Giovanni Antonio Bazzi detto Sodoma, Matrimonio di Alessandro e Rossane – sassi d’arte

ingresso-villa-farnesina-roma-ph-angreGiungendo a Trastevere, nella sempiterna Roma, in via della Lungara, dietro un bel cancello e dinnanzi ad un giardino con fontana centrale circondata da bellissime piante di agrumi in vaso, si accede a Villa Farnesina (nella foto a sinistra, l’ingresso), un nobile palazzo rinascimentale un tempo proprietà Chigi e, attraversando le magnifiche stanze affrescate anche da Raffaello, al piano nobile, per ultima, è visitabile la stanza affrescata con le Storie di Alessandro il Grande, ovvero la camera da letto della casa, che Agostino Chigi volle far decorare da Giovanni Antonio Bazzi, meglio conosciuto con il singolare nome di Sodoma, artista che ad essa vi lavorò tra il 1516 ed il 1517, nel pieno della sua maturità e all’alba dei suoi quarant’anni.

Alla stanza da letto si accede tramite una porta su uno dei lati affrescati, dove sulla parete a sinistra rispetto alla finestra e all’ingresso, si può ammirare in primo piano appena decentrato sulla destra dell’intera parete, Bucefalo, la splendida cavalcatura di Alessandro Magno, qui rappresentata di colore bianco, mentre sulla parete subito adiacente, invece, cattura l’attenzione per dolcezza e dimensioni quasi reali, l’intima scena nella quale il condottiero macedone sta porgendo alla sua futura sposa, una pudica e sensuale Rossane, rappresentata nella trasparenza delle vesti e circondata da ancelle e angioletti al suo servizio (foto in basso a destra di Giorgio Chiantini), la corona che ne decreterà l’unione con lei.

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La richiesta di un soggetto simile, da parte del committente fu motivata dal futuro matrimonio tra Agostino Chigi e Francesca Ordeaschi, avvenuto poi nel 1519, e anche dalla tipologia classicheggiante degli affreschi distribuita in tutto il palazzo; il Sodoma dipinse, quindi, Alessandro e la Famiglia di Dario e il Matrimonio di Alessandro e Rossane sulle pareti principali, mentre ai lati del camino, in quella che è chiamata “la stanza delle prospettive”, in pratica la camera precedente a quella da letto, realizzò Vulcano che forgia le frecce di Cupido, aiutato dagli amorini. Di quest’ultimo affresco del Sodoma rimane soltanto la parte sinistra della scena, poiché gli amorini posti a destra sono stati realizzati da Raffaellino da Reggio, alcuni anni più tardi.

villa-farnesina-roma-ph-giorgio-chiantini-rossane-particolareLa difficoltà della realizzazione della scena delle nozze di Alessandro e Rossane, opera di punta nella commissione affidata all’artista, era data dal fatto che gli venne richiesto di riprodurre la scena traendola da un antico dipinto ormai perduto, di analogo soggetto, realizzato da Aezione, pittore greco, del quale non esistevano più nemmeno copie e di cui era disponibile soltanto una descrizione letteraria, contenuta nel terzo paragrafo del dialogo L’Erodoto dello scrittore latino Luciano; opera, per giunta, disponibile solo nella versione in greco, poiché quella latina sarebbe stata stampata e diffusa soltanto dopo il 1529. Secondo gli storici è probabile che in un primo momento Agostino Chigi avesse chiesto a Raffaello di realizzare gli affreschi della camera da letto; tant’è che in alcuni passi di alcuni trattati dell’epoca si accenna ad un certo disegno dell’artista di Urbino realizzato ad acquerello e biacca con le storie di Alessandro Magno, ma essendo Raffaello già impegnato negli affreschi della Loggia di Psiche, al piano inferiore del palazzo, l’incarico passò a Bazzi, fratello di Antonio, che già aveva lavorato per Sigismondo Chigi, fratello di Agostino, a Siena.

“Partendo dallo studio di Raffaello, Sodoma ridefinì la composizione, seguendo scrupolosamente il passo di Luciano e la arricchì di elementi narrativi. L’impostazione raffaellesca è ancora evidente, soprattutto nella dilatazione spaziale, nelle architetture bramantesche, e in alcuni particolari, come ad esempio la donna con la brocca a sinistra, ricavata dall’Incendio di Borgo delle Stanze Vaticane. Ci sono però anche interessanti variazioni personali, dovuti agli studi archeologici del Bazzi. Ad esempio la figura di Alessandro deriva dalla conoscenza dell’Apollo del Belvedere.” (A.Cocchi, dal sito geometriefluide.com)

L’incarico alla Farnesina offrì al Sodoma anche la possibilità di entrare a far parte del prestigioso circolo di umanisti di Agostino Chigi, tra gli altri, si poteva incontrare Pietro l’Aretino con il quale è ben documentato l’incontro del pittore in una delle tante lettere che i due si scambiarono per tutta la vita; nell’esclusivo ambiente romano, infine, Sodoma ebbe anche modo di approfondire e sviluppare la sua conoscenza sull’antico e di lasciarsi coinvolgere nella moda collezionistica delle antichità.

(fonti dal web, a cura di Giorgio Chiantini & Angela Greco)

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