Angela Greco, Quaderni di RebStein, LXVII

Quaderni di RebStein LXVII. Settembre 2017.  Scaricabile gratuitamente al link:

Fai clic per accedere a angela-greco-ora-nuda-2010-2017.pdf

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…….C’è, in questa poesia, il fascino non vuoto e non fine a sé stesso di una continua concreta ricerca, di una ricca minuziosità. Angela Greco non tenterà mai di gabbare il lettore, di “stupirlo con effetti speciali”. Il dettaglio, l’arabesco, la capacità di crearne e renderli particolarmente evidenti senza sforzo, rendono questa poesia potente, ma femminile nella migliore accezione del termine. Insomma la poesia di Angela si riconosce. E’ il frutto di un lavoro durato anni, decisivi, spesi bene, che l’hanno vista poeticamente crescere in modo esponenziale. Lo si noterà bene leggendo questo, che è un sunto dei suoi primi sette anni da autrice cosciente di sé e della propria meta. Insomma di cosa stiamo parlando? Di una poesia che amo definire “carsica” per quel suo immergersi, quasi sparire, e riemergere prepotente, improvvisa, teatrale. Ma quel che conta è la poesia, non la casacca che indossa. La scelta di questa autrice è proprio quella di non indossarne, di vivere la propria creatività senza costringersi in scuole, gruppi di pensiero, sette di teoretici, compromessi. In effetti il porsi in cerca di strade, di versificazioni e soluzioni nuove, o comunque non usuali e logore, è il suo intendimento principale. Questo senza mai trascurare la persona, la propria persona, quella che è dietro questo intenso sforzo creativo. L’evoluzione di Angela Greco è ben riscontrabile su queste pagine, dal 2010 a oggi molte cose, salvo l’onestà, sono cambiate, o meglio si sono evolute.  Non a caso la Nostra ha sempre più dilatato e variato col tempo la lunghezza del proprio verso e della composizione, fino a prediligere la forma del poemetto, questo non senza trascurare la ricchezza delle metafore e la chiara fruibilità del testo. L’inedito “Giorni iblei” del 2017 ne è un recentissimo, brillante esito.

Flavio Almerighi, Introduzione ad “Ora Nuda, Antologia 2010-2017 di Angela Greco”

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(fuori programma)
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L’imprevedibilità dei risvegli, i mattini diversi
per condizioni atmosferiche e conseguente umore,
le calze smagliate e il caffè, amaro nella sua abitudine,
a ristabilire l’ordine del giorno. Improvvisa fotografia:
distratto dal libro che hai tra le mani sembri altrove,
sul limite di un silenzio ancora da scrivere.
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Un bottone dopo l’altro avvicino quel pensiero
che ruga la fronte per quello che accade e si tace.
La poesia è insubordinazione, stazione viaria, azione,
passaggio in auto-stop verso una nuova galassia.
Seduti scomodi sul secolo breve finito per te nel 1989
intoniamo canti da raccolta di cotone per farne bende.
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Sembra che a vedere la ginestra siano in pochi;
il giallo non confondibile nella macchia verde dell’orbo.
Un collage di inerti catramati al verbo sbagliato:
“sono stato” è una questione multifattoriale.
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Raccolgo aghi dal fondo del bosco per forare palloncini.
L’aria sarà sempre un futuro semplice eppure irraggiungibile
quasi quanto l’aver osato libertà in regime mono teocratico.
Avremo nuovamente voce per raccontare al fuoco della notte,
quella in cui al posto del sonno si contarono acini luminosi.
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Un GRAZIE di cuore a La dimora del tempo sospeso per l’ospitalità, a Francesco Marotta per l’invito, a Flavio Almerighi per l’introduzione, ad Adeodato Piazza Nicolai per una traduzione e ad ogni Lettore che vorrà condividere con me questa gioia! (AnGre)

Immagine d’apertura: Mark Rothko, New forms

Un pensiero su “Angela Greco, Quaderni di RebStein, LXVII

  1. Giuseppe Schembari tramite FB:

    “Angela cara, complimenti sinceri, sono davvero contento per te, un bel lavoro fatto bene, è assolutamente vero che si nota la tua evoluzione poetica, perché così disposte le tue poesie si ci rende conto perfettamente della crescita della tua scrittura, complimenti anche a Flavio Almerighi per il suo impegno e l’impeccabile lavoro.”

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