Mario Benedetti, Un buffone e un angelo

Il sasso nello stagno di AnGre

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Un buffone e un angelo

Abbiamo dentro un buffone e un angelo
un santo e un carnefice
un ubriaco e un saggio
.
abbiamo tutti un addio con pianto
un pioppo incontrollato
due tre benvenuti
.
tutti guardiamo attraverso il sogno
di vetri opacizzati
o di amori autunnali
.
la tramontana ci spettina in un attimo
se ancora conserviamo
un fiordo di calvizie
.
siamo alla mercé delle mercedi
delle parole dette
di quelle mai più dette
.
c’è una fortuna che ci viene data
e un’altra che noi stessi sviluppiamo
con un po’ di fortuna
.
quando di notte ci inventiamo
il risultato è così splendido
che non ci riconoscono

.

Mario Benedetti, da El mundo que respiro / Il mondo che respiro, in Inventario, a cura di Martha L.Canfield, ed.Le Lettere.

immagine: opera di Joanna Sierko

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2 thoughts on “Mario Benedetti, Un buffone e un angelo

  1. L’immagine é affascinante di un interesse che resta incollato al quadro e poco importa decifrarlo.
    La poesia imbriglia poi lentamente si scioglie, così dissolvendosi si scorgono propri pezzi di vita quindi in questa concordanza retorica si torna al dipinto.

  2. “quando di notte ci inventiamo
    il risultato è così splendido
    che non ci riconoscono”

    ecco Benedetti che rende in versi l’opera della Sierko che molto ha lavorato sugli angeli e che per questo mi ha attratta. In particolare questo dipinto l’ho scelto per il gesto delle ali tolte, così come si può vedere in altre opere della stessa pittrice, come “Filipowska” del 1960. Un tema, quello dell’angelo conteso fra umanità e divinità che realmente ci ingarbuglia e coinvolge tutti, secondo me… Un tema, quello dell’angelo in poesia, reso in maniera sublime da Rilke…

    “Con un cenno della fronte respinge
    lungi da sé ogni vincolo, ogni limite
    perché per il suo cuore passa alto e immenso il ciclo
    degli eventi che ricorrono eterni.
    Nei fondi cieli scorge una folla di figure
    che lo chiamano: riconosci, vieni -.
    Ciò che ti pesa, perché lo sostengano,
    non affidarlo alle sue mani lievi.
    Verrebbero nella notte a provarti nella lotta,
    trascorrendo la casa come furie,
    afferrandoti come per crearti
    e strapparti alla forma che ti chiude.” | L’angelo, R.M.Rilke

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