Giovanni Raboni, due poesie

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Giovanni Raboni, due poesie

Il rimorso di San Giovanni Battista
 .
Silenzio. Udite. Io annuncio la sua morte
perchè sono di fronte a voi l’autore
della sua venuta e dei suoi giorni
disastrosi. Oh fossi morto prima,
nel deserto, come muoiono i cammelli
che si fidano troppo del proprio gozzo! Io così
della mia memoria, della memoria
che Dio mi concede sulle cose future.
Io non volevo ucciderlo
ma la mia fede si è tramutata in pietra o coltello, il mio battesimo
in violento scorpione. Mi perdoni
se troppo poco ho peccato! Io fiorisco di colpa
come la Vergine è fiorita in lui
nel grembo involontario.
.
.
da Gesta Romanorum
.
.
§
.
.
Notizia
 .
Solo qualche parola,
solo una notizia sul rovescio del conto
sbagliato dal padrone.
Forse è tardi, può darsi che la ruota
giri troppo in fretta perchè resti qualcosa:
occhi squartati, teste di cavallo,
bei tempi di Guernica.
Qui i frantumi diventano poltiglia.
E anch’io che ti scrivo
da questo luogo non trasfigurato
non ho frasi da dirti, non ho
voce per questa fede che mi resta,
per i fiaschi simmetrici, le sedie
di paglia ortogonali,
non ho più vista o certezza, è come
se di colpo mi fosse scivolata
la penna dalla mano
e scrivessi col gomito o col naso.
.
.
da Le case della Vetra
.
.
.
giovanni_raboni_1988Giovanni Raboni (Milano 1932 – Fontanellato, Parma 2004), voce poetica tra le piú alte e rappresentative della poesia del Novecento e dei primi anni Duemila, lascia, insieme alla sua opera in versi (raccolta integralmente in Tutte le poesie. 1949-2004, Einaudi, 2014) un enorme lavoro di traduttore, critico militante – anche cinematografico e teatrale – e commentatore politico e di costume: testimonianze di una straordinaria sapienza letteraria e di una statura morale e civile che ne fanno uno dei punti di riferimento imprescindibili della cultura italiana contemporanea. Tra le sue traduzioni si segnalano I fiori del male di Baudelaire e l’intera Recherche di Proust. Di lui e per lui molto ha scritto la compagna degli ultimi anni, la poetessa Patrizia Valduga. (dal web)
– immagine d’apertura: Lucio Fontana, Concetto-spaziale, Attese –
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