Flavio Almerighi, due poesie: Posizioni del nulla e Oggi non è un altro giorno

versi di Flavio Almerighi tratti da https://almerighi.wordpress.com/ 

posizioni del nulla

c’è tanto silenzio
ma il suono del silenzio è spiccioli
in resto su milioni di bocche
dimenticate ancora aperte

quando l’ultima chiesa sarà chiusa
e l’Altro, dirimpettaio del nulla
l’acqua sarà di bollicine
inclini a fermarsi, e non più

dolore di deportati e madri orfane
ricordi sui centrini di una sala in disuso.
Polvere. Poi le campane,
scrosci di cascate, cadenza

niente più parole, nemmeno un ti amo,
a essere precisi da domani, non da stasera.

Ora dormo

*

 “a essere precisi da domani”
Mi inquieta la lucidità di questa bellissima poesia, non per essa stessa, ma per com’è espresso il contenuto, che cavalca magistralmente e soprattutto senza retorica gratuita un intero periodo, il post bellico, di cui ancora viviamo “ricordi sui centrini di una sala in disuso” che, partendo dal silenzio del primo verso, arriva all’apice in quella precisione del domani, che mostra tutta la fatica umana della non accettazione di quanto accaduto…Per non soffrire, si rimanda tutto a domani, si mettono in disuso le stanze e si venerano ricordi, sperando che quel tempo non arrivi mai, senza vedere che quella polvere che si sposta è solo l’esito finale dello stesso uomo, che potrebbe, a condizione di accettare la propria finitudine, essere il primo mattone della ricostruzione di qualcosa di nuovo…
In questi versi ritrovo la grande capacità di Flavio Almerighi di saper evidenziare bellezza e rovina e, al contempo, fornire un quid a cui appellarsi per ripartire. (A.Greco)
.
*
.
Oggi non è un altro giorno
.

C’è un listino per ogni uniforme,
i dispersi non ricevono onori
potrebbero essere ancora vivi
spassarsela da qualche parte.
Il caldo maledetto è finito,
liberi tutti di tornare agli acciacchi
a imprecazioni e bestemmie
da incidere con le unghie
sul fango ancora vivo.

Oggi non è un altro giorno,
presentimenti e preghiere
sempre in agguato, circostanze
imprevisti ancora in allenamento,
un’indossatrice truccata da capotreno
il seno minuto ma non troppo.
La rivoluzione non scoppierà,
a sessant’anni si gioca a carte.
Le grida assenti, qualche tonfo
la cui origine non è certa.

Credo a volte di sognare
volti buoni in ripiegamento
poi nel pieno del sole che piove
non vedo più,
 dice il coreano
o è possibile che adori il bowling, 
prosegue
ho sentito dire che mentre ti tuffi
Dio sta giocando a bowling.
E sa giocare, lo so.

La rabbia dentro va compressa
diretta nella giusta direzione.
Quando cambierà,
cambierà davvero.

*

“ho sentito dire che mentre ti tuffi \ Dio sta giocando a bowling. \ E sa giocare, lo so.” Micidiale e precisissima, l’ironia incide ogni possibile superficie del lettore – e prendo solo questi, di versi, ad esempio – ustionando il benpensante e rivoluzionando persino l’avvezzo ai fuoripista. Stra-ordinaria la capacità di sorprendere ad ogni componimento, pur nella fedeltà allo stile inconfondibile, ‘Oggi non è un altro giorno’ muta il punto di vista sul quotidiano, fin dal titolo, dove, viene ribaltata una consuetudine di pensiero,che vorrebbe domani è un altro giorno, per giungere verso dopo verso, all’esito finale trascritto come augurio o speranza, evitando di fatto la chiusura del testo, ma immettendo il lettore in un’altra possibilità, capacità che non tutte le poesie e non tutti gli autori possiedono.
A dissetarsi dall’inesauribile vena poetica di questo Autore viene forte la voglia di continuare a credere nel meglio che la Poesia può ancora offrire, liberi da tutto quanto Poesia non è. (A.Greco)

in apertura: opera di Anna Madia, Chimera 2013 – Olio su lino, cm55x33 collezione privata (per gentile concessione dell’artista, tratta da un articolo di questo blog)

