Pietro Lorenzetti, Entrata di Cristo in Gerusalemme (Domenica delle Palme)

L’ingresso a Gerusalemme di Gesù è un evento descritto dai vangeli. In occasione della sua ultima pasqua Gesù si recò nella città santa di Gerusalemme dove fu accolto, come Messia, dalla folla festante, che lo acclamò gridando Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, agitando rami d’ulivo e di palma. L’evento è ricordato dalla tradizione cristiana nella “Domenica delle Palme” in apertura della Settimana Santa, in cui si ripercorrono le tappe della passione di Gesù.

L’Entrata di Cristo in Gerusalemme è un affresco di Pietro Lorenzetti, facente parte delle Storie della Passione di Cristo, collocato nel transetto sinistro della basilica inferiore di San Francesco ad Assisi. Il ciclo è databile al 1310-1319 circa; questa è la prima scena del ciclo e si trova sulla volta a botte. L’artista la rappresentò partendo da un’iconografia tradizionale – Cristo che avanza da sinistra verso destra seguito dagli Apostoli, con la gente di Gerusalemme che gli si fa incontro uscendo dalla città sul lato opposto – rinnovandola con alcune invenzioni di grande effetto.

I due gruppi di figure si incastrano lungo i bordi del dipinto, generando un angolo ottuso molto divaricato, che ha il vertice nella figura di Cristo, posto in primo piano vicino allo spettatore. Gesù incede sull’asinello vestito con un sontuoso mantello blu bordato d’oro e avanza benedicendo la folla, la quale al suo passaggio lancia rami di ulivo (come i due fanciulli sulla terrazza rocciosa a sinistra, uno dei quali si sta arrampicando su un albero) e stende drappi sulla via. In questo angolo colmo di figure umane, se ne incunea un secondo, dai lati paralleli, formato dalle mura di Gerusalemme, dalla porta urbica e dagli edifici monumentali, che sporgono con scorci arditi, prospetticamente validi, ma non raccordati a un unico punto di fuga. L’effetto compositivo è quello di una tridimensionalità spaziale estremamente dilatata.

Tutta la scena è ricca di dettagli minuti e preziosi. Ad esempio, le forme e le decorazioni degli edifici (la rotonda con archetti rampanti, il palazzo con i medaglioni, i portafiaccole, gli scudi araldici appesi, il balcone con la pertica su cui è steso un asciugamano, la scaletta lignea interna, la porta cittadina con intarsi cosmateschi, la volta stellata a crociera e un finto mosaico con due figure a monocromo su fondo oro), dove spesso i trafori mostrano sottili stralci di cielo, oppure le pose sinuose e le vesti eleganti del gruppo di cittadini a destra, che in alcuni dettagli anticipano i lavori di Ambrogio Lorenzetti, che da qui trasse ispirazione, come negli Effetti del Buon Governo. Se questa metà è sostanzialmente gotica, nel fluire delle linee, nella metà sinistra le linee sono più sobrie e le figure degli apostoli sono modellate attraverso i volumi dei panneggi, finemente chiaroscurati in tonalità più intense ed evidente è la derivazione dal modello di Giotto. Gli apostoli sono colti ciascuno nella propria individualità: in primo piano si riconosce Giuda Iscariota, già senza aureola, vicino a san Pietro col quale scambia uno sguardo; dietro di loro un altro, forse Giacomo il maggiore, distratto dai bambini che lanciano rametti di ulivo, ruota vistosamente la testa. Un altro particolare realistico e affettuoso è quello del bambino rosso-vestito che, dall’altro lato, fa capolino tra due ragazzi con vesti azzurre, affacciandosi da una sorta di sipario, come dipingerà poi Ambrogio Lorenzetti il figlio del calzolaio, sempre nel Buon Governo.

Splendida, in tutta la scena, è la ricchezza cromatica, mai scontata, intonata su colori tenui e su una gamma di bruni che, con il cielo azzurro realizzato in blu oltremarino, fanno particolarmente risaltare i dettagli in oro, testimonianza della sontuosità raggiunta dalla decorazione della basilica in quel periodo.

Tratto ed adattato da Wikipedia – Bibliografia: Chiara Frugoni, Pietro e Ambrogio Lorenzetti, in Dal Gotico al Rinascimento, Scala, Firenze 2003.
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2 thoughts on “Pietro Lorenzetti, Entrata di Cristo in Gerusalemme (Domenica delle Palme)

  1. Bello l’articolo al quale mi permetto di aggiungere un modesto contributo sull’artista.
    Le novità giottesche e romane (Pietro Cavallini), influenzano anche Pietro Lorenzetti, destinato a divenire l’artista più avanzato, dopo Giotto, nelle ricerche sulla tridimensionalità prospettica. In questi affreschi di Assisi ciò che più colpisce è soprattutto l’intensità drammatica che si percepisce sia nei volti dei personaggi, sia nella composizione complessiva delle scene.
    L’artista opera una sintesi tra eleganze gotiche e razionalità costruttiva, propria del linguaggio giottesco, che non ha eguali in tutto il panorama artistico italiano.

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