Carlos Drummond de Andrade, versi da Reunião – 10 livros de poesia

Estratti dall’articolo di Vera Lúcia de Oliveira (Qui), Fili d’aquilone num.5, gennaio / marzo 2007 che si ringrazia.

SENTIMENTALE

Mi metto a scrivere il tuo nome
con lettere di pasta.
Nel piatto, la zuppa si raffredda, piena di squame.
e piegati sul tavolo tutti contemplano
questo romantico lavoro.

Disgraziatamente manca una lettera,
una sola lettera
per finire il tuo nome!

– Stai sognando? Guarda che la zuppa si raffredda!

Io stavo sognando…
E c’é un manifesto giallo in tutte le coscienze:
“È proibito sognare in questo paese.”

§

IN MEZZO AL CAMMINO

In mezzo al cammino c’era una pietra
c’era una pietra in mezzo al cammino
c’era una pietra
in mezzo al cammino c’era una pietra.

Mai dimenticherò quell’avvenimento
nella vita delle mie retine affaticate.
Mai dimenticherò che in mezzo al cammino
c’era una pietra
c’era una pietra in mezzo al cammino
in mezzo al cammino c’era una pietra.

*
Trad. dall’opera Reunião – 10 livros de poesia, Rio de Janeiro, J. Olympio, 1974, 6ª ed.

.

Carlos Drummond de Andrade (1902-1987), poeta, prosatore, cronista e critico, è considerato fra i maggiori scrittori del nostro secolo, pietra angolare della letteratura brasiliana, eppure in Italia egli é noto solo antologicamente, come poeta, mentre ne è quasi ignota l’opera di prosatore. Nato il 31 ottobre 1902 a Itabira, piccola città dello Stato di Minas Gerais, regione conosciuta anche per i grossi giacimenti di ferro, Drummond è originario da una tradizionale famiglia di proprietari terrieri. Si trasferisce più tardi con la famiglia a Belo Horizonte, dove inizia a lavorare come giornalista. Il poeta intanto si va formando: risalgono a questo periodo una serie di amicizie che saranno molto importanti per la sua formazione poetica e letteraria, ivi incluse le corrispondenze con i poeti Manuel Bandeira e Mário de Andrade.
Si laurea nel 1925 in Farmacia e in questo stesso anno ritorna a Itabira: ma non eserciterà mai la professione di farmacista, né riuscirà a reinserirsi nella pacata vita della sua cittadina. Torna a Belo Horizonte, riprende il lavoro di giornalista e inizia anche la carriera di funzionario pubblico, che eserciterà, accanto a quelle di poeta e giornalista, per gran parte della sua vita. Nel 1934 si trasferisce a Rio de Janeiro, dove vivrà fino alla morte, discreto e riservato. Si nasconde alla stampa, alla gente che continuamente lo cerca, giovani e anziani. Esce poche volte, una figura anonima che cammina per le strade della grande città, cercando la poesia anche nel volto duro e violento della metropoli, portando sulle spalle esili il peso del “vasto mondo” che la sua sensibilità avverte con acutezza e partecipazione struggente: “Mundo mundo vasto mundo, / mais vasto é meu coração.”[“Mondo mondo vasto mondo, / più vasto è il mio cuore.”]

2 pensieri su “Carlos Drummond de Andrade, versi da Reunião – 10 livros de poesia

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