Mirella Crapanzano, La casa sul mare

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La casa sul mare

si allungano nell’acqua i nomi degli alberi
che conosco a memoria, li cattura la quiete
di un naufragio, quando la casa non trova
più la foce e gli astri sembrano conchiglie
reclamare il mare, un’eredità forse naturale
che mi porto addosso.
mi commuove la crosta, il sale, la sabbia
quando monta il maestrale oltre le vetrate.
da bambina, vedevo le navi passare
come sogni che tornano uguali.
ancora oggi, nella casa, seguono la curva
della luna, i suoi quarti, mi sveglio con le voci
che ha l’infanzia, la lucentezza del pescato
sotto il sole, le canottiere bianche, i vestitini
a righe di cotone.
ricordo restavo sulla porta, in disparte, gli occhi
spalancati a guardare le mani di mia madre
arrossate del sangue, i pesci muti, aperti sul ventre
e anch’io senza parlare finivo il giorno
.

*

Mirella Crapanzano

tratta da AA.VV. LA CASA E’ DOVE SI TROVA IL CUORE – Antologia 

immagine d’apertura: opera di Edward Hopper

.

mirella-crapanzano

Mirella Crapanzano, (Agrigento, 1959) pittrice, ricercatrice nel campo della poesia, delle arti pittoriche, visive. Ha pubblicato nel 2014 la raccolta di poesie Le stanze del fiore nero, Lietocolle edizioni e nel 2016 Terracqua con la casa editrice Terre d’ulivi. Sue poesie sono presenti in diverse antologie poetiche e su numerose riviste letterarie e blog online

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4 thoughts on “Mirella Crapanzano, La casa sul mare

  1. In questa poesia di Mirella Crapanzano, che ringrazio per la partecipazione alla nostra antologia-dono di cui nel link riportato anche in questa sede, accade di riconoscermi, di ritrovarmi, nel gesto affettivo del ritrovare la casa della fanciullezza, quella che mai si dimentica, nelle figure che hanno segnato quello e quanto siamo oggi. E, poi, il mare, il grande utero da cui siamo stati generati e di cui la poesia di Mirella sembra un’estensione, un pezzo di DNA portato dalla sua terra girgentana fino ai piedi delle Alpi, dove oggi risiede; il mare, dicevo, questo immenso ritrovarsi fin dalle origini, quindi. Una poesia dai toni sonori incantevoli, che accarezza, affondando gli aculei del ricordo nella parte ancora tenera, che il tempo non può sottrarci.

  2. Grazie Angela per questo tuo bel buongiorno. La casa, quella affettiva, familiare, è il luogo in cui si formano le prime immagini di te e di quanto ti circonda, una sorta di imprinting che entra a far parte del tuo dna, insieme a tutto il resto, luogo raccolto, intimo dove tornare, anche solo con l’immaginazione, per ricaricare le mie pile, per trovare ispirazione.

  3. Versi lunghi, taglio discorsivo, toni asciutti. C’è molto del registro prosaico.
    Ma è quel particolare alternare, quel far accavallare, quel confondere il ricordo e il presente a mantenere saldamente il testo nel registro poetico. Quel certo sfumare l’immagine ma senza enfatizzare, tale da poter essere collocata sia nella sfera dei pensieri che dello sguardo reale, come succede con le immagini dei vv. 13 e sgg.
    Peculiarità che la prosa spesso non ha.
    I miei complimenti!

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