Angela Greco, Punto di vista

cityscapeman

       Hey, Mr. Tambourine Man
la tua canzone mi ha convinta
soltanto in parte.
 .
Il sogno americano s’è infranto on the road
da costa a costa pezzi sparsi sulla pianura
da cui abbiamo bevuto petrolio e vento.
 .
Ho solo quarant’anni e ascolto da lontano,
oggi che hanno mischiato ad arte le tue parole
con il fiume sulla carta nata dallo stesso oro nero.
 .
“To Beat or not to Beat is a new question”
ma qualcuno ha dimenticato il tempo;
quello non si ferma e non riporta indietro.
 .
Mr. Tambourine non volermene se oggi non ci credo
e guardo quei palazzi e le torri di luce dalla strada
dov’è crollato il futuro che cantava alla radio.
 .
Oggi la tua terra mi fa guerra e rima con potere.
Non è colpa mia, se non riesco a leggere altro
di questa America che stona con il mio incerto domani.
.

 

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17 thoughts on “Angela Greco, Punto di vista

  1. Con Mr. Tambourin Man non credo che Dylan pensasse al sogno americano. Erano gli anni delle droghe e della guerra in Vietnam e molti giovani erano schierati contro questa guerra che fagocitava la meglio gioventù del momento. Invocando pace e amore e manifestando contro il potere.

    “portami in viaggio sulla
    tua nave magica ondeggiante
    i miei sensi sono denudati
    le mie mani non sentono la presa
    i piedi insensibili per camminare
    aspettano soltanto che i tacchi
    incomincino a vagare
    sono pronto ad andare ovunque
    sono pronto a svanire
    nella parata di me stesso
    getta verso di me il tuo incantesimo di danza
    io mi sottoporrò”

    Nel testo sembra proprio di leggere il bisogno e l’attesa di non voler pensare a nulla se non alla droga che, al momento, lo farà star bene e poi…….
    Ma i tuoi versi poi mi trovano d’accordo su ciò che per noi oggi rappresenta l’America e il suo grande fallimento.

    Per quanto riguarda Bob Dylan ho sempre apprezzato la musica e i testi che scrive. Non ho capacità per valutare se l’assegnazione del Nobel sia giusta o meno ma almeno questa volta il premio è andato ad una persona che conosce e apprezza il mondo intero. Diciamo che è un premio POP per popolare.

    1. grazie Giorgio per questo tuo commento, che analizza anche una parte di uno dei testi di Bob Dylan e che mi dà la felice occasione di replicare.

      Il primo dei miei versi è un richiamo non tanto al testo della canzone che, come tu giustamente dici non riguarda il sogno americano, quanto al cantante, riferendomi con quell’appellativo a Bob Dylan e non al protagonista musicale; per quanto concerne, invece, il sogno americano, ho espresso il mio punto di vista senza vie di mezzo (anche se ho giocato e sorriso sull’assonanza con il famoso verso amletico, richiamando uno dei più grandi poeti che siano mai esistiti e che in un certo senso ha mischiato le arti con poesia e teatro) rifacendomi a richiami letterari e “facendo il verso” alla generazione che ancora oggi, 2016, scrive e si rifà e questa forma poetica tutta americana che a me personalmente non piace tantissimo.

      Sull’attribuzione del Nobel, invece, penso che è una questione politica (e aggiungerei “‘na grande presa per culo” come canta Antonello Venditti in Prendilo tu questo frutto amaro) e che ogni riconoscimento ad alti livelli non è esente dal conformismo di servire il potere, di essere pilotato così da pilotare a sua volta l’opinione comune… Ma questo è risaputo.

      1. Cara Angela, consentimi di non essere d’accordo sull’ultima parte della tua risposta. È sempre facile incolpare il potere se ciò che avviene non ci piace e non ci trova allineati con le scelte fatte. Non sempre è così. Intanto uno dei candidati al Nobel che Dylan ha sconfitto, lo scrittore americano Don DeLillo, si è schierato a favore del cantautore dicendo: “ascolto la musica di Bob Dylan da decenni e penso da sempre che sia un grande artista, oltre alla bellezza del verso nella sua musica c’è anche la comprensione, l’interpretazione e la rappresentazione della cultura che descrive”.
        Al momento nessuna dichiarazione di Dylan circa il premio e ora l’Accademia di Stoccolma si chiede se andrà a ritirarlo.

        1. Veramente tutta la mia poesia è un inno contro il potere americano nello specifico. Poi, che i premi ed anche il Nobel rispondano a cause meno nobili di quanto pensiamo, purtroppo è vero. Su questa attribuzione a Bob Dylan non mi sembra di aver detto o scritto nulla di negativo; sicuramente se tutti oggi inneggiano a questo musicista io certo non seguo la massa, ma continuo ad apprezzarlo per il lavoro che svolge.

