Stefanie Golisch, Forse amore

di Stefanie Golisch

Il gobbo del quinto piano
.
A modo suo il gobbo del quinto piano
è un uomo felice. A casa tiene il ricordo
di un bacio. Fu una bambina e forse solo
un gioco. Lei non si era accorta della sua
vergogna e lui non aveva fatto caso che
lei era senza capelli. In un lungo pomeriggio
d’estate la vita si era completata
in un incontro casuale, leggero
come i destini degli uomini
.
.
.
Love poem
.
Mi mangi come il pane degli
uomini e io rispondo con la mia fame.
Tu sei la neve che tace e io la donna
che non dice la verità. Dopo
il desiderio, c’è altro desiderio: che la
nostro essenza inganno si possa confondere.
Tu ti vergogni e io canto.
Silenzioso te ne vai dalla
donna di tutti che in quel tempo ti chiamava
con nomi bellissimi e che tu chiamavi
con nomi bellissimi. Non siamo il
quadro degli amanti fiamminghi, ma la
fame del pane quotidiano quando si spezza,
la fame dopo la fame
.
.
.
Epitaffio
.
Ci siamo accorti dell’altro appena,
distratti dal vivere come si dice si deve.
Mi hai svelato il tuo segreto di
donna e io ho affidato a te la fiaba
degli inizi. In fondo all’inverno dovevamo
trovarci, per sempre secondo l’oracolo.
Ma tu hai atteso altrove e io ho atteso
senza risposta mentre cercavo invano
di rievocare la tua nudità. Ci siamo mancati
e quasi dimenticati e ora ti chiamo
amore perché sia per noi
parola senza pietà
.
.
.
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Stefanie Golisch, tedesca di nascita, legge e scrive da molti anni a Monza.
Immagini: in apertura, Nikita Knikta e  in chiusura, Hilm af Klint – entrambe gentilmente fornite dall’Autrice.

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4 thoughts on “Stefanie Golisch, Forse amore

  1. E’ un incontro particolarmente gradito, per me, quello con la poesia di Stefanie Golisch, che ringrazio di cuore anche per la cortese disponibilità a mezzo e-mail, e sono davvero molto felice che abbia accettato il mio invito a proporre ai lettori de Il sasso nello stagno di AnGre alcune delle sue poesie. Leggiamo una poesia d’amore, quella presentata in questi tre componimenti scelti dall’autrice stessa, lontana dall’idea classica che spesso abbiamo di questo tipo di poesia: è un amore reale nei suoi aspetti anche, ma direi soprattutto, meno dolci, che tratta soggetti che potremmo in qualche modo definire di secondo piano (e leggo del gobbo e della bambina senza capelli) non abbellite nelle attese del lettore; aspetti esternati, però, con una grazia ed un talento non indifferenti, con un occhio sul particolare il più delle volte tralasciato da tanta poesia in favore di figure e situazioni più canoniche, armoniche e più facilmente accettate. L’autrice sembra non essere gravata da nessuna tradizione, da nessuna sovrastruttura e questo conferisce ai suoi versi una particolarità ed un piacere nella lettura degli stessi, non facilmente riscontrabile.

  2. la poesia di Stefanie Golisch ha una sua precisa connotazione, discreta e silenziosa, ma non minimalista. Un poetica particolare intrisa di immagini tratte dalla visione del quotidiano, poco concede al fronzolo, ma chi se ne frega delle ridondanze: i versi sanno rimbalzare nel lettore come le palline d’acciao di un vecchio flipper, entrano, rimbalzano, lasciano tracce precise. E solo la bellezza sa tracciare.

  3. Grazie a Angela per aver ospitato le mie poesie a casa sua e a Flavio…. per le vostre letture nelle quali mi trovo pienamente…
    Io penso sempre: se la poesia c’è, c’è dappertutto, se no, da nessuna parte…
    Buona giornata di sole e un caro saluto,

    Stefanie

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