Paolo Uccello, La battaglia di San Romano – Disarcionamento di Bernardino della Carda – sassi d’arte

Paolo Uccello (Firenze, 1397 – 1475), La battaglia di San Romano – Disarcionamento di Bernardino della Ciarda (1438 c.a.)

tempera su tavola, cm 182 x 323 -Firenze, Galleria degli Uffizi

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La battaglia di San Romano, opera del fiorentino Paolo Uccello, è un grande dipinto rappresentato in tre episodi su altrettanti pannelli, oggi divisi in tre musei: “Niccolò da Tolentino alla testa dei fiorentini”, conservato alla National Gallery di Londra (dimensioni: 180×316 cm); “Disarcionamento di Bernardino della Carda”, conservato presso gli Uffizi di Firenze e “Intervento decisivo a fianco dei fiorentini di Michele Attendolo”, l’unico firmato e probabilmente realizzato per ultimo, attualmente esposto al Museo del Louvre di Parigi (dimensioni: 182×317 cm).

In questa sede è proposta la parte centrale del grande trittico dipinto nel 1438 circa, oggi smembrato. Il ciclo illustra le fasi della battaglia di San Romano che si svolse nel 1432 tra fiorentini e senesi e che vide la vittoria gloriosa di Firenze. I senesi, guidati da Bernardino Ubaldini della Carda, erano in netta superiorità, ma i fiorentini, comandati da Niccolò da Tolentino, dopo essersi spinti per una ricognizione presso la torre di San Romano (Torre Giulia), nei pressi di Montopoli in Val d’Arno, decisero di attaccare improvvisamente. Quando lo scontro volgeva ormai a sfavore di Firenze, ecco che dall’altra parte del fiume sopraggiunse la colonna dei rinforzi del capitano generale delle milizie fiorentine Micheletto da Cotignola. I senesi allora, ormai stremati dalla battaglia, si diedero precipitosamente alla fuga.

L’opera fu dipinta per la ricca famiglia Bartolini, ma nel 1492 risultava già nell’ inventario dei beni di Lorenzo de’ Medici, detto il Magnifico. Le tre tavole, che rappresentano tre momenti salienti della giornata di battaglia, figuravano nell’inventario redatto subito dopo la morte di Lorenzo il Magnifico, come esposte “nella camera grande terrena, detta La camera di Lorenzo”, con riferimento al palazzo Medici di via Larga a Firenze. Per tutto il XX secolo si è creduto che le tre tavole fossero arrivate a Lorenzo in via ereditaria, tramite la commissione diretta di suo nonno Cosimo il Vecchio. Scoperte documentarie più recenti hanno invece chiarito definitivamente le vicende della commissione e della datazione della serie: esse erano state pagate nel 1438 dal ricco ed eminente Lionardo Bartolini Salimbeni, il quale aveva partecipato alla campagna di Lucca, che aveva avuto proprio negli episodi di San Romano i momenti più salienti. I suoi due figli, Damiano e Andrea avevano trasferito l’opera nella villa di famiglia nei dintorni di Firenze, a Santa Maria a Quinto, sui colli a nord-ovest della città. Qui li vide il Magnifico, che insistette tanto per averle e le ottenne nel 1484. Con la vendita di Palazzo Medici ai Riccardi, nel 1659, il dipinto, assieme a tutti gli altri arredi, pervenne alla Guardaroba medicea. Nel 1784 le tre tavole arrivarono agli Uffizi; in seguito si decise che i tre pannelli erano troppo simili e si tenne a Firenze quello meglio conservato (Disarcionamento di Bernardino della Ciarda), vendendo gli altri due come inutili doppioni. La tavola della National Gallery fu acquistata nel 1857; quella del Louvre nel 1863, con la collezione Campana.

Ciò che rende importante questo grande ciclo è l’utilizzo sperimentale ed ardito della prospettiva, che rese Paolo Uccello famoso tra i suoi contemporanei. Nella tavola degli Uffizi è rappresentato il momento conclusivo della battaglia, il disarcionamento di Bernardino della Carda, comunemente identificato con la figura al centro del dipinto, condottiero senese inviso ai fiorentini, poiché fino a pochi mesi combatteva al loro soldo, ritratto insieme al suo cavallo bianco nel momento in cui viene colpito da una lancia nemica. La scena è occupata da due gruppi di cavalieri, quelli sulla sinistra sono fiorentini, come si evince dal drappo bianco rosso crociato del popolo, sulla tromba; dal gruppo si staccano due cavalieri che con la lancia atterrano gli avversari, che, sulla destra, si danno precipitosamente alla fuga.

La composizione è molto affollata; nonostante ciò l’atmosfera è alquanto irreale e i cavalieri sembrano quasi dei manichini di una giostra. Ciò che interessa all’artista è soprattutto la composizione prospettica e non l’umanità. I dettagli naturalistici, le scene di caccia sullo sfondo, la minuziosa descrizione delle armature e dei cavalli ci rimandano all’eredità tardogotica. Paolo Uccello è infatti un’importante artista di transizione: accoglie pienamente la rivoluzione rinascimentale della prospettiva e della centralità dell’uomo, ma con il gusto fiabesco ancora gotico cortese.

La Battaglia di San Romano – Disarcionamento di Bernardino della Carda, recentemente restaurata, dal Novembre 2012 è tornata ad essere visibile nella sua originaria collocazione, la sala 7 del Primo Rinascimento della Galleria degli Uffizi

(fonti varie: sito della Galleria degli Uffizi, web e guida “Masaccio e i pittori del suo tempo agli Uffizi”, Skira).
“Niccolò da Tolentino alla testa dei fiorentini”
“Intervento decisivo a fianco dei fiorentini di Michele Attendolo”

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