La cappella Spada in San Girolamo della Carità in Roma a cura di Giorgio Chiantini – sassi d’arte

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La cappella Spada in San Girolamo della Carità in Roma

La chiesa di San Girolamo della Carità cela un piccolo gioiello del Seicento: è la deliziosa Cappella Spada uno degli esempi più eleganti e bizzarri della teatralità barocca. La cappella è un piccolo ambiente a pianta rettangolare che si apre sul fianco destro della navata della chiesa: sulla parete di fondo è collocato l’altare, inquadrato da due bassi sgabelli rivestiti da finti drappi in marmo e coronati da due urne reliquari: al di sopra dell’altare è posta un’antica icona della Madonna incorniciata da una corona d’alloro in marmo verde antico e da una seconda corona, più esterna, in marmo giallo a foglie di palma; ai lati vi sono due medaglioni ovali con ritratti a rilievo in marmo bianco su sfondo giallo, identificati come San Francesco e San Bonaventura, che sembrano appesi a finti cordoncini in marmo giallo. Ma è guardando più in basso che l’effetto “salotto” della cappella è ancora più evidente: sopra raffinati divani di marmo nero con cuscini di alabastro e abbigliati all’antica sono infatti sdraiati, come fossero vivi, a sinistra Bernardo Lorenzo Spada, vescovo di Calvi, e a destra, Giovanni Spada.

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La cura minuziosa posta nel rievocare l’atmosfera domestica trova soluzione figurativa nella perizia con cui viene trattato il marmo quasi fosse seta decorativa. Anche la balaustra non assomiglia affatto al solito parapetto marmoreo: al suo posto, l’originale idea di sostituirla con due angeli inginocchiati, che reggono un drappo di marmo in diaspro rosso listato di giallo e di bianco, mentre l’accesso è garantito lateralmente, alle spalle dell’angelo di destra, le cui ali sono in legno e ruotano su cardini come un cancelletto.

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La singolarità della cappella, che non ha confronti con altre opere realizzate a Roma negli stessi anni, risiede però nel rivestimento in marmi che ricopre interamente pareti, altare e pavimento e che rappresenta un anomalo caso, nella città papale, di modelli decorativi prettamente napoletani. Inoltre, a differenza delle opere di Borromini e perfino dei modelli partenopei, nella cappella si nota una totale assenza di presenze architettoniche: al suo interno non vi sono colonne o paraste che ne esplicitino la struttura e tutto scompare dietro un parato marmoreo continuo, che si dispiega lungo le pareti interne. Sulla parete di fondo si alternano quattro fasce verticali a motivi vegetali in marmo giallo antico intarsiati su fondo rosso e altre tre fasce verticali in alabastro cotognino di Montalto. La composizione prosegue sulla mensa dell’altare, suddivisa in due riquadri laterali intarsiati e uno centrale in alabastro; mentre su ognuna delle pareti laterali della cappella è adagiata, invece, una sola fascia intarsiata inquadrata da due pannelli di alabastro. I gradini dell’altare e il pavimento – in bardiglio grigio – sono disseminati da un tappeto di fiori recisi in marmo giallo antico.

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Recenti studi hanno rivelato con una certa sorpresa che il suo autore in realtà è Virgilio Spada, fratello dell’eccentrico cardinale Bernardino Spada e non, come a lungo erroneamente ritenuto, un capolavoro poco noto del genio di Francesco Borromini, che sicuramente venne interpellato insieme ad altri artisti e del quale esiste solo un disegno del paliotto dell’altare.
La realizzazione della cappella è legata a due diverse generazioni della famiglia Spada, originaria di Brisighella, in Romagna: Orazio (1537–1607), che la ottiene nel 1595; il fratello Paolo (1541–1631), che nel suo testamento vincola alla costruzione e al restauro delle cappelle di famiglia considerevoli somme, e infine due figli di quest’ultimo, Virgilio (1596–1661) e Bernardino (1594–1661) – l’uno oratoriano, l’altro cardinale – che investono parte dei legati testamentari del padre nella piccola cappella romana, conferendole, fra il 1654 e il 1657, l’aspetto attuale. (Fonti varie dal web e dal libro “I tesori nascosti di Roma” di Gabriella Serio)
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– articolo e fotografie di Giorgio Chiantini –
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4 thoughts on “La cappella Spada in San Girolamo della Carità in Roma a cura di Giorgio Chiantini – sassi d’arte

