Proposte dagli autori: Giovanni Perri, poesie da “e mi domando la specie dei sogni”

Giovanni Perri, da e mi domando la specie dei sogni (Terra d’ulivi edizioni, 2017)

.

Irreprensibili

Ho il sospetto di non essere mai nato (oppure sono nato mille volte
ed ora sono morto qui in quest’attimo di treno che sferraglia)
Se solo potessi cogliere intatte le forme che finiscono Certo che crederei in ciò che sto leggendo ed anche in te che ti ho di fronte adesso mentre mi parli di un paesaggio che non colma lontananze
.
Siamo tempo a finire, allungati, incolumi, invisibili, alberi e case che non sono
versi tornanti d’aria
appena tremolanti tra i ginocchi e le stelle
come quest’acqua nel bicchiere
che sente il treno e lo mantiene
.
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Poesia n.100
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ecco: noi siamo in un tempo liquido:
un prisma di soglie marine
un tumulto informe:
siamo il colore dell’acqua
l’eco riposta nel vetro
abbiamo nuvole nella testa
e abbiamo mani che fanno piovere:
.
veniamo da nord da sud da niente
siamo piedi in disordine
senz’altro andiamo
ed è questa l’unica origine
questo contenitore di musica pieno di angoli
questo giro di suoni continui:
.
siamo occhi a perdere
.
qualcosa da scrivere che ci dia almeno il senso
di una ferita ignota
.
.
.
Senza titolo
.
Un arcolaio di parole abbiamo: e un sudore nel legno:
un fiato meccanico a spostarci indietro, in alto un sogno da combinare
Siamo nel mezzo:
nel fianco dello specchio scoperto
all’incontrario
dentro una quinta astrale
La vita che ricama uccelli in un lenzuolo
un cielo d’acqua e un bere a piene mani
e tu che pieghi pagine del tempo e parli parli saltando la punteggiatura
.
e mi leggi ad orecchio
e mi racconti l’arte di piangere dai miei dolori
e mi raccogli e mi sbandi
alla testa e mi sbagli
con i miei occhi di vetro e la mia plastica viva fantasia
.
che te lo scrivo alle bocche del cuore
e te lo stampo agli occhi il senso
del vivere e morire
soli
in tanto mondo
.
Se fossi organico fiore
di spazi inchiodati alla terra
e avessi misura delle voci
e cognizioni d’erba
Se fossi te nel mio raccordo di frasi
te labirinto d’occhi annodati
riscriverei il tempo d’un bacio in una conca d’aria
e t’amerei d’ore infinite libellule
perché ho un pensiero girotondo
e un corpo ippocastano
e scrivo
e vivo e vegeto cosmogonie
.
e te la incido sulla lingua la bellezza
e te la taglio piano volando
la voce del mare
che ti tiene a me
mia leggerezza
.
.
.
Giovanni Perri nasce a Napoli nel 1972. Comincia a pubblicare in rete nel 2013 dove convoglierà buona parte dei suoi precedenti scritti e molti altri a seguire (racconti, interventi critici e soprattutto poesie) che entreranno, con la frequentazione in gruppi, siti, blog, in fanzine di vari collettivi, riviste, antologie. Partecipa a due concorsi letterari di rilievo nazionale: nel 2013 “Premio Rolando” e nel 2016 premio “le trame di Neith” vincendo in entrambe le occasioni il primo premio. “e mi domando la specie dei sogni” – da cui è tratta questa nota – è il suo primo libro di poesie edito nei tipi “Terra d’ulivi”. Dice di sé: “non sono in grado di svelare il mistero della poesia e non so dire se i miei versi abbiano in qualche misura il merito d’attraversarne il battito; tuttavia sento, da qualche parte, un motivo, una ragione di fondo, per cui inclino alla magia di renderne l’impenetrabile forma; tanto molteplici mi appaiono i segni della vita, che una pur minima formula m’arriva necessaria al soccorso delle lettere che in ogni direzione mi contengono.” [immagine d’apertura: due opere di Christian Schloe]
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Si ringrazia l’Autore per la proposta di lettura della sua nuova opera e per la stima nei confronti de Il sasso nello stagno di AnGre.
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9 thoughts on “Proposte dagli autori: Giovanni Perri, poesie da “e mi domando la specie dei sogni”

  1. Nel dare il benvenuto a Giovanni Perri su questi lidi, voglio anche ringraziare oltre lui e la sua poesia, Felice Serino, amico di questo blog e persona squisita, per avermi dato la possibilità di venire in contatto con un autore pubblicato nella mia terra salentina, con una casa editrice tra i cui titoli mi ci ritrovo anche io, agli esordi della loro collana di poesia con un fuori-collana, appunto.Quindi è una sorta di ritorno in una famiglia, per me, ogni libro delle Edizioni Terra d’ulivi e sono stata molto contenta di accogliere questo lavoro edito agli inizi del 2017.

    Un libro, “e mi domando la specie dei sogni”, in cui convivono senza conflitti versi di varia lunghezza e differenti esperienze poetiche, che spaziano dai classici lirici della tradizione italiana fino a versi lunghi e prosa poetica così sperimentati e tentati in quest’ulimo periodo letterario. Perri conosce il mestiere della poesia e sa bene come arrivare al lettore, usando senza parsimonia tutti quegli elementi che ai più rendono cara la poesia per quella identificazione e condivisione delle esperienze del soggetto poetante e per la presenza costante di un “io” al quale quasi non ci si può non affezionare nello scorrere delle pagine.

  2. Ringrazio il sasso nello stagno per l’ospitalità: Angela Greco per la gentile attenzione; Felice Serino per aver determinato e favorito l’incontro dei miei versi col “sasso”.

  3. Perri trascina dentro il Suo parlare, avvincente in un nulla colorato.
    La lettura é avvolgente sempre che sappia concludere in fretta. Le prime due composizioni riempiono e concludendo permettono che la eco dei suoni resti nella mente chiusa al giudizio formale perché assorbiti dal piacere di questa immersione.
    Grazie Perri.

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