Mariella Colonna, Da bambina non mi piacevano le bambole

Finestra Illuminata

Da bambina non mi piacevano le bambole,
.
ma le case delle bambole sì:
vedere in piccolo la casa tanto grande dove abitavo
dove mangiavo giocavo e dormivo era paradossale,
divertente il tavolino da pranzo di centimetri quattro,
le seggioline tali e quali alle nostre della sala da pranzo.
Anni dopo mi venne in mente Lewis Carrol:
il confronto immediato tra ciò che è grande
e ciò che è piccolo, portato agli estremi,
ribalta nel sogno il modo di vedere la realtà.
.
La casa dove vivevo da piccola aveva in sé
minuscole meraviglie che adoravo,
regalo di un vecchio farmacista. C’erano anche
una bottiglia piccina e un mestolino
per misurare le polveri. La misura delle cose
ha sempre impegnato la mia mente e gli occhi
spalancati sul mondo. Non ancora capace
di calcolare proporzioni e prospettive pensavo:
“come fanno ad entrare nella mia stanza un treno,
una nave e una stazione ferroviaria? E a Natale
anche il Presepe, una grotta ai piedi d’una montagna
e il cielo! Ma il pensiero che ritornava spesso
e restava senza risposta era: come può entrare Dio
che è immenso, infinito in una mangiatoia?
Ed ecco la semplice spiegazione che mi davo
“forse è così: le cose piccole entrano nelle cose grandi
ma anche le cose grandi entrano nelle cose piccole!”
.
Adesso che ho tanti più anni di allora la mia casa
è ancora piena di meraviglie come la casa delle bambole,
su diversa scala e aggiornate ai tempi:
un perfetto giocattolo dove lavoro d’immaginazione.
Ora navigo affrontando avventure sull’oceano di internet.
Posso andare, come tutti, in ogni angolo della terra,
raggiungere ogni fiume montagna o mare, decidere
i porti e le persone dove approdare.
.
Se la casa può essere un mondo,
anche il mondo può essere una casa:
come faremmo noi, nell’universo, senza la Madre terra?
Questa casa di tutti naviga in cielo
da milioni e milioni di anni, non perde l’equilibrio,
non si scontra con gli altri pianeti, non è divorata dalle stelle.
La nostra Madre terra la dobbiamo al Big – Bang iniziale.
E il Big – Bang?
Gli scienziati ancora non sono d’accordo
su come rispondere, ma la nostra casa spaziale c’è.
.
E noi navighiamo nell’universo senza sapere perché.
 .
*

Mariella Colonna, inedito

tratto da AA.VV. LA CASA E’ DOVE SI TROVA IL CUORE – Antologia 

.

14141814_1225516284182513_7786279857799465687_nMariella Colonna Filippone è nata a Roma dove vive con la famiglia Nel 1989 vince il “Premio Italia RAI” con Un contrabbasso in cerca d’amore, musica di F. Petracchi (con L.Poli e G.Moschin). Sempre per RadioI scrive: La farfalla azzurra, Quindici parole per un coltello e Il tempo di una stella. Per il IV centenario Fatebenefratelli-Isola Tiberina è coautrice del testo teatrale La follia di Giovanni (Lucca, Premio Nazionale Teatro Sacro a confronto), realizzato e trasmesso da RAI 3 nell‘86. Coautrice del testo e video Costellazioni, gioco dei racconti infiniti in parole e immagini (Ed.Armando/Ist.Luce). Nella collana “Città immateriale” ed.Marcon, pubblica Fuga dal Paradiso. Immagine e comunicazione nella Città del futuro. Nel 2008 pubblica Guerrigliera del sole nella collana “I libri di Emil”, ed.Odoya; nel 2010, Dove Dio ci nasconde, ed. Albatros; nel 2011, Due cuori per una Regina, ed.Guida (coautrice insieme al marito Mario Colonna); nel 2013, L’innocenza del mare (Europa edizioni) e nel 2014, Paradiso vuol dire giardino, ed.Simple.

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2 thoughts on “Mariella Colonna, Da bambina non mi piacevano le bambole

  1. Chiudiamo la presentazione degli Autori che hanno contribuito all’antologia-dono condivisa in questo periodo di feste, con i versi originali ed intensi di Mariella Colonna, una carissima amica che stimo moltissimo. Una lettura densa e piena di spunti, di una nuova forma-poesia maggiormente orientata alla narrazione, ma che a me personalmente è piaciuta tantissimo.Grazie!!!

  2. Grazie, cara Angela: ho accolto con grande gioia il tuo invito a scrivere per l’Antologia di Natale: e, come già ti ho accennato, il mio Natale è stato diverso da quello degli ultimi anni, soffocati dal consumismo che, nelle grandi città, arriva fin dentro le case con il rumore del traffico e lo smog. Perciò ti ringrazio ancora per il dono che ci hai fatto: per me è stato quasi un momento “storico”, seguito da altre ondate di poesia nate da quel primo input. In questo grande freddo, il calore delle parole, ripeto, è stato il dono più bello…grazie anche ai generosi poeti che hanno partecipato! Mariella

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