Giorgio Chiantini, Tre scatti romani – sassi da guardare

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L’Antologia, creata per i lettori de Il sasso nello stagno di AnGre a fine dicembre, è stata un momento proficuo non solo per conoscere tanta poesia italiana contemporanea, ma anche per apprezzare l’espressione artistica di Giorgio Chiantini, GiorChi nella firma fotografica, stimatissimo collaboratore di queste pagine, grazie alla fotografia di copertina (in apertura), gentilmente prestata per l’occasione, un poetico scatto capace di fermare l’attimo tra la luce e l’intimità di una casa in festa.

La passione di Giorgio Chiantini per la fotografia risale agli anni Settanta, quando questo mondo non si avvaleva di alcun supporto iper tecnologico come oggi, ma occorreva realmente imparare un’arte difficile, in cui sensibilità e rigore si muovevano su un terreno non semplice. Sensibilità, perché una fotografia è il prodotto della mira, che dagli occhi, passa al cuore e fa cliccare il bottoncino dell’otturatore in una frazione di tempo non definibile; rigore, poiché la fotografia, almeno ai tempi in cui era un prodotto letteralmente artigianale, comportava conoscenze non indifferenti sui tempi di azione dei prodotti chimici e non solo, dai quali, solo alla fine di un lungo processo, si poteva o meno ottenere un buon risultato.

ph-giorgio-chiantini-al-bar-2La fotografia insegnava, oltre tutto, l’arte dell’attesa; oggi i tempi e le modalità fotografiche sono agli antipodi e una buona foto è spesso il risultato di una sofisticatissima tecnologia, che ci permette di catturare in una frazione di tempo sempre più piccola, dettagli e situazioni, che hanno capovolto anche l’idea stessa di fotografia, facendola passare da arte capace di vincere il tempo a ingombro fastidioso… e penso alle miriadi di foto inutili iper scattate solo per rispondere all’esigenza dei tempi moderni di essere in ogni momento in qualsiasi luogo-telefono, nell’aberrazione di un uso indiscriminato del mezzo telematico di cui spesso risultiamo schiavi… Ecco, Giorgio Chiantini è riuscito ad entrare nel mondo fotografico moderno con una sensibile eleganza, scattando per passione ancora, per piacere, avvalendosi degli insegnamenti della fotografia analogica ed innestandoli in quella digitale, conservando lo sguardo globale da cui poi ritagliare il dettaglio, secondo un successivo lavoro fatto fuori dal campo ripreso.

Giorgio Chiantini nei suoi scatti cattura attimi di quotidiana realtà: momenti sottratti alla distrazione dei passanti, che racchiudono la domanda, la curiosità anche solo di indovinare lontanamente cosa ci possa essere in quegli sguardi, in quelle espressioni che l’obiettivo ha scelto di trattenere. Non scatta, Giorgio, per voyeurismo, come tanta fotografia anche molto nota, ma più che altro, per quello spirito fanciullo di curiosità e di scoperta, che rende la sua fotografia delicata ed estremamente vicina a chi la guarda.

Roma, eterna e distratta, con le sue stradine sconosciute ed i suoi dettagli inattesi, le città che attraversa, la storia nelle sue statue e nei suoi monumenti, l’arte, i volti e le facciate di chiese e case, entrano negli scatti di GiorChi in punta di piedi, colme di sensibilità e dolcezza, rivelando anche la serenità del fotografo, che usa questo mezzo artistico per ritrovarsi solo con il suo tempo e per conoscere questo, invece, di tempo, in un continuo scambio e in un continuo rinnovo. [Angela Greco]

*

Giorgio Chiantini, nato a Roma, è stato responsabile commerciale per oltre trent’anni di un’importante azienda automobilistica della capitale; sposato e padre di due figli, nonno e appassionato d’arte, oggi si dedica alla famiglia, alla fotografia e alla riscoperta della sua splendida città.Collabora con Il sasso nello stagno di AnGre dove si occupa di arte e musica, sue fotografie sono state incluse in Attraversandomi, libro poetico-fotografico realizzato in collaborazione con Angela Greco. E’ presente in rete con un profilo personale ed una attiva pagina su Google+.

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13 thoughts on “Giorgio Chiantini, Tre scatti romani – sassi da guardare

  1. “Apre il giorno la bellezza di queste foglie,
    rosse nel bianco che attanaglia questi miei giorni.
    Le mani tese ad aggrappare la sfuggente stagione
    che qui si ferma nell’attimo del tuo sguardo.
    Allora si apre l’estate ed il muro è siepe oltrepassata.”

    | AnGre, per la fotografia di GiorChi -10 gennaio ’17 |

  2. Sempre meravigliosi gli scatti e gli articoli di Giorgio Chiantini..rivelano una sensibilità unica e grandi competenze nel campo della fotografia e dell ‘ arte!!.

  3. Grazie Angela!
    Questo tuo commento aggiunge Poesia alla poesia con la quale hai scritto questo articolo meraviglioso.
    Ciò che descrivi di fatto corrisponde alla realtà ma forse non mi sono mai reso conto che i miei scatti potessero essere così poetici come tu li descrivi. Spesso provo a fotografare soggetti che riescono ad emozionarmi e questa emozione cerco di fermarla nell’attimo di un momento. Non sempre mi riesce, ma ostinatamente continuo a cercare quello scatto che mi dia come risultato finale una immagine che sappia sensibilizzare oltre me anche chi la osserva.
    Ricordo ancora con nostalgia, quando servendomi di una macchina fotografica analogica, sviluppavo e stampavo le mie foto in casa in una camera oscura improvvisata e se in un rullino riuscivo a trovarne una bella come desideravo, ero felice! Ma ormai sono tempi lontani e tutto è cambiato…….

  4. Un grazie infinito anche a te Cristina che segui e apprezzi i contenuti di questo blog redatti dalla grande e sensibile capacità di Angela Greco.

  5. Giusta osservazione Flavio, come in tutte le variabili possibili della vita, spesso la fortuna e la casualità sono determinanti! Grazie:-)

  6. fotografia e poesia sono impressioni dell’attimo, istanti meravigliosi di un dono non comune : la passione. Sono scatti di sensibilità che dimostrano che non tutto è perduto! Complimenti ad entrambi per questa bellissima pagina. Angela per essere un’ottima padrona di casa :), nonchè persona empatica e scrittrice degna di nota, Giorgio per la bravura e l’immedesimazione lirica che dimostra nell’essere poeta dell’immagine. Ciao

  7. Hai ragione Sarino quando dici che la passione è un dono, ma è anche vero che questo dono va perseguito con ostinazione, va ricercato sempre a prescindere, cercandolo anche nella quotidianità di tutti i giorni, nelle cose semplici che ci circondano, perché spesso proprio là si nasconde e si mostra solo ai più caparbi, oltre che virtuosi. La tecnica acquisita, l’abilità, la sensibilità e un po’ di fortuna nel fermare l’attimo…..fanno il resto 😊
    Un sincero grazie per tutto ciò che hai scritto, ciao!!

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