Alfonsina Storni, tre poesie

Il sasso nello stagno di AnGre

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Alfonsina Storni, poesie tratte da Fili d’aquilone n.13 (gennaio marzo 2009). 

Trad. dallo spagnolo di Alessio Brandolini – foto d’apertura di Mira Nedyalkova.

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UOMO

Uomo, io voglio che tu comprenda il mio male,
uomo, io voglio che tu mi dia dolcezza,
uomo, io vado per i tuoi stessi sentieri;
figlio di madre: comprendi la mia pazzia…

(da Irrimediabilmente, 1920)

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HOMBRE

Hombre, yo quiero que mi mal comprendas,
hombres, yo quiero que me des dulzura,
hombre, yo marcho por tus misma sendas;
hijo de madre: entiende mi locura…

(de Irremediablemente, 1920)

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PRESENTIMENTO

Ho il presentimento che vivrò molto poco.
Questa mia testa assomiglia a un crogiolo,
purifica e consuma,
ma senza un gemito, senza un accenno di orrore.
Per uccidermi chiedo che un pomeriggio senza nubi,
sotto il limpido sole,
nasca da un grande gelsomino una vipera bianca
che dolce, dolcemente, mi punga il cuore.

(da Il…

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2 thoughts on “Alfonsina Storni, tre poesie

  1. Molti i racconti sulle sue ultime ore di vita: si dice che Alfonsina, giunta in solitudine in un piccolo albergo di Mar del Plata, abbia composto la poesia Voy a Dormir, che effettivamente inviò al giornale La Nación e il giorno successivo si uccise entrando in mare e dirigendosi verso il largo, fino a quando le onde non la sommersero.

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