Max Jacob, Indifferenza

jacob-racine

INDIFFERENZA

———-1.

Quando ho incontrato i Napoleoni della vita
tutti i Napoleoni della fiera della vita
grandissimi furono il mio stupore e il mio stordimento.
Niente toga e peplo come si hanno nella storia
e nei bassorilievi che mi avevano mostrato
non avevano nemmeno calze bianche, calze nere
ma rivoltella in pugno e dita che sanguinavano
quando ho incontrato i Napoleoni della vita
ero troppo stupefatto per invidiarli
per pensare di imitarli.
Conservavo, ho conservato in fondo alla mia memoria
il tuo ricordo, peplo! e voi calze di seta nera
E’ da questo paragone che li ho giudicati
ora è a voi, mio Dio, che paragono;
al mio orrore la croce mischiata di pietà
sono con la debolezza e voglio restarci..
.
.

———-2.

La notte sulle scogliere
peschiere in ghiaccio smussato sono palazzi
e in questi cubi di notte e luce
passano degli arabi, delle vergini e le loro madri
marionette tra i lamenti e le stelle
I vuoti sono riempiti da ciliegi in fiore
e da piante mucose
C’è un mezzo cerchio di dodici soli la notte
e dodici cavalli bianchi sotto i dodici soli
come di quell’arazzo di gran pregio
sentirebbe la chiamata disperata delle quinte
il lamento del mare che piange e si umilia
chi capirà mai il lamento del mare
Ascoltate! ascoltate il mio pianto, arazzo di gran pregio
ma voi non ascoltate la gente del retroscena e io
voglio
restarci.
.
.

*

Max Jacob, I penitenti in calze rosa , a cura di Gabriele Fredianelli, Barbes, Firenze — immagine: Max Jacob, Racine, acquarello e inchiostro di china su carta, 1902.

.

jacob_max_1876-1944_-_1934_-_foto_carl_van_vechten_library_of_congressMax Jacob nasce nel 1876, da una famiglia di origine tedesca. Nel 1901 diventa amico di Picasso e comincia a frequentare Braque, Derain, Utrillo, Modigliani, Cocteau, Apollinaire. Ritratto più volte da Modigliani (foto in basso a destra), vive a Montmartre, interessandosi di cabala, astrologia, occultismo, scrivendo e dipingendo. Diventa uno dei personaggi più eccentrici della vita artistica francese, il re incontrastato delle notti parigine, omosessuale dichiarato e maitre à penser. Nelle sue opere burlesche e fantasiose si passa dai giochi di parole alle immagini oniriche, dalla beffa al nonsense, dall’ironia alla mistificazione. Tra le sue prove più riuscite si annoverano il primo romanzo per bambini, Histoire du roi Kaboul Ier et du marmiton Gauvain (Storia del re Kabul I e dello sguattero Galvano, 1904) e il ciclo di Saint Matorel (1912). modigliani_amedeo_1884-1920_-_ritratto_di_max_jacob_1876-1944Nel 1909 ha un’apparizione di Cristo (che definirà “l’Ospite”) e la profonda inquietudine condurrà Jacob, di origine ebrea, a convertirsi al cattolicesimo con il battesimo di cui sarà padrino Picasso (1915). Di grande interesse le opere successive: Le cornet à dés (Il bussolotto per dadi, 1917), poemi in prosa che esaltano il caso nella creazione poetica; le poesie Laboratoire central (Laboratorio centrale, 1921), in cui angoscia e ossessione della morte si celano dietro l’umorismo sarcastico e il virtuosismo verbale; i poemi in prosa Méditations réligieuses (Meditazione religiose, 1948 postumo), mossi da un’intensa ricerca mistica e spirituale. Morì nel campo di concentramento di Drancy il 5 marzo del 1944.

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3 thoughts on “Max Jacob, Indifferenza

  1. Qui vai sul velluto. Bene. Ultimamente hai centellinato le Tue uscite per questa indicazione ho temuto fossi indisposta. Il richiamo pittorico e quanto segue costituiscono una bella sferzata che alza polvere quale elemento coprente.

    1. Caro Lorenzo, grazie per l’attenzione 😀
      Ultimamente sono stata assorbita dall’uscita del mio nuovo libro, da alcune riflessioni sui “salotti letterari” e sulle persone “della poesia” ovvero di taluna poesia. Aggiungi che sono anche una madre, una moglie, una casalinga e pure giardiniere e manovale all’occorrenza e potrai ben comprendere, sorridendo, che ho assoluta necessità di una vacanza ahahaha

      Per quanto concerne Max Jacob, oggi riproposto, ha esattamente il senso che hai colto, quello di una sferzata. Poi, ovvio, chi ha orecchi per intendere, intenda.
      Un caro saluto!!

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