7 pensieri su “Flavio Almerighi, due poesie: Posizioni del nulla e Oggi non è un altro giorno

  1. Ogni poeta ha una certa “attitudine” mi verrebbe da definirla, per un determinato argomento o, addirittura, tipo di poesia; si potrebbe dire che ogni poeta scrive sempre intorno a quelle che alcune scuole di scrittura, ed anche alcuni poeti, definiscono le proprie ossessioni, per indicare, in effetti, argomenti o personaggi ricorrenti nella produzione letteraria. Flavio Almerighi ha attitudine alla poesia che tratta e che parla – sì, parla, perché il poeta sa darle voce e che voce! – di guerra, anzi, di luoghi corporei e spirituali dove la guerra è passata ed ha lasciato i suoi esiti.
    Quando Almerighi tratta nei suoi versi questo argomento (ma non solo, perché i cardini della poesia almerighiana comprendono anche altri vertici) raggiunge vette degne di nota, perché si sente senza sforzo che la guerra e i luoghi di essa, gli appartengono e sa attraversarli con tutto quello che argomenti simili comportano.
    Almerighi interroga l’accaduto e lo propone al lettore senza volontà di stupire, anzi senza nemmeno la presunzione e la pretesa che quanto offre sia poesia e lui un poeta, ma lo cede senza chiedere nulla in cambio, in nome di un tramandare qualcosa che, se non affidato alla memoria, andrebbe irreparabilmente perso, esternando un senso civile che, poi, si riversa in quella che molti definiscono poesia civile, appunto. Ma che cos’è la poesia civile, se non un consegnare la memoria ai posteri, occupandosi del luogo per eccellenza stesso della memoria, ovvero l’esito che la Storia ha avuto nell’uomo che l’ha vissuta? Almerighi si documenta per passione personale sulla Storia dei nostri paesi, del nostro territorio e questo incontro tra la realtà accaduta e la sua sensibilità, consegna pagine importanti di poesia nuda, concreta, come pochi sanno scrivere. E penso ad Ungaretti, a questo compagno di trincea che tutti conosciamo da reminiscenze scolastiche e vedo, senza piaggeria, che Almerighi avrebbe combattuto degnamente al suo fianco. Anzi, lo avrebbe, tra virgolette, vinto (conquistato).

  2. Grande Flavio e ottime le recensioni di Angela. Quando la giornata inizia in poesia, e che poesia, tutto sembra dipanarsi in leggera armonia! Si respira bene tra questi versi. Un abbraccio ad entrambi!

  3. [Riporto i commenti dalla piattaforma Google+]

    Iole Maggitti ha scritto:
    “Le poesie sono straordinarie ed i commenti sapientemente suggestivi, molto interessante, un autore sentito ma non conosciuto.Grazie!”

    *
    Nella Crosiglia ha scritto:
    “Grazie per queste perle”

    *
    Jeannifer Tiozzo ha scritto:
    Oggi non è un’altro giorno è di una bellezza disarmante. Ti ringrazio per questo post. Buona serata.”

  4. Le letture non si debbono dare mai per scontate, costano fatica e tempo. Sei riuscita a compenetrare esattamente il mio discorso e dal mio punto di vista, cosa rara. Quindi grazie per avermi definito autore (in fin dei conti lo sono) e non Poeta (che non mi sento). Sono cresciuto in un mondo dove gli eventi bellici sono stati progressivamente dimenticati, assieme alla bestia che li ha provocati. Ho visto la morte dell’ideologia e lo “spiacevole” intermezzo della guerra nei Balcani. Ho visto intere generazioni rincoglionite dal benessere, farselo portare via, vedo la finanza mondiale (la nuova bestia) trattare l’uomo esattamente allo stesso modo della bestia precedente, vale a dire come un valore sfruttabile e mercificabile. Se non ce la fai, muori.

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