Franco Fortini, due poesie da I destini generali e L’ospite ingrato

cityscape

Franco Fortini, due poesie

da Poesia e errore (I destini generali)

Complicità

Per ognuno di noi che dimentica
c’è un operaio della Ruhr che cancella
lentamente se stesso e le cifre
che gli incisero sul braccio
i suoi signori e nostri.

Per ognuno di noi che rinuncia
un minatore delle Asturie dovrà cedere
a una sete di viola e d’argento
e una donna d’Algeri sognerà
d’essere vile e felice.

Per ognuno di noi che acconsente
vive un ragazzo triste che ancora non sa
quanto odierà di esistere.

(1955)

§

da L’ospite ingrato

Autostrada del sole

Tutto era così semplice, averlo saputo.
Che l’accurato labirinto delicato
la patria immaginaria
in questo vento dovevano sparire
e noi scagliati sulla luce
dei rettilinei…
Ora a noi tardi liberi
in quest’aria di nulla
pianure monti umiliati
altri spazi e doveri
dilatano e già veri
da morirne. E di vista
si perde il cuore
come dopo il sorpasso
l’altro nel retrovisore.

(1960)

*

Franco Fortini, Versi Scelti (1939-1989), Einaudi – immagine: dipinto di Giorgio de Chirico.

Per un approfondimento sull’autore cerca in rete questo link: http://www.giorgiolinguaglossa.com/index.php/giorgio-linguaglossa-critica30

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