Maria da Saudade Cortesão, Ruminação do Minotauro

minotauro-1

Ruminazione del Minotauro

.
c’era una cadenza della luce
una pausa esatta in apnea
la luce assente che esplodeva: il sole dicevano
dicevano è il giorno, e al largo
della notte nel silenzio il rumore
di un franare lento che era il mare.
e c’era un Nome sospeso in alto
nella più oscura altezza, Pasifae
dicevano, Pasifae che a volte
era uno sguardo remoto, attimo
di una spada immota eretta
sopra di me nudo e mi impediva. Pasifae
in rosso e tutta sola. Pasifae dicevano.
allora il tempo era divenire, corpo fluido
dei giorni. adesso è lo stagnare
del presente, un sempre adesso-sempre
l’opaco il peso lo spessore del sempre.
e io sto nel centro
dei corridoi di lava indurita
nel cieco laccio di vene
dove il sangue insensato si frantuma in pietra.
io non sono, o sono questa roccia, ma
respiro come quel mare di altro tempo.
e odo nelle gallerie parallele
gridi lamenti e appelli
che lo specchio dell’eco duplica.
che svaniscono aerei,
come la luce là fuori ricorrenti.
perché, pur non essendo, sto? perché la mia esclusione
dall’umano se io da donna sono nato?
la particola animale in voi occulta
si proclama in me. nostra viltà uguale
e compiutezza io derelitto ho assunto
e voi rinnegate.
dal profondo clamavo.
.
.
mi gettarono al pozzo
mi negarono il giorno
mi spezzarono le ossa
mi imputarono i crimini
che altri hanno compiuto.
mi amputarono dal corpo
collettivo degli uomini.
.
.
dal profondo clamavo.
quando era ancora fresca la mia ferita.
mentre si è putrefatta la mia piaga.
.
.
ah c’era una cadenza della luce
e nella pausa emergeva
una luce che era la nudezza della luce
dicevano la luna
e dicevano
.

*

“… \ havia uma cadência da luz \ uma pausa exacta em apneia \ a luz ausente que explodia: o sol diziam \ diziam que era o dia, e ao largo \ da noite no silêncio o rumor \ dum desmoronar lento que era o mar. \ e havia um Nome que pairava ao alto \ na mais sombria altura, Pasiphaê \ diziam Pasiphaê que às vêzes \ era um olhar remoto, átimo \ duma espada imota erguida \ sobre mim nu e me tolhia.  Pasiphê \ de vermelho e sozinha.  Pasiphê diziam. \ o tempo era devir então, corpo fluido \ dos dias. agora è o estagnar \ do presente, um sempre agora-sempre \ o peso a opacidade o espessor do sempre. \ e eu estou no centro \ dos corredores de lava endurecida \ no cego atado de veias \ onde o sangue insensato em pedra se esboroa. \ eu não sou, ou sou esta rocha, mas \ respiro como aquele mar de outrora. \ e ouço nas galerias paralelas \ gritos queixumes e apelos \ que o espelho do eco duplica \ aéros se desvanecendo, \ como a luz lá fora recorrentes. \ porquê, sem ser, estou? porquê minha exclusão \ do humano se eu de mulher nasci? \ a parcela animal em vós oculta \ proclama-se em mim. nossa vileza igual \ e completude eu desvalido assumi \ e renegais.  do profundo clamava. \ \ \ atiraram-me ao poço \ negaram-me o dia \ quebraram-me os ossos \ imputaram-me os crimes \ que um outro cometia. \ me amputaram do corpo \ colectivo dos homens. \ \ \ do profundo clamava. \ quando ainda era fresca a minha ferida. \ enquanto apodreceu a minha chaga. \ \ \ … \ ah havia uma cadência da luz \ e na pausa emergia \ uma luz que era a nudez da luz \ diziam que era a lua \ e diziam”

 

Fragmentos de um Labirinto, 1973-1978

(tratto da Gli abbracci feriti, Universale Economica Feltrinelli, 1980)

*

Maria da Saudade Cortesão Mendes (Port 1913 – Lisbona, 2010) – Poeta.  Figlia di Jaime, ha vissuto gran parte della sua vita all’estero, seguendo suo padre in esilio, prima a Parigi (1927), poi a Madrid e, infine, a Rio de Janeiro, dove ha incontrato il poeta Murilo Mendes che ha sposato nel 1947. Tra il 1952 e il 1956 gira l’Europa con il marito per incarichi di diffusione culturale della letteratura brasiliana. Nel 1957 si stabilisce a Roma, dove per 18 anni la sua casa sarà luogo di riferimento per scrittori e artisti; amica di Albert Camus, René Char, Carlos Drummond de Andrade, João Cabral de Melo Neto, Luciana Stegagno Picchio, Sophia de Mello Breyner e Maria Helena Vieira da Silva, tra gli altri. Il suo libro d’esordio Danced Destiny ha conseguito il Premio Fabio Prado Poesia. Ha tradotto Omicidio nella cattedrale di TS Eliot, Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare e Caligola di Albert Camus. Ha pubblicato anche traduzioni dall’ italiano e poesie in riviste e antologie in Brasile e in Italia. (fonte: Centro di documentazione di autori portoghesi, traduzione dal web)

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2 thoughts on “Maria da Saudade Cortesão, Ruminação do Minotauro

  1. Questa poesia è a me molto cara e l’ho riproposta dopo tre anni (si trova sempre qui sul blog la versione in portoghese), pensando alla sua struggente attualità, con versi, come questi:

    mi amputarono dal corpo
    collettivo degli uomini

    che ci riportano alla mente, ad esempio, atti lesivi contro la persona e giustificati troppo spesso anche dalla legge e da chi dovrebbe farla rispettare…

    e io sto nel centro
    dei corridoi di lava indurita
    nel cieco laccio di vene
    dove il sangue insensato si frantuma in pietra…

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