Critica, non rivalsa di Roberto Bertoldo

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Il sasso nello stagno di AnGre è lieto di condividere, da oggi, come “sasso d’inciampo”, estratti di lavori realizzati alcuni anni fa da Roberto Bertoldo, fondatore e direttore della Rivista Internazionale di Letteratura “Hebenon” e dell’inserto “Azione Letteraria”, riprendendo in questo modo un lavoro di divulgazione di tematiche ed argomenti e spunti di riflessione, ancora attualissimi, che non si vuole far cadere nel dimenticatoio. Ogni articolo qui condiviso è sempre autorizzato dallo stesso direttore delle allora riviste cartacee e da lui gentilmente adattato agli spazi del blog.

Buona lettura!

*

Critica, non rivalsa

di Roberto Bertoldo

“Azione letteraria” non è un giornale per chi è spinto da spirito di rivalsa, perché la rivalsa è propria di chi avrebbe voluto il potere e sarebbe quindi pronto ad abbandonare la lotta e le idee di rivolta appena si presentasse la possibilità di ottenerlo. “Azione letteraria” vuole, almeno nelle intenzioni di chi la dirige, denunciare i mali che affliggono il mondo letterario semplicemente perché è dagli ambienti cosiddetti di nicchia, come è ormai diventato l’ambiente della letteratura, che si può ricostruire in piccolo, per poi esportarne i benefici, un mondo sano. Ma per fare questo bisogna avere il coraggio di mettere su carta ciò che gli addetti ai lavori sanno e, senza criminalizzare tutto per principio, (…) criticare i comportamenti scorretti e la superficialità. Occorre restituire alla letteratura i suoi spazi e la sua funzione. (…)

Nessuna rivalsa, perciò, ma desiderio di ridare risalto alla cultura. Per fare questo ci vuole serietà e senso del dovere; certo, bisogna fare a pugni con il recensore vile e con l’editore idiota, bisogna spazzolare le orecchie di chi non vuole sentire, ma il nostro dovere è di essere un esempio per chi ci guarda e di cercare di risollevare il mondo per chi vivrà dopo di noi. Le consorterie non ci interessano, né ci interessa ammuffire su una poltrona. È vero che il popolo ritiene inutile la letteratura e finanche la cultura, e non gli importa delle nostre battaglie che ai suoi occhi appaiono irrisorie. Ma noi sappiamo che non è così, sappiamo che la cultura odierna ha distrutto il cervello degli italiani, e diciamo ‘no, grazie’ a chi ci chiede di semplificare, a chi vuole farci credere che il dialogo con il popolo a cui apparteniamo è possibile solo scendendo di livello. Invece noi sappiamo che anche l’ignorante riconosce lo sguardo sincero e se non gli si dà come modello la prostituzione potrebbe capire e crescere. Chi ha avuto la possibilità di confrontarsi con l’oscurità delle grandi poesie sa che non è stato un limite il non saperle decifrare, si è capita la loro forza e ciò è bastato a farci comprendere quanto possa la letteratura, se dietro ad essa ci sono uomini veri e coraggiosi. La bellezza letteraria non è mai disgiunta dalla ricchezza emotiva, dal coraggio e dal senso di giustizia.

Ebbene, denunciare i potenti egoisti e venduti, denunciare il malaffare, non è un’operazione moralistica e non è una ritorsione. È l’unico modo rimasto per ripristinare la sola rivolta utile, la rivolta culturale, che condanna la superficialità e la disumanizzazione della parola e mette la vera cultura al servizio delle riforme necessarie per proteggere non i ricchi ma le vittime della società. (…) 

Novembre 2008

Ashraf Fayadh 4

“Certi scrittori tendono a riproporre quello che in passato è piaciuto ai lettori. Allora sono finiti. Lo slancio creativo di tanti autori è breve. Ascoltano le lodi sperticate e ci credono. C’è solo un giudice ultimo della scrittura ed è lo scrittore. Quando diventa preda di critici, redattori, editori e lettori è finito. E naturalmente quando diventa preda della fama e della gloria potete buttarlo a mare insieme agli stronzi.”

Charles Bukowski

(copertina  della rivista Hebenon Anno XVI Nn. 7-8 della Quarta Serie – Aprile /Novembre 2011)

§

“La profonda insensibilità per tutto ciò che è virtù stupisce e scandalizza più che il vizio stesso. E coloro che la viltà pubblica chiama “grandi signori” o “grandi”, i cosiddetti arrivati, appaiono nella maggior parte incalliti in questa odiosa insensibilità. Non deriva ciò da un vago e per essi indefinito concetto, che cioè gli uomini virtuosi non sono adatti a divenire strumento d’intrigo?”

