Il sasso nello stagno di AnGre ospite della social-page Pablo Paolo Peretti Copenhagen

Ieri il Sasso & io siamo stati ospiti di una interessantissima pagina-giornale (che vi invito a visitare) pubblicata sul social FB e curata dallo scrittore e poeta Pablo Paolo Peretti da Copenhagen (Pablo paolo peretti Copenhagen) con una breve presentazione di quanto realizziamo ormai da cinque anni in rete e qualche mia poesia. Ringraziando ancora Pablo per lo spazio accordatoci, vi auguro buona lettura (AnGre)

*

Lettera di presentazione con  poesie, di Angela Greco AnGre

Ciao Amici di Pablo Paolo Peretti Copenhagen (e non solo),
lietissima di incontrarvi in questo luogo multi-color e di scambiare con Voi qualche parola sugli argomenti che frequento anche io in rete ovvero la divulgazione poetico-artistica-letteraria e la poesia stessa. Sono Angela Greco, sul web addizionata con la sigla AnGre a causa di omonimie varie ed eventuali. Sono pugliese della provincia ionica, tra un mesetto compirò quarantun’anni, sono mamma, moglie e alcuni dicono anche un poeta (a questo punto siete invitati a sorridere, mi raccomando).
In rete da cinque anni accudisco, come uno di famiglia, un piccolo blog intitolato “Il sasso nello stagno di AnGre – insistenze poetico-artistiche per (ri)connettere Cultura & Persona a cura di Angela Greco & Co”, che mi ha dato soprattutto la possibilità di incontrare tanta bella gente. Mi piace presentare questa consolidata realtà, dove ogni tanto compaiono pure i miei scritti, che, anche tramite la fan-page su Facebook ed il profilo Google+, incontra in media quattrocento visitatori al giorno, riportando quanto si legge nelle info del blog stesso: “Il sasso nello stagno di AnGre fonda la sua azione sul credere che ci siano utilità maggiori — definite non a caso inutilità dal contesto sociale – e maggiormente necessarie di quella meramente economica e per questo ogni giorno propone con perseveranza “briciole”, presenze minime, per la parte più vera, meno curata e più dimenticata dell’Uomo; perché Poesia, Arte, Letteratura sono ancora assolutamente necessarie per la costruzione di quel plurale che può ancora designarci Persone. Gratuità, spirito di collaborazione e amore per la divulgazione poetico-artistico-letteraria caratterizzano fin dalla sua creazione questo luogo-blog, che vuole concretamente porsi, come risposta e alternativa alla situazione sociale vigente di appiattimento culturale e omologazione delle Persone” sperando di aver risposto in tal modo alle fatidiche e un po’ scontate domande che ancora oggi mi sento rivolgere da molti: “Ma chi te lo fa fare?”; “Ma perché non ti fai pagare?”; “Perché non condividi solo scritti tuoi?” alle quali io continuo a rispondere con nuove proposte di lettura, seguendo la saggezza della goccia, che nella sua insistenza spacca la roccia, identificata nello specifico nel contesto sociale ormai disabituato del tutto alla cultura del dono e della condivisione con il prossimo senza aspettarsi nulla in cambio.
Di contro, perché sicuramente non vivo in un idillio, poiché per natura ho sempre i piedi ancorati al suolo e la testa qualche chilometro più in là (sorridete ancora, mi raccomando), la frequentazione anche spesso solo virtuale dell’ambiente letterario, mi ha portato a conoscenza anche del lato meno nobile di questo mondo, fatto di continui scambi di favori, di approfittatori e canaglie che, però, nonostante l’impegno continuo, non sono ancora del tutto riusciti a sabotare il comparto sano, quello fatto di oneste Persone con l’iniziale maiuscola, grazie alle quali – perché ci sono, non dubitatene mai – continuo anche a scrivere poesie. Beh, sì, faccio anche questo, scrivo poesie e fino ad oggi, in un decennio, ho anche pubblicato alcuni titoli.
Per adesso mi ritengo semplicemente una persona sorridente, in pace con se stessa e grata all’Esistenza per tutto quello che mi ha dato e mi ha tolto, in un continuo ricambio vitale utile a scorgere sempre il sole in ogni mattino, anche nel più nebbioso.
Non ho capito bene, se la richiesta del gentilissimo Pablo, che ringrazio di cuore per questo spazio, ha trovato compimento in questo mio scritto, ma se avete domande per me, non esitate a porgerle. In chiusura, quattro miei brevi e recenti testi poetici per voi. Ciao!!

Angela Greco AnGre

*

IV stanza

Nel muro del paese vecchio ci sono una crepa ed un nido,
dov’è nato un fiore giallo in poco spazio, in nessuna terra.

La ristrutturazione ha un suo costo attento a tutto quanto impiegato.
Non mi meraviglio del dispendio d’anni e d’energia per questo
essere arrivata fin qui, a piedi scalzi e pietre attente ad ogni passo:
possedere le chiavi di casa. Un portafogli per ricordarmi,
nome cognome e indirizzo insieme alla fotografia.
Un rettangolo di carta avoriata incapace di contenere tutto il resto,
dove non si dirà mai che la cucina è la stessa di quando eravamo casa

(2015-2016)

§

Vanitas

Secco il fiore alla tramontana degli anni
ha perso colore. Intatto il numero dei petali.
Una corolla di domande alterne
e la medesima risposta.

Il ragno nel silenzio dell’angolo
intesse un lavorìo delicato
tra lo sguardo e il marmo.

§

Complicazioni in diagonale

Ho letto del frutto, del caso e della luna.
Il cielo ha le sue dimenticanze.
Trenta giorni, quattro stagioni e il mensile
da obliterare per salire a bordo.

Dicembre ha il lutto appeso al filo.
Rimandi luminosi e intermittenti.
Alternanza di rossi e neri. Numeri.
“Complicazioni in diagonale” le chiami.

«Di notte manca il sole – dici –
e potrebbe sembrare retorica.
Il silenzio non è lo stesso del giorno».
Ogni rumore è in vista dell’alba.

La fotografia delle prime luci,
la sveglia ed il secondo caffè sul tavolo.
I titoli annunciano un cambiamento.
Speriamo basti l’inchiostro fino a sera.

§

Canzone per Mimì

Mimì ha gli occhi colmi di bianco
la gonna scucita e la schiena nuda.
Non si mostra oltre il rito di una poesia.
Ha barattato la grande città con scarpe grosse
oggi abita la vita d’argilla e sud a cui appartiene.

Mimì gioca
con i grandi che non comprendono;
combatte il mondo brutto
ha la porta di casa aperta
e puoi entrare a leggere i suoi libri.

Mimì nasconde le unghie curate
tra le mani sporche di terra
dietro il vestito della festa
ché nessuno veda la gioia e il suo viso.

Minuscoli fiori ricamano il velo dei giorni.
Non importa quando tornerà il sole.
Mimì sa aspettare.

* * *
A.G.

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