Paul Gauguin, Te Arii Vahine – sassi d’arte

Gauguin - Te Arii Vahine

Paul Gauguin, Te Arii Vahine (La donna dei manghi – La donna del re) 

1896, olio su tela, cm 97×130 – Mosca, Museo Puškin

*

 Come già avvenuto durante il suo primo soggiorno, anche que­sta volta Gauguin lascia Papeete e si costruisce una capanna all’interno del paese. Ma in questa occasione egli deve rinunciare al­la compagnia dell’amante Tehura, che durante la sua assenza si è spo­sata. Tuttavia l’artista si vanta del proprio fascino dicendo: “Ogni notte le ragazze prendono d’assalto come indemoniate il mio letto”. Gauguin trova infatti molto presto una nuova amante: Pahura, un’a­dolescente quattordicenne. Le storie delle ragazze che non resistono al fascino amoroso dell’artista vengono illustrate in modo eccellente con i quadri di bel­lezze nude che costituiscono il motivo principale dell’opera ultima di Gauguin.

Gauguin - Te Arii Vahine - CopiaIl dipinto, in questo caso, ritrae la tahitiana Pahura con una complessa serie di riferimenti stilistici e simbolici. È sdraiata per terra alla stregua della Venere di Lucas Cranach (1518), ma nella po­sa evoca altri celebri nudi come la Maya desnuda di Francisco Go­ya (1805) oppure l’Olympia di Manet (1865), sdraiate a loro volta sul letto. Con le gambe incrociate e una mano a coprire il pube, la giovane si offre come le lascive dee dell’ amore della storia dell’ arte occidentale. Lo sfondo, ricco di piante immaginarie, rimanda invece per ammissione di Gauguin a un’allegoria del Paradiso terrestre. Il pittore si riferiva a questo quadro nelle sue lettere come a una “Eva tahitiana”.

La rigida morale sessuale del tardo Ottocento percepiva il fa­scino erotico soltanto in unione con sentimenti di pericolo e odio. A Tahiti Gauguin vuol finalmente liberarsi da questi timori verso l’amore e la passione. La sua Eva deve essere amata senza alcun senso di colpa. Gauguin scrive allora a Strindberg: “L’Eva della Sua concezione civilizzata porta quasi sempre Lei e noi a odiare le don­ne; la vecchia Eva, che Le ha incusso timore nel mio atelier, potrebbe senz’altro sorriderLe un giorno in modo meno amaro”.

[da Gauguin, I grandi maestri dell’arte – Skira]

Annunci

2 thoughts on “Paul Gauguin, Te Arii Vahine – sassi d’arte

  1. Dai! una delle più famose di Grazia Di Michele di cui ignoravo il titolo!
    Grazie Flavio, consentimi di rivolgere a me il testo 😉
    “donne che sorridono, dolce mistero, il tempo non le cambierà” concordo.

    Sorrido, sì, sorrido 😀

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...