FUORI DALLO SCAFFALE – antologia di testi poetici non allineati a cura di Flavio Almerighi e Angela Greco (e-book scaricabile)

Il mondo cambia in fretta, la barbarie non è mai finita, anzi… Il futuro è ipotecato e improbabile. Il moto di appartenenza limitato a parrocchie senza accoglienza. Perduta la memoria ne conserviamo frammenti, polvere di ostie consacrate annidate in una pisside terminata la messa. Ci hanno dato il consumismo perché noi e i nostri figli non potessimo più farne a meno, poi ce lo siamo lasciati sfilare mentre eravamo al telefono, addormentati davanti al televisore. La democrazia, ci è stato detto, è un bene retorico e deperibile. Rimane il silenzio di noi abulici, tutti uguali, che non sappiamo più fare. L’uomo saggio si identifica con il “cazzaro”. (Flavio Almerighi)

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“FUORI DALLO SCAFFALE – antologia di test-I poetici NON ALLINEATI (l’ordine è casuale)” è voce di autori che non condividono l’imperante clientelismo a cui oggigiorno pare adeguarsi chiunque. Clientelismo, che nel momento in cui si tenta di controbattere semplicemente ti estromette, ti mette fuori, appunto, dallo scaffale del Mondo. Gli Autori – a cui va un grazie di cuore per la stima e la fiducia accordati a Il sasso nello stagno di AnGre – che gratuitamente e gentilmente hanno concesso i loro testi, unitamente ad altre esperienze condivise dal web, vogliono soltanto fornire uno spunto di riflessione, uno spiraglio nella cortina impenetrabile della “casta” teso al reale smantellamento, mattoncino per mattoncino, di quanto sta impoverendo l’Essere Umano. (Angela Greco AnGre)

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“F U O R I  dallo  scaffale

antologia di test-I   N O N   A L L I N E A T I”

 CLICCA QUI per leggere i testi e per scaricare il pdf \ e-book

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sono un vagabondo e semino parole da un buco della tasca…” – “Credevo che per i poeti fosse venuto il tempo della peste, il tempo della fine: la fine dei canti, delle odi, dei poemi, di tutte le vecchie, ammuffite sciocchezze. Per i poeti che, come passeri disperati, lasciavano i loro escrementi dappertutto. Ero nauseato dai cuori delicati che i poeti ostentano sul palmo delle mani, insanguinati trofei della loro guerra con la vita, ch’essi si portano dietro lungo le autostrade e le scorciatoie dell’esistenza, gridando: “Aiuto, aiuto!” con la bocca sanguinante, benché sappiano benissimo che nessuno li ascolterà.” (Emanuel Carnevali, da Il primo dio, Adelphi)

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“Il disagio degli uomini di cultura si fa sempre più crudo nel mondo. Coloro che soltanto a diporto e per i loro scopi più o meno politici frequentano le arti e le scienze non hanno motivo di soffrire di questa disdetta: e i bari della cultura, pronti a seguire ogni padrone tranne la verità, non hanno ragione di allarme. Ma per i poeti, gli artisti, i filosofi, gli scienziati di buona fede, in questa vecchia Europa, questo è tempo di desolazione.” – (Francesco Flora, in Hebenon, IV serie, n.13-14, Aprile – Novembre 2014)

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— Gli Autori dell’antologia continueranno a farci compagnia per tutta l’estate con i loro testi riproposti singolarmente o in coppia (a seconda della lunghezza) sulle pagine de Il sasso nello stagno di AnGre 

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15 thoughts on “FUORI DALLO SCAFFALE – antologia di testi poetici non allineati a cura di Flavio Almerighi e Angela Greco (e-book scaricabile)

  1. Felice per il raggiungimento di un buon obbiettivo, da una parte qualità alta, dall’altra questa ottima collaborazione, rinnovo il ringraziamento agli autori.

