Karel Šebek, Nulla ovvero il treno della speranza

Karel Šebek, Nulla ovvero il treno della speranza

Ci avviciniamo l’un l’altra
come due fiori colmi di api o come rinoceronti infuriati
sempre che sia davvero io
ho aspettato tutta la notte
che si aprisse il libro della mia vita e scivolasse la mano dal guanto rosso brillante ……………[fluorescente nel buio
la mano col pugnale la mano di coralli mille mani in una sola
il deserto pieno di ratti e io
finalmente davvero qui almeno le punte delle dita sono mie
sull’alta roccia dell’odierna giornata
sei lì dove la mia vista non arriva col telescopio astronomico né col microscopio delle ……………[mie parole
perché fai amicizia con le aquile perché intoni il loro canto
in cui gemono tutti i bombardieri del mondo e gli squali inferociti
l’angoscia che copre tutto
è un uomo in un mantello nero senza volto
l’enorme ombra del padre proiettata sull’intero continente
mentre io
in una tenda di ali di farfalla
nel mio confessionale fracassato
qui sull’ultimo pezzo di carta
del tutto solo e nudo come questo momento
enormi spine nere si avvicinano da ogni lato
quanto lontano da te quanto vicino a me e viceversa
una persona del tutto estranea che non conosco
scrive qui a macchina con le mie dita insanguinate
ancora domani
quando i treni notturni investiranno il fragile pupazzo che ho davanti agli ……………..[occhi quando mi assopisco
l’angoscia con la sua linea di fuoco attraverso il globo di questo minuto
si può ormai andare solo su e giù
uccido l’assassino in me
d’improvviso tutti ciechi vedono dei colori meravigliosi quando batto un altro tasto …………….[scompare tutto
scrivo in modo da poter d’ora in poi solo zittirmi per sempre
con la testa drizzata con le mie mani e piedi
le rondini si scontrano in volo cadono a terra l’erba come una lama affilata
la tua testa rotta quando ti lanciasti contro il mondo in sogno
dici una parola in modo che possa tacere tutto il resto della vita
il pipistrello
.
…………………………………………..(1971)

 

Agente doppio di se stesso, castoro-conquistatore, protettore e protégé di sua nonna, usurpatore e liberatore segreto di Jilemnice, mascotte e fantasma degli Istituti di Dobrany, Sadská e Kosmonosy, guardiano notturno e scrivano che con la sua veglia ha impedito che la realtà si addormentasse per sempre. Nato il 3 aprile 1941 a Jilemnice, misteriosamente scomparso nella primavera del 1995 (come lui stesso aveva predetto in un testo degli anni Sessanta Il mondo si punisce e piange: “I cani da caccia non fiutano ancora il luogo dove una volta mi smarrii del tutto”); dal momento che il suo corpo non è stato mai trovato, si può supporre si sia trattato di omicidio più che di suicidio, che in precedenza aveva invano tentato più volte.” (dall’Introduzione di Petr Král)

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Tratto da 3 x nulla – cura e introduzione di Petr Král, trad. di Antonio Parente, edito da Mimesis collana Hebenon, 2015 (si ringrazia Roberto Bertoldo per questo testo).

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Karel Šebek (nota bio tratta dal sito il ponte del sale) nasce a Vrchlabi il 3 aprile 1941. Poeta, collagista, paracadutista di poesia. I suoi scritti sono apparsi, tra l’altro, sulle riviste ceche “Analogon”, “Literarni noviny”, “Tvar”, “Orientace”, “Host”, “Vokno” e “Doutnik”, in Francia su “La Crécelle Noire”, “Camouflage” e “Melog”, in Italia su “Hebenon”. Inoltre, è presente nelle antologie Surrealistické vychodisko (Via d’uscita surrealista, 1969), Cesti prokleti basnici (Poeti cechi maledetti, 1998) e Le surréalisme en Tchéchoslovaquie (Parigi, 1983). Ha alle spalle una trentina di tentativi di suicidio; l’ha sempre scampata, ma dall’aprile del 1995 risulta scomparso. Può darsi che si sia avverato il suo sogno da bambino, il suicidio. Ha pubblicato le seguenti raccolte: Ruce vzhuru (Mani in alto, 1990), Probud se andeli, peklo spi (Svegliati angelo, l’inferno dorme, 1994), Ani hlt motyla (Nemmeno un sorso di farfalla, insieme con Eva Valkova, 1995), Divej se do tmy, je tak barevna (Guarda nel buio, com’è varipinto, 1996). E’ del 2015 3 x nulla, poesie, edito da Mimesis nella collana Hebenon.

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