Leonardo e l’Uomo Vitruviano, a cura di Giorgio Chiantini – sassi d’arte

Leonardo e l’Uomo Vitruviano, a cura di Giorgio Chiantini – sassi d’arte

Il più famoso tra i disegni di Leonardo rappresenta l’unione simbolica tra arte e scienza: l’uomo Vitruviano è perfetto all’interno di due figure geometriche, il cerchio e il quadrato, forme considerate perfette dal filosofo greco Platone. Si tratta di un disegno esclusivo, una rappresentazione unica nel suo genere e soprattutto innovativa. L’opera è stata interpretata grazie ai due testi esplicativi presenti nella parte superiore e in quella a piè di pagina ed è interessante il rimando delle note ad un passo di Vitruvio, architetto e scrittore romano ritenuto il più famoso teorico di architettura di tutti i tempi (Marco Vitruvio Pollione, Marcus Vitruvius Pollio, 80 a.C. circa – dopo il 15 a.C. circa, attivo nella seconda metà del I secolo a.C.).

Durante i 20 anni che trascorre a Milano, oltre alla meccanica e all’ingegneria, Leonardo si appassiona in modo straordinario all’anatomia: la dissezione di corpi umani è ampiamente diffusa nelle università e nelle botteghe e l’artista entra ed esce dagli ospedali, dove esercita questa pratica in modo ufficiale e autorizzato. Leonardo ha imparato a sezionare i cadaveri presso la bottega del Verrocchio, dove tale pratica era un esercizio frequente. Al suo maestro, però, interessava soltanto come fossero fatti muscoli e ossa per poi definirli nel migliore dei modi nella scultura e nella pittura; Leonardo, invece, pratica tale attività per capire il funzionamento dei singoli organi interni, muscoli, tendini, ossa ed i rapporti fisiologici tra essi.

Ben presto passa da un interesse formale ad un interesse scientifico, indagando e accumulando una quantità enorme di notizie. L’interesse ossessivo di Leonardo per il corpo umano include presto anche la riflessione filosofica ed oltre a descrivere ciò che osserva, si interroga anche sul ruolo dell’uomo nell’universo. Nel 1496 conosce Luca Pacioli, un frate appassionato di matematica e geometria, grazie al quale l’artista si accosta alla ricerca scientifica con uno sguardo più intellettuale e per la prima volta riesce ad elaborare teorie, che non hanno nulla da invidiare ai filosofi del tempo. Il cosiddetto Uomo Vitruviano ne è la prova. Nel celebre disegno, figlio dei suoi studi di anatomia, un uomo compare all’interno di un cerchio e di un quadrato; a prima vista è solo il disegno di un uomo realizzato con quattro braccia e quattro gambe, che sfiorano una circonferenza e i lati perpendicolari di un quadrato, ma dietro questo curioso disegno c’è molto di più.

Vitruvio, nel trattato De Architectura, una specie di bibbia per progettisti che viene riscoperta nel trecento dagli artisti, dimostra che alla base delle dimensioni e della forma dell’uomo esiste un ordine geometrico, matematico e proporzionale. In sostanza un’armonia che può essere calcolata con precisione. Le analisi dell’autore latino non hanno nessuno scopo filosofico, ma solo quello di dettare canoni precisi per chi dovrà cimentarsi con la figura del corpo umano, cioè pittori e scultori; infatti, tali regole verranno seguite scrupolosamente da artisti quali Piero della Francesca, Donatello e Leon Battista Alberti.

Leonardo studia il trattato e ricalcola le misure dettate da Vitruvio – in quanto non esatte – e dimostra che le singole parti del corpo si sviluppano in proporzione secondo la sezione aurea, un rapporto numerico che regola tutte le forme esistenti in natura, comprese le dimensioni di piante, fiori, alberi e montagne. C’è da tenere a mente che gli uomini del Quattrocento ambivano a trovare la regola che spiegasse ogni segreto nell’universo e la sezione aurea sembrava la risposta a ogni loro interrogativo sulle proporzioni. Leonardo, allora, dimostra che il corpo umano si può iscrivere perfettamente all’interno di un cerchio o di un quadrato, le forme più semplici alla base della geometria euclidea, e anche se è difficile immaginarlo, all’epoca questo disegno fu assolutamente rivoluzionario. Le due strutture geometriche rappresentano la creazione: il quadrato rappresenta la Terra, mentre il cerchio il Cielo; l’uomo entra in contatto con le due figure in maniera del tutto proporzionale e ciò rappresenta la natura perfetta della creazione dell’uomo in sintonia con Terra e Cielo che, nell’ insieme, rappresentano l’Universo. L’uomo entra perfettamente in entrambe le figure e ne costituisce il Centro: questa dimostrazione ha una portata dirompente, poiché afferma che non più Dio, ma l’uomo è il centro del mondo. Un cambio totale di prospettiva rispetto al Medioevo.

Leonardo non è il primo a ragionare su questa teoria, che è già nell’aria da diversi anni, ma con l’Uomo vitruviano riesce a renderla concreta e indiscutibile. Ecco perché ancora oggi questo disegno è considerato l’icona del Rinascimento, rappresentandone di fatto il ritratto perfetto, un elogio delle proporzioni e la dimostrazione che l’universo ruota intorno all’essere umano.

Fonti dal web e dalla pubblicazione “Leonardo segreto” di Costantino D’Orazio.
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