  2. Sappiamo bene la difficoltà che questa nostra proposta troverà presso la grande maggioranza degli “addetti ai lavori” – e siamo pronti a ricevere critiche purché tese alla costruzione ed esenti da rancori personali, parole poco eleganti e riferimenti a realtà non citate nell’articolo – ma non ci scomponiamo più di tanto, lo sapevamo e non a caso il titolo… Dare una alternativa, per me, è una dichiarazione d’affetto verso i lettori, perché realmente si fornisce uno strumento per la libertà, che, poi, è quello che sempre si dovrebbe volere per le persone a cui teniamo, che siano libere di scegliere, libere di starci accanto e libere pure di mandarci a quel paese!

    Informo autori ed amici che questo e-book rimarrà permanentemente qui sul blog e rimarrà disponibile e scaricabile sempre, cliccando l’icona-fotografia che compare alla fine della colonna a destra sulla home page. E’ un segnale minimo, ma è un segnale concreto di cambiamento della visione stessa della Poesia, ormai solo e soltanto alla mercé di un dare-avere inaccettabile.

    AnGre

  3. Ringraziando per l’equilibrata e sapiente alternanza tra testi poetici e canzoni, aggiungo questa interpretazione di Piero Ciampi, un canto randagio e disadorno, il passo incerto, l’emozione che viene a galla, unica, lancinante, senza scampo, nella verità della voce, limpido, definitivo specchio dell’anima.

    1. Ti ringrazio di cuore per l’apprezzamento di questa figura gigantesca di poeta “prestato” alla canzone. Verissimo, questo è un altro canto forte, lancinante, di quel vizio che condannò Piero Ciampi alla miseria e a una vita di stenti. Memorabili le sue serate in locali dove si esibiva spesso completamente ubriaco.

  4. “”” Il lume accanto allo scrittoio –
    Noi proviamo in questa notte a scrivere della vita e della morte. La letteratura ufficiale ancora adombra con grave e dimessa incuria la volontà di lenire (sorridere è uno stile come tacere) e ispira, subìto pentita, nuove rinnovate schiere di verseggiatori sentimentali e scolari giustamente beffardi. In queste nostre pagine dunque noi proviamo a far vivere ogni nostro dolore o limite o sofferenza o gioia poiché vogliamo ridare allo scritto, un pensiero vergato perché rimanga, il suo più immediato valore che è quello di partecipare esso stesso del vivere, e far vivere anche noi che fuggiamo altrimenti, nel suo duplice calore di ricordo e d’attesa. Poiché del presente il pensare è fuggiasco.
    E noi, noi moderni, costretti a sperare o dimenticare, riviviamo ogni giorno un giorno troppo uguale. Si perde così ogni passione.
    Anche perché le passioni non più scritte o coltivate in una scrittura interiore son tutte eguali.
    E il piacere è gioia e la gioia è dolore.
    E il ricordo felicità e la felicità dimenticanza.
    Allora non più i nostri versi si ingannano se appaiono confusi, ma ben più grato è il nostro amore per essi se un disteso piacere li rende aggraziati e al contempo un rigore di pensiero li provi al diffuso dolore.
    Per non rischiare di contemplare i nostri volti abbiano scritto di essi. Poiché un volto pur bello, e se bello ancor più, ha la virtù di sparire rimediarsi allontanare il suo più profondo rilievo.
    Altrimenti in quelle parole a fatica tratte a descrivere passioni e orrori la bellezza è seconda. Il favore che ad esse parole scrivendo chiediamo è di rifletterci il volto mille volte lo stesso le mille volte che esso, è mutevole il tempo, s’acciglia e si trasforma.
    Non è semplice chiedere questo; è come sedurre il destino, ma nell’opera è l’opera. Il merito e il valore ce ne disinteressiamo.””” Beppe Salvia

    1. Grazie Sarino per il pregevole e graditissimo contributo che ci sprona fin da oggi ad una seconda proposta “fuori dallo scaffale” dove includere tutti i poeti che a malincuore non abbiamo inserito solo per motivi di spazio / peso del pdf, perché potesse essere più agevole da scaricare ed aprire.

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