Nicola Romano, due poesie da Voragini ed appigli con due appunti critici

 

vivere-di-sogni
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Nicola Romano, due poesie da “Voragini ed appigli” (Pungitopo, 2016)
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E la parola mi muore
fra le mani e non ho fiato
– Goliarda Sapienza –
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… in fin dei conti
so radunare al meglio le parole
traggo quelle che affiorano
dal caglio dei silenzi
ed ascolto fonèmi
rime dal mezzo e afèresi
solfeggio accenti e sillabe
d’un verso martelliano
ma…
quando incombe l’ora
di quel prossimo mio
come me stesso
che con mani feroci
cava il bene dagli occhi
e tracotante spazza
l’integrità e la pace
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si spappola il precordio
tracollo in un deliquio
e non ho più par…
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Lascia tremar sul cero
la fiamma come un bacio
– Cristina Campo –
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Ti scelgo e t’assaporo
nella notte ialina
come spicchio succoso
e ti carezzo l’orlo
opaco e venerino
Hai nel pube un diamante
che coglierò ansimante
con le mani furtive
e un impeto discreto
e mi dirai che è dolce
giocare a darsi amore
tra sussurri sgualciti
tu nonostante Luna
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Ester Monachino scrive: Inoltrandoci nella lettura del volume e soffermandoci tra i versi, con immediatezza si coglie sofferenza: non è, dunque, un sentire sporadico ma persistente, una sofferenza che non è dovuta al sottrarsi fuggevole dal transeunte del quotidiano ma nel trovare in esso l’intrinseco nocciolo sostanziale che si faccia medium o scheggia d’essenziale e di eterno, gemma d’intoccabile compiutezza. Invero, in una poesia d’alta liricità può trovarsi un santuario di bellezza, una nicchia di devozione, l’ascesi del e nel corpo sacro dell’Amore. Del Poeta Nicola Romano noi vediamo le orme intense di chi non si lascia sedurre dalle tentazioni nullificanti dell’apparenza perché va dritto al centro delle cose, nelle fioriture dei loro misteri.

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Dalla Prefazione di Giorgio Linguaglossa: Con il suo caratteristico tono sobriamente dissonante, a metà tra il calligrafismo e la didascalia stilizzata, questa raccolta di Nicola Romano si rifugia nell’elegante fattura del settenario come per prendere le distanze da tutto ciò che non può entrare in quel metro breve. Sicuramente, la ironizzazione e la parodia della tradizione crepuscolare italiana sono uno dei cardini della poesia, o meglio, della poesia di Nicola Romano. Il suo progetto di operare una «discesa culturale» di bachtiniana memoria nella poesia italiana, ha avuto successo, è una operazione utile come può essere utile ogni operazione di «discesa culturale» in presenza di una tradizione che sta in alto. Ma Nicola Romano non si limita ad una mera «discesa culturale», opera anche una «risalita», mediante la adozione di un metro breve, il classico settenario, posizionato come metro esclusivo di questo poemetto. Metro della tradizione burlesca che l’autore  ripropone nella sua traslazione dal burlesco all’ironico. Personalmente, nutro molti dubbi sulla utilità e sulla efficacia, oggi, in Italia, di una «discesa culturale» che non venga accompagnata anche da un riposizionamento verso l’alto di quella discesa, siamo già scesi così in basso che ogni forma di ironizzazione rischia di cadere nel vuoto da cui proviene. Così, il poeta di impianto ironico dei nostri giorni deve saper modulare entrambe le opzioni metriche e stilistiche, deve oscillare sapientemente tra la «discesa» e la «risalita»; ed è quello che fa Nicola Romano, il quale lascia oscillare il dettato poetico tra i due poli mediante la adozione di un punto di vista serioso e supercilioso sulla realtà. Cioè, per l’autore siciliano è serioso ciò che non appare esserlo, è serioso lo stile dilemmatico che oscilla tra un più e un meno, tra i due poli inconciliabili sopra detti. Semmai, il problema per il poeta di Palermo è il «vuoto» della società italiana. Ed è con questo problema che si misura il «finto vuoto» dei versi del poeta palermitano, fatti apposta per attirare e fagocitare il «vuoto». È la sua risorsa strategica, l’ultima, direi, quella di riformulare il «vuoto» ricorrendo ad una testuggine di parole indurite nei settenari, brevi, rapidi, superciliosi, ultra minimalisti.

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nicola-romanoNicola Romano risiede a Palermo, dove è nato nel 1946. Giornalista pubblicista, dal 1987 al 1996 è stato condirettore del periodico “insiemenell’arte” e attualmente collabora a quotidiani e periodici con articoli d’interesse sociale e culturale. Alcuni suoi testi hanno trovato traduzione su riviste spagnole, irlandesi e romene. Nel 1997 ha partecipato, su invito, ad incontri di poesia in Irlanda insieme all’attrice Mariella Lo Giudice ed ai poeti Maria Attanasio e Carmelo Zaffora, con lettura di testi a Dublino, Belfast, Letterkenny e Londonderry. Nel 1984 l’Unicef ha adottato un suo testo come poesia ufficiale per una manifestazione sull’infanzia nel mondo svoltasi a Limone Piemonte. Con il circuito itinerante de “La Bellezza e la Rovina” ha recentemente partecipato a letture insieme a noti poeti italiani. Tra le sue ricerche, particolare attenzione ha prestato ai poeti Vittorio Bodini, Raffaele Carrieri, Leonardo Sinisgalli, Giorgio Caproni, Alfonso Gatto ed allo scrittore Antonio Russello. Molti i titoli di poesia pubblicati.

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One thought on “Nicola Romano, due poesie da Voragini ed appigli con due appunti critici

  1. Il sasso nello stagno di AnGre è lieto di ospitare un poeta del calibro di Nicola Romano, per me associato al ricordo di una piacevolissima serata palermitana di qualche anno fa e associato, quindi, ai volti di due amici carissimi, Daìta Martinez e Sebastiano Patanè, sempre presenti nel mio affetto con stima.
    Ringrazio anche indirettamente gli autori dei due commenti critici, che ingioiellano questi testi,che Nicola ha voluto condividere con noi. Due testi con due esergo, che non lasciano indifferenti, che riportano all’attenzione due poetesse, ma soprattutto due donne di carattere, pur distanti geograficamente tra loro, ma estremamente vicine nella passione, esternata poi in grande poesia.
    E dai ricercati esergo si sviluppa una poesia a sua volta ricercata, quella di Nicola Romano, colma di accenti eleganti e dal tono senza dubbio affascinante, che si imprime nello sguardo e nella memoria per quella brevità del verso, dove ogni singolo fonema contribuisce ad una piacevole melodia.

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