Angela Greco, un inedito con un commento di Giorgio Linguaglossa

penna e calamaio

“E non importa \ se in esso non c’è mano, e non c’è viso, né il suo ovale.
La cosa quanto più è invisibile, tanto più è certo \ che sulla terra è esistita una volta”
(Iosif Brodskij, da “Poesie Italiane/Elegie romane”)
§
“[…] la poesia è sempre un atto di anacronismo.”
(Giorgio Linguaglossa, da un commento su L’Ombra delle Parole)
.
.
.

Stamattina ho trovato la contraddizione che ti racconta.
Non ci sei, non ci sono le tue mani e non c’è il tuo volto
eppure sei qui tra questi righi che riempiono lo spazio.
Nell’atto stesso del pensare alle tue mani che altrove
si muovono, sei tu nel momento del riunirsi dei grafemi
e prendi corpo. Allora esisti anche dopo il punto e il buio.

Centottantasette giorni di discesa per ritrovare la strada:
il dito segna pagina ventinove e fiori destano il mio giardino
oltre la resina opaca di polvere la casa è ancora la stessa.
Mi guardi anche dopo le ultime pagine – che aspettano
fremendo di Jonio travolto dello scirocco – e ti chiamo.
Tu rispondi che la poesia è sempre un atto di anacronismo.
Sono certa che questo non è il nostro primo incontro
e così torno a scrivere.

(Angela Greco)

*

Sono convinto che la poesia sia un atto di anacronismo, uno scritto che si rivolge ad un destinatario ignoto in una lingua ignota, ignota proprio perché da tutti parlata quotidianamente. Poi, in una poesia ci devi mettere soltanto quelle cose che quella Lingua può ospitare, e non altre, perché altrimenti suonerebbe falsa, avrebbe un tinnire di metallo fesso, impuro. La Lingua dell’anacronismo è molto elitaria, selettiva, la Musa non accetta di buon grado le poetiche posticce, i grafemi di uso corrente, i lemmi desueti o paritari, quel discorso che non ha fatto anticamera. In fin dei conti, la poesia è un atto di disparità, di dissimmetria, è un sistema segretamente instabile – altro ché l’armonia di cui parlava la filosofia estetica del Croce! – il suo segreto sta lì, in quell’atto che reca la dissimmetria e l’anacronismo.

Angela Greco sceglie la linea «elegiaca» senza elegia, un verso ampio di origine narrativa, tenta di ribaltare la linea elegiaca mettendo in scena tematiche alte: il doppio, il traslato, il simbolico senza simbolo, il simbolo senza simbolico, la de-territorializzazione dell’io e la confezione di una «poesia del negativo». Un inizio promettente.

(Giorgio Linguaglossa)

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2 thoughts on “Angela Greco, un inedito con un commento di Giorgio Linguaglossa

  1. E’ una buona poesia, Angela. Diversa da altre tue che ho letto in precedenza. Segna l’inizio di qualcosa? Al solito, Linguaglossa vede bene: mette luce, crea sintonie, smista, esplora. Difficilmente sbaglia. Bene. Che fatica, eh? ma che bello.

    1. Caro Lucio, il commento e la condivisione di questa poesia nel suo gruppo FB (La scialuppa di Pegaso n.d.r.) da parte di Giorgio Linguaglossa sono stati una sorpresa che ancora mi fa gioire. C’è alle spalle, ma ancor più nella strada a venire, un discorso di cambiamento, senza ombra di dubbio, non posso negarlo. La fatica è tutta nello studio, nella ricerca, nel non lasciarsi tentare dall’immediato…. Grazie per il tuo commento e a presto per altre importanti novità 😀

      p.s. La condivisione da parte mia qui è legata al fatto che alcuni carissimi Amici non usano FB ed ero felice di condividere con loro tutto questo.

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