Nicolas Chamfort

(copertina  della rivista Hebenon Anno X N.4 della Terza Serie – Maggio 2005)

§

come-caricare-di-inchiostro-le-penne_4dab173fa1c94e0cf3a503522796eb53Roberto Bertoldo ha scritto libri di poesia, di filosofia e di narrativa. Tra le sue pubblicazioni, i romanzi Il Lucifero di Wittenberg – Anschluss, Asefi, Milano 1998; Anche gli ebrei sono cattivi, Marsilio, Venezia 2002; Ladyboy, Mimesis, Milano 2009; L’infame. Storia segreta del caso Calas, La Vita Felice edizioni, Milano 2010; Satio. La vera leggenda della fine del mondo, Achille e la tartaruga edizioni, Torino 2015; i saggi Nullismo e letteratura, Interlinea, Novara 1998 (2° ed. accr. Mimesis, Milano 2011), Principi di fenomenognomica, Guerini, Milano 2003, Sui fondamenti dell’amore, Guerini, Milano 2006, Anarchismo senza anarchia, Mimesis, Milano 2009, Chimica dell’insurrezione, Mimesis, Milano 2011, Istinto e logica della mente. Una prospettiva oltre la fenomenologia, Mimesis, Milano 2013, La profondità della letteratura. Saggio di estetica sociologica, Mimesis, Milano 2013; le poesie Il calvario delle gru, Bordighera press, New York 2000, L’archivio delle bestemmie, Mimesis, Milano 2006, Pergamena dei ribelli, Joker, Novi ligure 2011; Il popolo che sono, Mimesis, Milano 2015.

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11 thoughts on “Critica, non rivalsa di Roberto Bertoldo

  1. È ovvio che condivido in toto il pensiero di Roberto Bertoldo, un poeta-filosofo di acuta intelligenza. Una persona e un autore che rischia di essere sommerso dal silenzio onnivoro del palazzo e dell’infinito sottobosco nel quale pochissimi poeti di valore sono costretti a muoversi.

    1. Caro Giorgio,
      sapevo che avresti apprezzato questa condivisione! Certo, l’argomento ad alcuni aumenterà la secrezione di bile, ma l’intento con cui ho deciso di pubblicarlo è soprattutto quello di essere utili, come blog di divulgazione poetico-letteraria, a tutti coloro che ancora credono che non tutto sia perduto in questo mondo…Perché, di fatto, il sistema clientelare è un male che affligge qualsiasi società. Letteraria compresa.

  2. Aggiungo solamente un pubblico ringraziamento a Roberto Bertoldo per la sua generosa disponibilità nel condividere un pezzettino del cammino di Hebenon, di cui Azione letteraria era supplemento; cammino e lavoro riassunti in questo commento scritto direttamente da lui, su un’altra piattaforma:

    “Grazie Angela […] In 20 anni la rivista Hebenon ha portato per la prima volta alla conoscenza (teorica) del pubblico italiano circa 200 autori stranieri. Ha chiuso due anni fa tra il silenzio generale. Un giorno ci si renderà conto di quanto sia stata utile la sua indipendenza di giudizio.”

  3. l’ignorante, quanto meno, è un buon selvaggio. Cazzo

    Perdonate chi poeta non è,
    ci ha provato invano
    lustrando il piedistallo
    che mai, abbiate pietà di lui
    non sa quello che fa,
    ma ogni tanto trova
    il verso giusto, me compreso.
    Perdonate senza bontà
    il marchettaro critico,
    impolitico congregatore
    della dottrina della fede,
    Ventotene ridarà posto
    alle nuove anime morte.
    Degli altri cento e uno
    osannate quello giusto
    fulminate gli altri cento.

  4. Flavio, grazie per questo testo, che di fatto è un commento lucidissimo e pertinentissimo all’argomento odierno, espresso con quella tua capacità – che io personalmente apprezzo da sempre (e ormai sono più d’un paio d’anni che ti seguo e leggo) – di saper essere diretto, leale e chiarissimo. Fulminando gli altri cento, io so chi osannare. Senza dubbi.

  5. mi permetto di aggiungere, ritenendolo pertinente – poiché spesso chiamato in causa in sedicenti circoli pseudo critici-letterari-poetico-congreganti – agli spunti e alle riflessioni scaturite dall’analisi di Roberto su un certo modo di operare (anche) in letteratura, un mio pensiero su un termine preciso che hai usato, caro Flavio, e che io amo moltissimo: “ignorante” ovvero “colui che ignora”, participio presente del verbo ignorare, che nella sua accezione più alta non è colui che non sa, quanto piuttosto colui che non si mischia, non si confonde con altri, scegliendo di ignorare appunto, una certa fetta d’umanità…
    Amo molto questo termine anche riferito a quel “so di non sapere” di socratica memoria (“Siamo di fronte ad una delle tesi più famose di tutta la storia della filosofia: quella della “docta ignorantia”, che Socrate espone in un momento drammatico della sua vita, durante il processo che si concluderà con la sua condanna a morte. L’equilibrio fra una grande fiducia nella ragione e la profonda consapevolezza della propria ignoranza è uno dei doni piú preziosi che il filosofo Socrate ha lasciato in eredità ai posteri, fino ai nostri giorni.” – dal sito filosofico.net)
    E, infine, mi permetto di ricordare, ringraziando te, per gli spunti offerti, che in realtà chi è ignorante, ammettendo l’accezione maggiormente accettata per questo termine, può sempre imparare e colmare il proprio vaso a differenza di coloro, che, quel vaso, lo considerano già colmo e se stessi già arrivati… ma dove?