  2. per entrare nel merito del premio io credo che la musica abbia intrinsecamente tanta letteratura quanto la poesia o la scrittura in genere. Che si sia scelto di dare il Nobel a Dylan io non la vedo come una bestemmia (a detta di molti scrittori da Baricco a Welsh), anzi Dylan non è stato “soltanto” un cantautore ma un autore che ha “portato la poesia abbinata alla musica a un livello superiore”. Sinceramente avrei preferito che il premio fosse stato assegnato a Roth (se vogliamo rimanere in ambito americano) che con la sua Pastorale Americana ha scritto forse il romanzo americano più importante. Se invece parliamo di musicisti e senza nulla togliere alla grandezza di Dylan, la motivazione date dall’Accademia di Svezia “per aver creato una nuova espressione poetica nell’ambito della grande tradizione della canzone americana”, calzerebbe a pennello ad un altro grande della musica americana quel Woody Guthrie da cui Dylan stesso è “partito”, considerato tra i folk singer più importanti della storia della musica americana. Ma fatemi fare anche una chiosa campanilistica, ma di De Andrè ne vogliamo parlare? Un grandissimo (pace all’anima sua), che nulla avrebbe da invidiare a Dylan o ai vari “campioni” di letteratura contemporanei.

  3. Sull’argomento musica & musicisti non sono competente e non a caso sul Sasso ho un valido collaboratore che ne cura la rubrica…. Quindi mi limito a ringraziare Sarino e Giorgio per il contributo significativo che hanno voluto lasciare qui e….magari accendo la radio… non ho dubbi su chi stiano passando da giorni ormai 😉
    Abbraccio

  4. Perfettamente d’accordo con te Sarino, Secondo il mio punto di vista, degni di menzione, nell’ambito musicale-poetico mondiale sarebbero anche l’italiano, Roberto Vecchioni, nelle cui canzoni trovo sempre delle bellissime poesie e poi un grande canadese quale è Leonard Choen.

    1. ma anche Pete Segeer o anche Branduardi e De Gregori volendo per restare in Italia! Cohen è assolutamente un altro mito. Ciao

  5. Premettiamo che io non sono capace di scrivere una canzone e forse nemmeno una poesia; riporto un estratto attualissimo da un vecchio sondaggio fatto dal blog di poesia di Rai News, dove a rispondere è un signore che si chiama Francesco De Gregori:

    Roma, 8 febbraio 2012
    a cura di Luigia Sorrentino

    La lingua delle canzoni, secondo voi, può essere definita poesia? E che differenza c’è tra poesia e canzone?

    Molti poeti sorridono all’idea che i cantautori passino, nel linguaggio comune, come ‘poeti’…

    Francesco De Gregori non ne fa mistero: ancora una volta lo ha precisato: (n.d.r. 26 gennaio 2012 a ‘Ritratti di poesia”) “Le canzoni non sono poesie” ha affermato il cantautore, “e io non mi sento un poeta”

    http://poesia.blog.rainews.it/2012/02/sondaggio-la-lingua-delle-canzoni-e-poesia/

    1. Francesco De Gregori, da un’intervista del 2015:

      […] D. Quel suo modo di scrivere i testi sono già “la canzone”, o no?

      R. “Non saprei. Non mi piace quando dicono che sono poesie. La poesia è ben altro e se leggi La donna cannone senza pensare alla musica, è una boiata pazzesca, non sta in piedi”.

      D.Ma come? Una delle sue canzoni più belle?

      R.”Anche secondo me è tra le più belle, ma questo non vuol dire che il testo da solo regga. Tutti quegli accenti tronchi, “butterò questo enorme cuore… giuro che lo farò… nell’azzurro io volerò…”. Nemmeno un bambino scrive così. È la musica che dà potenza e qui, devo dire, c’è una bella invenzione melodica, non banale. No, nemmeno degli autori più famosi si può leggere il testo come una cosa autonoma, nemmeno Bob Dylan che è tra quelli che amo di più”.

      http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2015/02/08/news/ma_tutto_questo_alice_ora_lo_sa_francesco_de_gregori_ho_scritto_canzoni_strane_adesso_ve_le_spiego-106786917/

    1. PEPPE!!!! eh, lo so!
      Anche se pure i mirikani ci hanno dato qualcosa – anzi qualcuna – di buono e bello – anzi molto bella – come sappiamo 😀 ma verrò prestissimo a parlarvi di persona. Intanto, grazie per il graditissimo commento!!!!!

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