Flavio Almerighi, Le chiavi di casa

la casa blu marino iotti

Le chiavi di casa 

Si va verso settembre,
le chiavi di casa
appese in cintura,
rosaspina adesso riposa
cruciale muove i capelli,
la bocca rossa, accigliata
armata fino ai denti.
la notte è stata lunga
salta la corda
non porta scarpe,
ronza un po’
poi s’illumina a giorno,
consueto vai via
dopo che è stata
assenso, ricovero
ombra per i feriti.
.
§
.
“Ogni sera verso casa, non trovo casa.”
.

*

Flavio Almerighi, un inedito

tratto da AA.VV. LA CASA E’ DOVE SI TROVA IL CUORE – Antologia 

immagine: opera di Marino Iotti, La casa blu

.

flavio-almerighiFlavio Almerighi è nato a Faenza il 21 gennaio 1959. Sue le raccolte di poesia: Allegro Improvviso (Ibiskos, 1999); Vie di Fuga (Aletti, 2002); Amori al tempo del Nasdaq (Aletti, 2003); Coscienze di mulini a vento (Gabrieli, 2007); Durante il dopocristo (Tempo al libro, 2008); Qui è Lontano (Tempo al libro, 2010); Voce dei miei occhi (Fermenti Editrice, 2011); Procellaria (Fermenti Editrice, 2013); Sono le Tre (Lietocolle, 2013); Caleranno i Vandali (Samuele Editore, 2016). Di imminente uscita Storm Petrel, edizione americana di Procellaria, traduzione di Steven Grieco (Chelsea Edt. New York). Alcuni suoi lavori sono stati pubblicati da prestigiose riviste quali Tratti, Prospektiva, Il Foglio Clandestino.

 

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3 thoughts on “Flavio Almerighi, Le chiavi di casa

  1. L’idea di un’antologia natalizia e l’invito a parteciparvi mi ha fatto davvero molto piacere. Così come apprezzo il “passaggio” di tutti gli autori inclusi sul questo blog prestigioso. Ringrazio Angela Greco per l’attenzione.

  2. L’antologia, a parte contenere qualche immagine strettamente legata al periodo in cui abbiamo condiviso come iniziativa, è improntata sul tema della “casa”, quindi spero possa essere letta ogni giorno anche oltre queste particolari festività.

    I versi di Flavio Almerighi tratteggiano, come casa, una figura fiabesca, Rosaspina, la bella addormentata raccontata a tanti bambini, che qui diventa una donna speciale, capace di accogliere e confortare, ferite non solo fisiche, forse – o, così è parsa a me, leggendo – immettendosi in quella tradizione a cui le opere di Caravaggio hanno conferito dignità artistica, quella che fa protagoniste le donne che svolgono il mestiere più antico del mondo, sottolineato con sensibilità e rispetto da quella crucialità con cui lei muove i capelli, così dolcemente resa dal poeta. O, forse più semplicemente, qui si ritrova la figura femminile “casa” per antonomasia, come anche la Letteratura ha tramandato…
    Perché casa è ovunque ci si ritrovi intimi, insieme e nel calore umano.

    Sottolineo anche l’ultimo verso, un componimento a se stante, in cui si ritrova anche il rovescio della medaglia, un breve e intensissimo inno ad una solitudine innescata, contrariamente ai versi della poesia precedente, dal mancato riconoscimento del luogo in cui, primo fra tutti, ritrovare se stesso.

    Rinnovo i miei complimenti a Flavio e alla sua magnifica capacità poetica, nel senso etimologico del termine poesia [dal lat. pŏēsis, che è dal gr. ποίησις, der. di ποιέω «fare, produrre»], ovvero capace di produrre qualcosa che, una volta letta, faccia concretamente avvertire di non essere più quanto si era prima della lettura stessa.

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