Czesław Miłosz, Notizia

fiona watson (immagine a cura di Cartesensibili)

NOTIZIA

Della civiltà terrestre che diremo?

Che era un sistema di sfere colorate, di vetro affumicato,
Dove si avvolgeva e svolgeva il filo di liquidi luminescenti.

O un agglomerato di palazzi raggiformi
Svettanti da una cupola coi portali inchiavardati
Dietro cui camminava un orrore senza volto.

E che ogni giorno si gettavano i dadi, e a chi capitava un numero basso
Veniva condotto al sacrificio: vecchi, bambini, ragazzi e ragazze.

O forse diremo così: che abitavamo in un vello d’oro,
In una rete iridescente, nel bozzolo di una nuvoletta
Appeso al ramo d’un albero galattico.
E questa nostra rete era intessuta di segni:
Geroglifici per l’occhio e l’orecchio, anelli d’amore.
E risuonava al suo interno un suono, che ci scolpiva il tempo,
Il tremolio, il garrito, il cinguettio della nostra favella.

E con che cosa potevamo tessere il confine
Fra il dentro e il fuori, la luce e l’abisso,
Se non con noi stessi, il nostro caldo respiro,
Il rossetto, lo chiffon e la mussola,
Col battito, che quando tace muore il mondo?

O forse della civiltà terrestre non diremo nulla.
Perché cosa fosse non lo sa realmente nessuno.

Berkeley, 1973

Czesław Miłosz, da Da dove sorge e dove tramonta il sole – tratta da Poesie (a cura di Pietro Marchesani, Adelphi, 2013)

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One thought on “Czesław Miłosz, Notizia

  1. Quando è stato programmato questo articolo per Il sasso, la NASA non aveva ancora divulgato la notizia della scoperta di un ulteriore sistema planetario – di cui mi ha incuriosito il numero di questi pianeti, 7 – oltre quello di cui fa parte la nostra Terra. Una immensa scoperta, senza dubbi…eppure io continuo a pormi la stessa domanda del poeta polacco: “Della civiltà terrestre che diremo?” … e, nell’ipotesi si venisse in contatto con nuova vita, che farà l’Uomo, tenterà la “sua civilizzazione”, come ha fatto con i nuovi Paesi di questo pianeta, che incuranti ancora abitiamo? C’è sicuramente da riflettere su molte cose; soprattutto sulla teoria homo-sapiens-centrica che ci contiene tutti…

    22 febbraio 2017 – Alla fine il tanto atteso annuncio della Nasa è arrivato: è stato scoperto un sistema solare con 7 esopianeti, simili alla Terra, che orbitano intorno a una stella chiamata Trappist-1. Sei dei quali si trovano in una zona temperata in cui la temperatura è compresa fra zero e 100 gradi. Si tratterebbe di un gruppo di pianeti situati in una zona “abitabile” della nostra galassia. Con delle potenziali condizioni per lo sviluppo della vita. La ricerca, pubblicata su Nature, è stata coordinata dall’ università belga di Liegi.
    I sette pianeti, di dimensioni simili alla Terra, potenzialmente potrebbero dunque ospitare la vita. La scoperta dà la possibilità agli scienziati di studiare la presenza di vita all’esterno del sistema solare. Dei sette pianeti, tre si troverebbero nella zona in cui più probabilmente può esistere la vita e potrebbero avere sulla loro superficie acqua allo stato liquido. Mai osservati così tanti pianeti di questo tipo intorno a una stella “Si tratta della prima volta che osserviamo così tanti pianeti di questo tipo intorno alla stessa stella”, ha detto Michael Gillon, astronomo dell’Università di Liegi.
    Gillon è a capo del team internazionale che sta studiando Trappist-1, la stella molto più piccola del Sole attorno alla quale orbitano gli esopianeti appena scoperti. “Abbiamo compiuto un passo cruciale verso la possibilità di stabilire se c’è vita, su questi pianeti – ha continuato – Siamo in possesso di un potente spettrografo che ci consentirà di rilevare eventuali molecole di acqua, ossigeno e dunque eventuali forme di vita”.
    Una stella dieci volte più piccola del Sole- I sette pianeti sono molto vicini tra di loro e alla stella attorno alla quale ruotano. Trappist-1 ha una massa pari ad un decimo rispetto a quella del Sole e la sua luminosità è migliaia di volte inferiore. In ordine di distanza da Trappist-1, il loro moto di rivoluzione dura da un giorno e mezzo a circa 13 giorni. L’orbita del pianeta più distante non è ancora nota.
    Forse presente acqua allo stato liquido – I ricercatori hanno accertato che tre dei sette pianeti scoperti si trovano nella zona abitabile, cioè ad una distanza ottimale dalla stella per consentire la presenza di acqua allo stato liquido, come accade per la Terra e il Sole. “Dire che si trovano nella zona abitabile significa che potrebbero ospitare oceani… e potenzialmente la vita”, si sottolinea.
    Le prossime tappe – Ulteriori studi potranno essere condotti con il nuovo telescopio spaziale “James Webb” che la Nasa lancerà nel 2018. Allora, ha precisato Gillon, “potremo valutare esattamente le proprietà dell’atmosfera del pianeta e magari trovare anche dei biomarcatori, ovvero delle molecole come quelle dell’acqua, dell’ozono, dell’anidride carbonica, del metano che potranno indicarci se ci sia la vita su quei pianeti”.

    fonte: rainews.it

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