Angela Greco, affettuoso saluto ad una lugubre gondola. Con stima.

Il mio saluto ad una lugubre gondola…*
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Non vi meravigli quanto state per leggere; per una volta in cinque anni di blog mi permetto tanto, rivolgendo il mio scritto a qualcuno che ho chiamato maestro e che ha scritto pure la prefazione al mio ultimo edito. Ridiamo, che del doman non v’è mai stata certezza!! (Angela Greco)
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p.s. proprio per evitare polemiche avrei voluto non rendere disponibile la possibilità di commentare, ma mi è stato consigliato di lasciare questa possibilità… Ci sono cose che meriterebbero solo un rispettoso silenzio necessario a riflettere sulla situazione in cui verte la Poesia italiana…in mano a quattro personaggi che ne decretano il bello e il cattivo tempo. Riflettiamo, signori, che la vera ricchezza è quello che siamo capaci di sentire e trasmettere, perché senza umanità non c’è attività che regga. Nessuna. Poesia compresa.
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Alle idi di marzo un cesare sempre muore
anche cambiando carte in tavole a tutte l’ore.
Questa volta senza tradimento anzi tradendo
e tramando nella migliore delle tradizioni.
Tradurre lo sconcerto e lo sfacelo a cui è stato tolto il velo
porta a galla l’immensa falla dal puzzo di stalla
passato per odor di santità laddove necessiterebbe sanità
mentale, anche se fa male.
 .
Un giorno a qualcuno non andò più bene quel che si disse
e lo stesso al suo ego che lo trafisse, però, non sopravvisse
tanto che a furia di parlare nella fogna
si gonfiò al pari di una zampogna.
Gli animali da cortile starnazzando pro il vile
muti si ritrassero nel verde della bile.
Colto da gran tormento e preso da spavento
il gran signore tronfio di parole quatto quatto
sotto falso nome perpetrò il misfatto
e a casa d’altri fu scoperto come un balcone
facendo poco poco la figura di ciò che fa rima con Orione.
 .
Il poveretto, come lui chiamava gli altri, colto da sconcetto
ben comprese la favola di pinocchio facendone le spese:
un pezzo di legno anche se parlante
non sarà mai un signore pensante né tanto meno importante.
 .
Questa filastrocca, amici miei cari, è pseudo poesia
e forse non cambierà l’estetica di nessuna ontologia,
ma dirà con semplice umiltà a chi la leggerà
che il vero oro è quello che solo col tempo brillerà
Adesso proseguiamo pure con tutta la nostra vera poesia
e degli inventatisi maestri facciamo carta da gettare via.
L’unico vero dono da salvare per chi verrà
è solo e semplicemente la propria originalità
che non a caso fa rima con umanità.
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*
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2 thoughts on “Angela Greco, affettuoso saluto ad una lugubre gondola. Con stima.

    1. “con stima” era rivolto a me stessa.
      Ho stima di chi, come me, perde due anni a cercare di smentire quello che chiunque mi aveva detto su quella brava gente per poi scoprire che Vox populi vox Dei…

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