di vista metrico, la scelta per le forme chiuse, ad esempio per la sestina.
Le sue prime composizioni poetiche escono su riviste e saranno in seguito riunite nella raccolta La via del rifugio, seguita negli anni successivi da una seconda raccolta dal titolo: I colloqui, che gli diede fama e riconoscimenti.
Quest’ultima, maggiormente strutturata, è ripartita in tre sezioni: Il giovenile errore, Alle soglie, Il reduce. L’autobiografismo che trapela impone una sorta di cronologia di lettura delle poesie che necessariamente deve seguire l’ordine stabilito dallo stesso autore con questa ripartizione. Pubblica inoltre delle novelle, I tre talismani ed un poemetto Le farfalle. Scrisse anche un copione cinematografico dal titolo San Francesco. (dal web)
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