Giorgio Linguaglossa, un inedito da Il tedio di dio (viaggio nel paese delle ombre)

antica-roma

Giorgio Linguaglossa, un inedito da “Il tedio di dio (viaggio nel paese delle ombre)” 

.
Io, Zosimo
.
.
Fu al tempo di Cirillo, vescovo di Alessandria.
Ormai, penso con recrudescenza a quelle vicende lontane.
I parabolani presero Ipazia in strada e la squartarono viva,
poi appiccarono il fuoco alla Biblioteca.
Presero a perseguitare i pagani ovunque si trovassero,
perché, dicevano, «C’è un unico pensiero, il pensiero di Dio,
agli uomini sia sufficiente quello», così
almanaccavano quei fanatici.
Io, Zosimo, portai con me, celati sotto la tunica
quanti più rotoli potei, e li nascosi in una madia segreta:
gli studi sulle orbite dei pianeti di Ipazia
e altre formule incomprensibili.
Fu allora che mi abituai al silenzio delle parole,
nascondevo con sospetto le parole ricche di senso
come cose perdute e dimenticate.
Così, avvenne che un giorno la lingua si stancò di essere lingua.
Se ne andò per i fatti suoi. Scomparve.
Io mi vergognavo a dire che ero rimasto senza lingua,
che non potevo più parlare.
Fu a quel tempo che presi a tossire.
Segnalavo la mia presenza con dei colpi di tosse,
dei singulti rauchi.
Nel frattempo, cercavo la lingua: di qua, di là,
di sotto, di su. Mi chiedevo:
«Ma dove s’è cacciata quella maledetta lingua?».
Alla fine, dovetti imparare a stare senza lingua,
ad emettere dei borborigmi, anche con mia moglie
e i miei figli, ad esprimermi con dei sibili,
dei fischi, dei cenni del capo…
E il bello era che essi mi capivano perfettamente,
non si accorsero mai che fossi rimasto privo di lingua.
Fu così che mi abituai a quel mio strano abisso.
«Dopotutto – mi dissi – è una condizione infausta
che ha però i suoi vantaggi».
Ben presto mi dimenticai della cosa.
E non ci pensai più.
Dimenticai perfino che un tempo
avevo avuto una lingua che si muoveva oscenamente
nella mia bocca.
.
.
.

giorgiolinguaglossa 23 ottobre 2015 RomaGiorgio Linguaglossa è nato a Istanbul nel 1949 e vive e Roma. Nel 1992 pubblica Uccelli e nel 2000 Paradiso. Ha tradotto poeti inglesi, francesi e tedeschi tra cui Nelly Sachs e alcune poesie di Georg Trakl. Nel 1993 fonda il quadrimestrale di letteratura «Poiesis» che dal 1997 dirigerà fino al 2005. Nel 1995 firma con Giuseppe Pedota, Lisa Stace, Maria Rosaria Madonna e Giorgia Stecher il «Manifesto della Nuova Poesia Metafisica», pubblicato sul n. 7 di «Poiesis». È del 2002 Appunti Critici – La poesia italiana del tardo Novecento tra conformismi e nuove proposte. Nel 2005 pubblica il romanzo breve Ventiquattro tamponamenti prima di andare in ufficio. Nel 2006 pubblica la raccolta di poesia La Belligeranza del Tramonto. Nel 2007 pubblica Il minimalismo, ovvero il tentato omicidio della poesia in «Atti del Convegno: È morto il Novecento? Rileggiamo un secolo», Passigli, Firenze. Nel 2010 escono La Nuova Poesia Modernista Italiana (1980 – 2010) EdiLet, Roma, e il romanzo Ponzio PilatoMimesis, Milano Nel 2011, sempre per le edizioni EdiLet di Roma pubblica il saggio Dalla lirica al discorso poetico. Storia della Poesia italiana 1945 – 2010. Nel 2013 escono il libro di poesia Blumenbilder (natura morta con fiori), Passigli, Firenze, e il saggio critico Dopo il Novecento. Monitoraggio della poesia italiana contemporanea (2000 – 2013), Società Editrice Fiorentina, Firenze. Nel 2015 escono La filosofia del tè (Istruzioni sull’uso dell’autenticità) Ensemble, Roma, e Three Stills in the Frame Selected poems (1986-2014) Chelsea Editions, New York. Nel 2016 pubblica il romanzo 248 giorni con Achille e la Tartaruga. Ha fondato la Rivista Letteraria Internazionale lombradelleparole.wordpress.com  – Sito personale:: http://www.giorgiolinguaglossa.com ;  e-mail: glinguaglossa@gmail.com

 

Annunci

5 thoughts on “Giorgio Linguaglossa, un inedito da Il tedio di dio (viaggio nel paese delle ombre)

  1. Un anno fa, precisamente il 24 agosto 2015 ( leggi qui: http://wp.me/p2gWH6-2C3 ), Il sasso nello stagno ospitava per la prima volta una poesia di Giorgio Linguaglossa, apprendendo così un nuovo modo di scrivere poesia, ricco di echi europei e originalità; a distanza di tempo e di tanta acqua passata sotto i ponti, oggi, sono anche maggiormente lieta di ospitare un suo inedito, ringraziando per la fiducia rinnovata a questo piccolo luogo…

    AnGre

    p.s. mi ha attratto, di questi versi, la questione della perdita della lingua e dell’incomprensione che la contemporaneità riserva ai suoi poeti, ma anche ai suoi filosofi, qui magistralmente indicati nella figura di Ipazia, massacrata dai suoi tempi per la sua intelligenza e perché donna… Leggo tanta attualità in questi versi…mi conforta che gli unici a comprendere il poeta, che aveva perso la lingua, siano stati i suoi familiari più intimi, mentre mi soffermo su quel silenzio delle parole…

    “mi abituai al silenzio delle parole, \ nascondevo con sospetto le parole ricche di senso \ come cose perdute e dimenticate.”

  2. Come dice Rossella Cerniglia colpisce, in questa poesia, la coesistenza intima e pregnante di “un corpo e un’anima”: la parola costruisce quasi matericamente intorno al lettore un mondo, una storia concreta strappandola al passato e chi legge si muove in un mondo evocato dall’ombra delle parole sul sole della verità: il mistero è nell’anima dell’autore che ci fa sentire presente, palpitante quasi, quel passato investendolo della propria umanità. Possente la figura scultorea dell’antico poeta che ha perduto la lingua ma si esprime lo stesso e riesce a farsi comprendere con suoni primordiali di un linguaggio arcaico intento faticosamente a nascere e perciò incapace di descrivere, ma capace di evocare l’inesprimibile. Colpisce la grande novità, la forza numinosa di questo linguaggio.

  3. Grazie a tutte le commentatrici. Sì, avevo scritto un anno fa questa poesia, ma la prima versione l’ho poi smantellata e ricostruita dopo un anno quando ho capito dove e come dovevo intervenire. E’ importantissimo capire dove e come intervenire su una poesia perché quasi mai la prima stesura è quella buona. Un saluto ad Angela greco e a Rossella Cerniglia e a Mariella Colonna.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...