dal blog amArgine: Bologna, 2 agosto 1980 MAI dimenticare

.
Agosto è fatto per le zanzare
e per le liti sul bagnasciuga,
piccole proiezioni di egoismo
supportate dalle temperature.
Non dovrebbero esserci variazioni,
ma le previsioni in estate sbagliano.

Puntuali ricordi ferrei
distolgono ferie. Esplode
la grazia d’esserci ancora
a carezzare quella breccia
di mancata dimenticanza.

Che somigli ad un treno
questo percorso di giorni
non solleva nessun dubbio.
Comparse malpagate in scena
smontano democrazie e libertà.
«Non dimenticare» ora, loro, l’atto.

Chiodi arrugginiscono senza vergogna
ad ogni obliterazione e nuovo viaggio.
Il mese sul tabellone delle partenze
è un ventaglio dal suono d’avvoltoio.
La legge non è ancora uguale per tutti. | AnGre

– grazie a Flavio Almerighi (nella condivisione sottostante, due suoi testi) per avermi raccontato “il suo” 2 agosto 1980, da cui è nato questo mio inedito –

almerighi

Angela Fresu anni Tre

ci mancammo di un giorno

faccio progetti, ricognizioni
cerco un posto a buon mercato
per mangiare, brutto anno
per sorrisi, fragoline e gambe magre
in posa davanti al rosso parete
di ruggine e materiali rotabili
l’odore, campassi mille anni

dov’è la stanza delle coccole

sull’estate rimangono stelle cadute,
frutta a chilometri zero
la bomba in stazione
di non si sa chi
l’inizio è onda, una fase

di noi butteranno via tutto
sta serena, unico vizio è ricordare
gli uomini preferiscono le bionde
*

il tempo non esiste

Petroliere puniche al largo della Sirte
trascinano natanti sfondi che
solo un miraggio terrebbe sull’acqua,
all’altro capo del disinganno
bambini giocano sulla spiaggia
persi in tripudi di altoparlanti,
poche le bionde utilizzabili
dall’agenzia delle sembianze.
Eri bambina nell’epoca
della mia felicità più vera.

Pronti i menu, pronti i commensali
al gran banchetto del delitto,
pronto un altro Due Agosto

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13 thoughts on “dal blog amArgine: Bologna, 2 agosto 1980 MAI dimenticare

    1. la poesia nasce nell’inatteso…il tuo racconto mi ha toccata, molto, lo sai.
      Gli accadimenti umani dovrebbero servire ai posteri, sempre…soprattutto fatti come questo del 2 agosto di quegli anni Ottanta di un secolo breve, ma doloroso, dovrebbero rimanere nella memoria collettiva come insegnamento, monito, avviso della Umanità che stiamo perdendo. O, che forse, abbiamo già perso.

    1. Caro Lorenzo tutto va ricordato e tutti, vittime e carnefici. Ma soprattutto dobbiamo ricordare quello che vogliamo essere, come persone, da che parte stare, dove andare.
      Grazie per la lettura e per la partecipazione.

  1. Il depistaggio depista, forma una base falsa sulla quale rafforzare e rafforzarsi.
    1980 agosto, sono trascorsi 37 anni. Copasir custodisce gelosamente sotto chiave documenti del biennio 1979/80 che possono fornire dati e chiarimenti forti sul fatto de quo.
    La formazionedeformazione ne risentirebbe!
    Un caro saluto.

    1. Avevo 4anni all’epoca, poco più dell’età della vittima più giovane che i versi di Flavio hanno consegnato a noi in poesia … Ad interessarmi é la questione umana, sinceramente. É l’Uomo con le sue miserie e le sue nobiltà ad attrarmi. I fatti politico-socio-legali faranno il loro corso, forti del fatto che quel che è vero emerge sempre.
      Grazie, però, per gli spunti di riflessione su una strage di cui apprendo comunque per interposte persone, leggendo e ascoltando senza colore, né appartenenze specifiche.

  2. Non confondo i due piani di valutazione del fatto.
    Il cordoglio per tanto accadere è oltre ma, lo stesso fatto è drammaticamente congiunto ai responsabili ne segue che la reazione assolutamente umana e giustificata vada a cercare in questa direzione. Da qui il depistaggio che forma deforma ed il silenzio Copasir che lo favorisce assolutamente.
    La Sua osservazione “se tu fossi passato di là….. ” sentiresti” diversamente ” nella sua retorica non coglie la severità etica di evitare il produrre e/o l’aver prodotto una falsa responsabilità che nulla toglie alla tragedia bolognese salvo il creare altre vittime.
    La partecipazione di un dramma si vive anche ricercando la responsabilità dell’accaduto pur nella ovvia considerazione che nessuno renderà ad alcuno quanto tolto.

      1. Flavio, i fatti vissuti in prima persona ci cambiano, ci migliorano spesso in caso di Persone con la maiuscola o ci rendono più carogne nella maggior parte dei casi e spessissimo chi non ha vissuto le medesime cose non è capace, se non dotato d’empatia, di comprendere.
        Lorenzo sicuramente non voleva associare la retorica alla tua esperienza, ma ha colto la tua frase per riferirsi alla questione in generale, alle questioni italiche, che purtroppo spesso divengono solo mezzi di propaganda e “armi” da usare per scopi personali.

        e dato che oggi è il 10 agosto facciamo pure gli auguri di buon onomastico.

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