Juan Ramón Jiménez, Temporale

gabriel pacheco

Juan Ramón Jiménez, da Diario di poeta e mare, Passigli Editori

Non ci si vede e si vedono istantanee luci bianche. Nervoso, aspetto un tuono che non odo. E voglio scostare con le mani l’enorme rumore di taxi, di treni, di tram, di macchine che battono, e far luogo al silenzio che mi anneghi nel suo golfo di pace, nel cui cielo io senta risonare e passare il temporale. Non so se il tuono c’è o non c’è. E’ come quando nell’ombra incancellabile d’una notte remota di campagna crediamo che ci sia qualcuno accanto a noi e lo sentiamo vicinissimo senza vederlo. Che infinità di piccoli taxi, treni, tram, di piccole case in costruzione, nella breve intensità della mia testa! Fino a oggi, che non odo, nel temporale, il tuono, non ho udito quale rumore fosse questo di New York… Piove. Non ci si vede. E si vedono istantanee luci bianche.

102 – New York, 18 aprile

.

Juan Ramón Jiménez : poeta spagnolo (Moguer, Huelva, 1881 – San Juan, Puerto Rico, 1958) è stato un autore dalla limpida semplicità espressiva vicina al simbolismo, nelle sue poesie associa a una raffinata ricerca lessicale  una crescente ansia metafisica che lo porta a una posizione sempre più contemplativa. Tra le sue raccolte: Platero y yo (1914; edizione completa 1917) e Animal de fondo (1949).Premio Nobel per la letteratura (1956).

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