    1. Dopo lo scontro epocale di un mese e mezzo fa, mi sento di dire che tu sei persona schietta e vera, completamente fuori sintonia con una ambiente che della persona non sa che farsene. Un mondo di do ut des, nella migliore delle ipotesi, peggio dello star system holliwoodiano. Ben vengano quindi le riprese di articoli dove questo stato delle cose viene criticato duramente. Se non c’è umanità non c’è poesia. E l’umanità è come la poesia, o c’è o non c’è.

      1. Dello scontro tra umanità-persone vere e sistemi mascherati-salotti letterari, caro Flavio, sappiamo e conosciamo molto bene tutti noi, che anche da questo blog transitiamo e, soprattutto, ne ha scritto ad hoc, pur nella versione ridotta qui proposta, Roberto Bertoldo, attento critico con il dono di dire quello che pensa, senza mezzi termini.
        Non è un caso che abbia ri-detto di te, anche qui, che sei persona schietta (diretta), vera e, quindi, positiva, per me; qui,in questa pagina de Il sasso nello stagno, luogo che da cinque anni, ormai, propone di riscoprire la Persona (l’umanità di cui anche tu parli nel tuo commento) che è la base fondante di tutto il resto. Poesia compresa. Grazie per la lettura 😀

  6. beh, cos’altro aggiungere se non che mi trovate pienamente d’accordo! ho sempre odiato i circoli chiusi, i soloni del salotto ristretto, il dare avere (per dirla in italiano 😉 ) senza confronto o critica. Anche io, come molti, cerco una mia dimensione “scritturale”, e con alti e troppi bassi percorro la mia strada di scribacchino e non so immaginare niente di più inutile e controproducente della poesia o scrittura “similintellettuale”! Ovvero di quella mangiatoia d’inchiostro -simpatico- dove crogiolarsi nelle proprie piccole virtù di eletto sapendo di essere glorificato da chi a sua volta sa per certo che sarà anch’esso glorificato. Quindi uno scambio “alla pari” : tu mi piaci (per le tue note d’appendice dotte) e io che possiedo più o meno le stesse note ti piaccio a prescindere.
    Come diceva il mio vecchio medico condotto : non so se mi sono capito 😉

  7. ci sta ehehehe

    Occidentali’s Karma

    “Essere o dover essere
    Il dubbio amletico
    Contemporaneo come l’uomo del neolitico.
    Nella tua gabbia 2×3 mettiti comodo.
    Intellettuali nei caffè
    Internettologi
    Soci onorari al gruppo dei selfisti anonimi.
    L’intelligenza è démodé
    Risposte facili
    Dilemmi inutili.
    AAA cercasi (cerca sì)
    Storie dal gran finale
    Sperasi (spera sì)
    Comunque vada panta rei
    And singing in the rain.
    Lezioni di Nirvana
    C’è il Buddha in fila indiana
    Per tutti un’ora d’aria, di gloria.
    La folla grida un mantra
    L’evoluzione inciampa
    La scimmia nuda balla
    Occidentali’s Karma.
    Occidentali’s Karma
    La scimmia nuda balla
    Occidentali’s Karma.
    Piovono gocce di Chanel
    Su corpi asettici
    Mettiti in salvo dall’odore dei tuoi simili.
    Tutti tuttologi col web
    Coca dei popoli
    Oppio dei poveri.
    AAA cercasi (cerca sì)
    Umanità virtuale
    Sex appeal (sex appeal)
    Comunque vada panta rei
    And singing in the rain.
    Lezioni di Nirvana
    C’è il Buddha in fila indiana
    Per tutti un’ora d’aria, di gloria.
    La folla grida un mantra
    L’evoluzione inciampa
    La scimmia nuda balla
    Occidentali’s Karma.
    Occidentali’s Karma
    La scimmia nuda balla
    Occidentali’s Karma.
    Quando la vita si distrae cadono gli uomini.
    Occidentali’s Karma
    Occidentali’s Karma
    La scimmia si rialza.
    Namasté Alé
    Lezioni di Nirvana
    C’è il Buddha in fila indiana
    Per tutti un’ora d’aria, di gloria.
    La folla grida un mantra
    L’evoluzione inciampa
    La scimmia nuda balla
    Occidentali’s Karma.
    Occidentali’s Karma
    La scimmia nuda balla
    Occidentali’s Karma.”

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