Ercole de’ Roberti, Maddalena piangente – sassi d’arte

Oggi, 22 luglio, è la Festa liturgica di santa Maria Maddalena; Maria di Magdala (questo il significato dell’aggettivo-soprannome “Maddalena”) è la donna che Gesù liberò dai demoni, divenuta santa prima di molti altri santi importantissimi, persino degli Apostoli, di cui, come brillantemente dice il teologo Ippolito Romano (170 ca.-235), fu l’apostola. Viene erroneamente identificata con l’adultera che, convertita, segue Gesù nel Vangelo, anzi le due adultere di cui parla il testo sacro: la donna che nella casa Simone il Fariseo lava i piedi del Signore con le lacrime asciugandoli poi con i capelli (Vangelo di Luca) e la donna salvata dalla lapidazione (Vangelo di Giovanni). In nessun passo evangelico nessuna di queste donne è identificata con la Maddalena e l’equivoco nasce dal fatto che della santa seguace del Maestro assieme agli Apostoli si parla nel capito subito successivo all’episodio accaduto nella casa di Simone.Un qui pro quo pio, questo, diffuso nella storia della Chiesa da santi, papi e dottori che, tutt’oggi, genera non poca confusione circa l’«apostola degli apostoli» (questo, espressamente, è il titolo di maggior merito riconosciutole).

(nota tratta dal sito santiebeati.it – QUI l’approfondimento)

Il sasso nello stagno di AnGre

maddalenadipinto

Ercole de’ Roberti (Ferrara, 14511456 – 1496), Maddalena piangente (1490)

affresco staccato, 25,5 x 28,5 cm – Bologna, Pinacoteca Nazionale

*

Questo volto costituisce l’unico lacerto superstite del celebre ciclo di affreschi che decorava la cappella dell’Assunzione in San Pietro a Bologna. Dopo la morte di Francesco del Cossa (1478), che aveva avviato i lavori su commissione di Domenico Garganelli, toccò ad Ercole de’ Roberti completare l’impresa entro il 1486: se Francesco aveva fatto in tempo a dipingere le figure dei profeti e dei padri della chiesa sugli otto spicchi della volta e l’Annunciazione sulla controfacciata, Ercole si occupò di redigere le due scene parietali con la Crocifissione di Cristo e la Morte della Vergine. Da questo glorioso avvicendamento scaturì “il più gran fatto figuarativo di tutta Italia tra il 1475 e il 1485” (Longhi, 1934).

Negli ultimi anni del Cinquecento, a causa dei lavori di ampliamento della…

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One thought on “Ercole de’ Roberti, Maddalena piangente – sassi d’arte

  1. Rappresentazioni nella storia dell’arte

    La mirofora
    Maria Maddalena, nel corso dei secoli, è stata raffigurata principalmente in quattro modi: «Anzitutto – afferma monsignor Timothy Verdon, docente di storia dell’arte alla Stanford University e direttore del Museo dell’Opera del Duomo di Firenze – è spesso ritratta come una delle mirofore, le pie donne che la mattina di Pasqua si recarono al sepolcro portando gli unguenti per il corpo del Signore. Fra loro la Maddalena è riconoscibile per il fatto che, a partire dalla fine del Medioevo, viene raffigurata con lunghi capelli sciolti, spesso biondi: questo fa capire che gli artisti, secondo una tradizione affermatasi in Occidente (e non condivisa nell’Oriente cristiano), la identificavano con la donna peccatrice che aveva asciugato i piedi di Gesù con i propri capelli. I capelli lunghi sono quindi un’allusione a questo intimo contatto e alla condizione di prostituta: le donne per bene non andavano in giro con i capelli sciolti».

    La penitente
    Nell’arte del tardo Medioevo Maria Maddalena compare anche come penitente perché – spiega Verdon – secondo una leggenda ella era una grande peccatrice che, dopo la conversione e l’incontro con il Risorto, era andata a vivere come romitessa nel sud della Francia, vicino a Marsiglia, dove annunciava il vangelo: «Il culto della Maddalena penitente ha affascinato molti artisti, che l’hanno considerata il corrispettivo femminile di Giovanni Battista. In genere viene raffigurata con abiti simili a quelli del Battista oppure è coperta solo dai capelli. La bellezza esteriore l’ha abbandonata, il volto è segnato dai digiuni e dalle veglie notturne in preghiera, ma è illuminata dalla bellezza interiore perché ha trovato pace e gioia nel Signore. La statua della Maddalena penitente di Donatello, scolpita per il Battistero di Firenze, è un autentico capolavoro».

    L’addolorata
    Sovente la Maddalena è ritratta anche ai piedi della croce: una delle opere più significative, a giudizio di Verdon, è un piccolo pannello di Masaccio (esposto a Napoli) nel quale la Maddalena è ritratta di spalle, sotto la croce, le braccia protese a Cristo, i lunghi capelli biondi che cadono quasi a ventaglio su un enorme mantello rosso: «Un’immagine di forte drammaticità. Non di rado il dolore composto della Vergine è stato contrapposto a quello della Maddalena, quasi senza controllo. Si pensi ad esempio, alla Pietà di Tiziano, nella quale la donna avanza come volesse chiamare il mondo intero a riconoscere l’ingiustizia della morte di Gesù, che giace fra le braccia di Maria; oppure si pensi al celebre gruppo scultoreo di Niccolò dell’Arca, nel quale fra le molte figure la più teatrale è proprio quella della Maddalena che si precipita con la forza di un uragano verso il Cristo morto».

    Chiamata per nome
    Vi sono inoltre molte raffigurazioni dell’incontro con il Risorto: «Esemplari e magnifiche sono quelle di Giotto, nella Cappella degli Scrovegni, e del Beato Angelico nel convento di san Marco», conclude Verdon. «Maria Maddalena ha vissuto un’esperienza di salvezza profonda per opera di Gesù: quando si sente chiamata per nome in lei si accende il ricordo dell’intera storia vissuta con Lui: c’è tutto questo nell’iconografia della scena che chiamiamo “Noli me tangere”».

    Autore: Cristina Uguccioni
    Fonte: Vatican Insider

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