Paul Eluard e Fabrizio Clerici, poesia e pittura surrealista

Fabrizio Clerici - La teoria degli sguardi - 1973, olio su tavola, cm 128 x 138

Fabrizio Clerici – La teoria degli sguardi – 1973, olio su tavola

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Un anno un giorno lontani
Un passeggio a batticuore
Il paesaggio prolungava
Le parole e i nostri gesti
Il viale disviava
Ci crescevano le piante
Si placavano le pietre
.
E’ laggiù che siamo stati
Regolando ogni calore
Ogni utile chiarore
E laggiù abbiamo cantato
Era intimo il mondo
E laggiù abbiamo amato
.
Ci precedé una folla
.
E ci seguì una folla
Ci percorse cantando
Come sempre se il tempo
Più non conta né gli uomini
Quando il cuore si pente
Quando il cuore si libera
.

*

Paul Eluard, Il lavoro del poeta – IV  da Poesia Ininterrotta, Einaudi

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Fabrizio Clerici (Milano, 1913 – Roma, 1993). “Difficile definire Clerici: architetto, pittore, scultore, incisore, scenografo, sono solo alcune delle accezioni che gli appartengono. La sua poetica affonda le radici nel surrealismo e nella ricerca metafisica. Temi ricorrenti delle sue opere sono il mito, la trasfigurazione, il sogno, il viaggio, il magico. Leitmotiv di ogni sua rappresentazione è l’architettura – suo ambito ‘naturale’ visto che Clerici ‘nasce’ prima di tutto come architetto (si laurea in architettura a Roma nel 1937). Il suo interesse però subisce quasi subito una virata decisiva verso la pittura. È a Roma che conosce e diventa amico di Alberto Savinio, mentre più tardi conoscerà a Milano il fratello De Chirico e il dadaista Tristan Tzara. Ha spesso collaborato in veste di scenografo con personaggi come Giorgio Strehler, Federico Fellini, Luchino Visconti” (sito visionillusioni.it/index.php)

* * *

Paul Eluard, pseudonimo di Eugène Émile Paul Grindel (1895 – 1952), è stato un poeta francese, tra i maggiori esponenti del movimento surrealista. “Poesia ininterrotta, scriveva Franco Fortini, nella sua introduzione a questa versione, appare un culmine della poesia di Paul Eluard; pubblicata per la prima volta nel 1946, gli anni che ce ne separano non hanno toccato la vitalità di questo inno alla luce amorosa, dove il poeta ripete la vicenda che porta dall’orizzonte di uno alla coppia e da questa all’orizzonte di tutti” (dalla quarta di copertina dell’edizione Einaudi).

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