Giuseppe Schembari, due inediti

LA NOTTE BARCOLLA
.
Persi
nei vicoli stretti
nelle strade
nei cortili abbandonati
di questa città
e il suo barocco
sfregiato
.
Le luci malinconiche
dei vecchi bar
con le vetrate appannate
da un alito ubriaco
.
lasciano intravedere
sagome evanescenti
stravaccate sul bancone
come sacchi d’immondizia
.
nel logorante
replay
(di questo lento morire)
che puntuale
si ripete ogni notte
.
Ingordi a tracannare
sorso dopo sorso
goccia a goccia
.
dal freddo vetro
dei tubi di scarico
.
in bilico
tra i tavolini di acciaio
e il precipizio;
.
cercano assetati
negli occhi distratti
degli astanti
frettolosi
.
uno sguardo
un cenno
.
che
non faranno
mai
(maggio 2017)

*

I COLLEZIONISTI
.
Saremo
i collezionisti
ossessivi
.
di inutili
frammenti di vita
.
di amori segreti
soffocati
con un sacco di plastica
alla testa
.
di scorie nucleari
custodite
nella cassetta di sicurezza
.
delle foto
osé
della moglie del vicino
.
d’imbarazzanti
intercettazioni telefoniche
non autorizzate
.
d’identità rubate
e mai restituite
.
di un colpo di pistola
alla nuca
.
coperto dai rumori
della strada
.
Giunto
il momento del riepilogo
.
tutto finisce
.
dopo
aver svoltato l’angolo
.
.
in fondo
alla linea curva
.
nel grafico impazzito
di una città
rasa al suolo
.
dove
la vita s’è persa
a furia
di viverla.
(giugno 2017)

.

Giuseppe Schembari, nato a Ragusa nel 1963, ha pubblicato nel 1989 il volume di versi “Al di sotto dello zero” (edito da Sicilia punto L di Ragusa); vincitore e finalista in vari concorsi nazionali e regionali, tra cui – in più edizioni – Concorso di Poesia “Mario Gori”; Concorso nazionale di poesia civile “B. Brècht” città di Comiso; Premio Nazionale di Poesia “Ignazio Russo” città di Sciacca. Sue poesie sono inserite in varie Antologie di cui ricordiamo una tra tutte: “Bisogna armare d’acciaio i canti del nostro tempo” Antologia di poesie a cura dei Gian Luigi Nespoli e Pino Angione. Collabora con giornali e riviste. Poeta del “Dissenso” propenso verso formule d’avanguardia linguistica e sperimentale, per il quale la poesia è testimonianza e risposta al quesito della storia e della cronaca quotidiana, relativamente alle realtà dell’oppressione e dello sfruttamento. E’ stato uno degli ultimi esponenti dell’ “Antigruppo Siciliciano”, movimento letterario nato quasi parallelamente alla Beat Generation americana, con la quale ci furono diversi contatti e collaborazioni tramite due dei maggiori esponenti di entrambi i gruppi, Lawrence Ferlinghetti per la Beat Generation e Nat Scammacca per l’Antigruppo. Il verso per Schembari diventa denuncia ed egli partecipa non come spettatore, ma come protagonista della storia, testimone scomodo ed accusatore e, denunciando un’esistenza divenuta impossibile, la poesia per lui diventa un mezzo ed un’arma contro ogni condizione di penalizzazione, contro l’emarginazione, le guerre, il consumismo, l’ambizione, la corsa al potere, la mancanza di valori in cui l’ironia, l’invettiva, la rabbia sono sassi scagliati contro la palude dell’uniformità. Giuseppe Schembari è stato da sempre dalla parte di chi subisce la violenza dell’uomo sull’uomo, ma anche della violenza di Stato, cioè la violenza operata dalla legge e da chi dovrebbe tutelarla. Nel 2015 ha pubblicato – sempre con l’editore Sicilia Punto L di Ragusa – il volume di poesie “Naufragi”.
(fotografie di AnGre; versi centrati nell’originale)
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