  1. Domenica scorsa entro per la prima volta nella Chiesa di San Girolamo della Carità, non so perché, anche essendo ubicata in una strada adiacente a Palazzo Farnese, sia poco conosciuta dai romani e dai turisti. Il motivo forse è da addurre al fatto che sia aperta solo la domenica e i giorni festivi dalle 10 alle 12,30.
    La chiesa nella sua struttura barocca è molto bella e accogliente e subito a destra si apre la stupenda Cappella Spada. La prima impressione è di assoluto stupore nel trovarmi di fronte ad un’opera così atipica per il periodo nel quale è stata realizzata e in cui a Roma il barocco era rappresentato da Bernini e Borromini.
    La varietà di pietre colorate adoperate e la complessità dei disegni ottenuti sulle pareti della cappella fanno pensare, effettivamente, ad un manufatto alla maniera napoletana proprio per le tarsie coloratissime che venivano realizzate a Napoli.
    Osservandola vengo sicuramente colpito dalla teatralità rappresentata e ostentata nel porre i due personaggi, per i quali è stata realizzata la cappella, come in un ambiente domestico ai lati dello spazio a loro dedicato, in posizione sdraiata come fossero in un salotto, in una scena tutt’altro che statica ma “viva” al punto che sembra quasi che da un momento all’altro possa arrivare qualcuno all’improvviso a servirgli del the!
    Ma la grande invenzione, il colpo di genio, è la realizzazione di una balaustra che non è tale. Due bellissimi angeli inginocchiati, in proporzioni naturali posti lateralmente uno di fronte all’altro davanti alla cappella, sorreggono un lungo drappo colorato che delimita la cappella stessa dall’esterno. Gli angeli sono in atteggiamento dolcissimo e molto belli. Il marmo, che imita la stoffa nel drappo, sembra leggero come non fosse di pietra ma di stoffa vera e l’effetto estetico è meraviglioso.
    Questo barocco così teatrale e bello da vedere da rimanere incantati come se il tempo si fermasse è tipico del Bernini!!!
    Infatti dai pagamenti della commissione alle maestranze, emerge senza ombra di dubbio che l’autore dei due angeli inginocchiati della cappella Spada sia Antonio Giorgetti, discepolo di G.L.Bernini e autore tra l’altro dell’Angelo con la spugna sul Ponte Sant’Angelo. Ma non è escluso che, come progettato anni prima per la cappella da realizzare in Sant’Andrea della Valle, anche in questo caso Virgilio Spada sia riuscito a “strappare” un’idea al Bernini, per poi farla mettere in pratica da un artista di talento ma ancora non affermato.
    Faccio diverse foto della Cappella e decido di chiamare Angela per realizzare un articolo da pubblicare e condividere con tutte le persone che amano e seguono “Il sasso nello stagno”.

    1. Ringrazio Giorgio per quest’articolo e per averci fatto conoscere uno dei gioielli nascosti della mia amatissima Roma!
      Quello che mi ha immediatamente colpito, quando ho guardato le foto, ancor prima di leggere l’intero scritto, è quella sorta di “napoletanità” intesa come effetto corale, partecipato, fortemente pragmatico e tangibile, così distante dalla ieraticità ecclesiastica del barocco romano, che ho avvertito in questo meraviglioso barocco così inusuale per la città eterna: un insieme di colori e, quindi, di sensazioni, di sfumature cromatiche, che attraverso lo sguardo sono andate direttamente a riflettersi sul sentire.
      Un insieme altamente scenografico, teatrale sì, degno del più bel Bernini, concordo. Gli angeli, poi, hanno immediatamente catturato la mia attenzione e qui, soprattutto in quello visibile a sinistra, guardando le fotografie che riprendono in toto l’ambiente, in quei panneggi e in quelle aeree sensazioni dell’abito, ho visto ancora Bernini … fino a parlarne con Giorgio e a scoprire che il discepolo aveva degnamente emulato il maestro!
      Insomma un articolo, questo, molto “vissuto” tra foto e telefono per quanto riguarda me, molto molto apprezzato e per il quale rinnovo il mio grazie all’autore.

  2. Se è un gioiello nascosto per Roma figurati per me che sono di Milano! Posso ammirare le belle foto e prenderne dovuto appunto se in un prossimo futuro sarò presente in città! Nel frattempo ancora congratulazioni!

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